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Cosa sono le allucinazioni da videogioco

Se li vedete uscire dallo schermo vuol dire che è il momento di fare una pausa. Immagine: via Flickr/Patrick Brosset

Vi è mai capitato, dopo aver passato ore davanti ai videogiochi, di sentirvi un po’ ubriachi e di vedere la realtà fatta di pixel? Avete mai visto una barra dell’energia sotto una persona vera, dopo aver giocato un giorno intero a World of Warcraft? O la strada che si trasforma nella tastiera della chitarra di Guitar Hero mentre guidate? Tranquilli, non siete soli.

Un recente studio, pubblicato sull’International Journal of Human-Computer Interaction, ha analizzato il fenomeno delle allucinazioni indotte dai videogame, il cui nome scientifico è Game Transfer Phenomena (GTP).

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Gli autori, gli psicologi Angelica Ortiz de Gortari e Mark Griffiths della Nottingham Trent University, descrivono con queste parole gli effetti riscontrati nei casi presi in esame:

La GTP si manifesta tramite percezioni sensoriali alterate, processi mentali automatici, azioni involontarie, e comportamento disturbato. Si presenta senza preavviso e fuori dal controllo del giocatore. Può capitare mentre si gioco, subito dopo, o anche con più ritardo. La GTP è dovuta ad alterazioni fisiologiche, percettive e cognitive causate da una sovraesposizione agli ambienti virtuali.

Sebbene il concetto di GTP non sia nuovo—viene chiamata anche Effetto Tetris,—gli autori sostengono di essere stati i primi a compiere uno studio su un intero gruppo di giocatori. Sottolineano anche che, essendo i videogiochi di oggi molto più incalzanti di quelli del passato, è ancora più importante capire come potrebbero influenzare la nostra sfera percettiva.

Per raccogliere dati sulle esperienze di GTP, i ricercatori hanno preso in esame 54 forum sui videogame e hanno trovato ben 656 messaggi di utenti che descrivevano questi effetti allucinatori. I giochi che causavano i disturbi erano i più disparati, da quelli old school tipo Tetris fino ai giochi di ruolo sconfinati come World of Warcraft. Grazie a un database, hanno poi ordinato e quantificato i resoconti di allucinazioni per analizzarli in modo più approfondito.

Molte persone raccontavano di aver giocato a lungo, o molto a lungo, prima di aver avuto le allucinazioni, e che gli effetti di norma duravano solo pochi secondi—anche se in alcuni casi si erano manifestati per giorni.

Ogni giocatore aveva avuto un’esperienza diversa. Alcuni rivivevano momenti del gioco nella mente, o immagini impresse negli occhi anche quando li chiudevano. “La prima volta che ho giocato a Meteos, sono andato avanti per giorni senza sosta. Non riuscivo neanche a dormire perché ogni volta che chiudevo gli occhi, vedevo meteos cadere da tutte le parti,” scrive su internet un fan del videogioco per Nintendo DS.

Altri proiettavano delle dinamiche di gioco nella vita reale, cosa forse ancora più preoccupante. “Dopo un’infinita partita a Call of Duty Black Ops, ho visto un segnalino rosso—quello dei giocatori avversari—sopra la testa di una ragazza in bici,” racconta un giocatore. “Per fortuna non avevo dietro la pistola…”

A volte, vengono influenzate anche altre esperienze sensoriali, come i movimenti o la musica, ed è stato documentato in alcuni casi un generale senso di distorsione della realtà—tale da far percepire lo scorrere del tempo a un ritmo diverso.

I ricercatori concludono che i videogame “possono indurre percezioni visive alterate,” specialmente dopo lunghe e accanite sessioni di gioco. Gli effetti della GTP possono sembrare simili a sintomi di disturbi più seri—come la schizofrenia o l’abuso di droghe, ma non devono essere messi nella stessa categoria. (Oltretutto non possiamo escludere che alcune persone finite nello studio potessero essere affette da una di queste due problematiche, dato che non c’era modo di verificarlo). “Uno dei maggiori contributi del nostro studio è quello di fare chiarezza sulla GTP, che spesso viene fraintesa e considerata alla stregua di una patologia,” spiegano i ricercatori.

Dopotutto, sembra che ad alcuni giocatori lo sballo post videogame non sia dispiaciuto. Gli autori dichiarano che questo studio, oltre che fornire alcuni buoni indizi su come funziona la mente umana, potrebbe aiutare a capire come sfruttare i videogiochi per facilitare l’apprendimento. Certo, ci sono anche dei lati negativi—tipo i guidatori che vedono Super Mario al semaforo. “In certe circostanze può essere pericoloso,” ha dichiarato al Telegraph Ortiz de Gortari. “Per questo è importante fare delle pause ogni tanto quando si gioca. Ed è importante anche proseguire le ricerche in questo ambito.”

Lo studio non specifica se il problema è limitato ai videogame. Davvero sono l’unica che vede apparire le notifiche di Facebook anche quando non è al computer?

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