Vice Interviews – HEALTH

Gli HEALTH fanno strano synth-pop con una batteria che picchia così duro che ti ritrovi costretto a ballare. Fanno parte della stessa scena D.I.Y. di Los Angeles che ruota attorno al The Smell e che ha prodotto i No Age, BARR, Abe Vigoda e le Mika Miko. Ma i Health sono meno tradizionalmente L.A. punk e più simili ai tempi d’oro dei Black Dice, presente? Cioè, prima che si tramutassero in una sagra dello sbadiglio infinito. Altra cosa a loro favore: sembrano onestamente innamorati dalle melodie dei Beatles e dei Beach Boys. E poi condensano tutto questo dentro dei live di dieci minuti così intensi che la tua testa sembrerà sul punto di esplodere, come in Scanners di David Cronenberg.

Cos’è successo al concerto della Rough Trade?

John Famiglietti (basso): E’ stato davvero intenso, ma allo stesso tempo molto divertente. Suonavano i The Pigeon Detectives. Credo che siano abbastanza atroci in generale, ma in più stavano facendo un set acustico, quindi terrore puro. Noi suonavamo su un palco piccolissimo e abbiamo dovuto prendere in prestito dell’attrezzatura dall’altro gruppo, i The 45s. Dei cari ragazzi, ma gli abbiamo più o meno rotto il basso perché siamo caduti dal palco un paio di volte.

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BJ Miller (batteria): Tu. Tu gli hai spaccato il basso.

John: Ok, gli ho spaccato il basso. Comunque spacchiamo sempre un sacco di roba, non è certo una novità. Gli permetterei tranquillamente di restituirmi il favore se mai riuscissero a tornare a LA. Gli offrirei un gran bel basso e del kombucha.

Kombucha? Quella roba di cui cantavano sempre i System Of A Down?

Jupiter Keyes (chitarra): Proprio quella. Praticamente si tratta di una sostanza simile al te, è organica e cruda. Ci potresti teoricamente vivere. Ti ripulisce il sistema e guarisce qualsiasi cosa, compresi i peggiori postumi che tu possa immaginare.

Tutto ciò mi suona vagamente hippie.

Jake Duszik (chitarra): Va bene. Siamo tutti in un certo modo salutisti. Ho provato ad essere vegano ma è dura. Jupiter viene da una famiglia di hippie (quindi ecco spiegato il nome) e vive solo di roba organica. BJ invece è praticamente un orso. Eravamo in cerca di un batterista e abbiamo trovato la sua inserzione su un giornale proprio a fianco alle offerte di sesso gay. Credo che si possa dire che lui in qualche modo ricopra due ruoli. O due buchi.

HAHAHAHA! No, non fa ridere. Come mai fate sempre dei set brevissimi?

John: Ci annoierebbe suonare più a lungo. Siamo abituati da sempre a suonare per non più di dieci minuti. Adesso arriviamo forse a 20. L’altra sera in Germania un ragazzo mi si è avvicinato incazzoso chiedendomi perché eravamo venuti fin da Los Angeles per suonare solo per 15 minuti.

Jupiter: Il modo in cui scriviamo musica ci rende difficile suonare a lungo. Tutti i nostri pezzi sono visualizzati con dei gran diagrammi che poi noi riempiamo con foto e parole che stanno a rappresentare elementi del pezzo. E’ difficile ricordarsi come gli elementi si combinino insieme. Specialmente se sei un po’ fuso. Che può succederti quando meno te l’aspetti.

BARNEY STAPLES
Gli Health hanno un disco in uscita su Lovepump Unlimited, S/T.

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