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La stretta di mano orbitale che ha cambiato la storia

Le prime avventure nello spazio dell’umanità sono state catalizzate dall’intensa competizione tra due nazioni rivali. Ma subito dopo gli gli allunaggi di Apollo, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica hanno fatto un passo indietro, favorendo una politica di distensione, dentro e fuori l’orbita terrestre.

Uno dei prodotti più affascinanti di questa mutazione geopolitica è stato l’Apollo-Soyuz Test Project (ASTP), la prima missione spaziale collaborativa tra due potenze spaziali inizialmente rivali. L’obiettivo della missione era di attraccare il modulo di comando/servizio americano di Apollo alla capsula sovietica Soyuz in orbita, permettendo così a due cosmonauti sovietici e a tre astronauti americani di condividere un habitat orbitale multinazionale, costruito grazie ai vascelli più iconici delle rispettive nazioni.

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È successo tutto una domenica di 41 anni fa, il 17 luglio 1975. Entrambi i veicoli sono stati lanciati a sette ore di distanza il 15 luglio, e hanno passato due giorni a girovagare attorno al punto di incontro, circa 140 miglia sopra l’Europa continentale.

Il modulo americano è stato l’ultimo veicolo Apollo a volare nello spazio, ed era comandato da Thomas Stafford, che ha partecipato ad Apollo 10 e alle due missioni Gemini. I due compagni di viaggio di Stafford, il pilota del modulo di comando Vance Brand e il pilota del modulo di attracco Donald “Deke” Slayton, non erano mai stati prima nello spazio, anche se Slayton era uno dei famosi Mercury Seven—il primo gruppo di candidati astronauti della NASA.

L’equipaggio di ASTP. Immagine: NASA/Adam Cuerden

La parte sovietica era comandata dal cosmonauta Alexei Leonov, la prima persona della storia ad aver eseguito una passeggiata spaziale (nonché un ottimo artista spaziale), e Valeri Kubasov, che aveva già volato nella Soyuz 6.

L’evento è stata seguito in diretta da ABC News e altre reti, sfruttando del materiale proveniente da una telecamera posta sul lato di attracco del modulo Apollo.

La diretta di ABC per l’attracco ASTP, il 17 luglio 1975. Video: Dan Beaumont Space Museum/YouTube

Le due capsule, entrambe in movimento alla velocità di 17.300 miglia orarie, si sono avvicinate l’un l’altra con grande attenzione, mentre l’intero mondo stava a guardare. “Apollo è pronto,” ha detto Stafford a Leonov in russo. “Mi sto avvicinando a Soyuz.” (Fun fact: Leonov scherzava con Staffordo affermando che il suo russo pesantemente accentato fosse un linguaggio a parte chiamato “Oklahomski”).

Alle 12:12 PM EDT, l’Apollo e la Soyuz sono riuscite ad attraccare, “Apollo e Soyuz si stanno stringendo la mano in questo momento,” ha spiegato Leonov.

A distanza di qualche ora, dopo che i velivoli erano stati messi in sicurezza, Stafford e Leonov hanno seguito l’esempio dei vascelli e si sono stretti la mano nello scafo della Soyuz.

Stafford e Leonov si stringono le mani. Immagini: NASA

Il gesto è stato interpretato come uno storico atto di amicizia tra due rivali, e “un miracolo scientifico e politico,” secondo l’articolo del New York Times titolato “Oltre la Soyuz-Apollo,” del 20 luglio 1975.

“Forse quando arriveranno gli anni 2000 sembrerà ugualmente incredibile che un evento di cooperazione di questo tipo abbia destato così tanta attenzione nel 1975,” spiega l’articolo.

Ora che siamo ben oltre gli anni 2000, sembra assurdo che già nel 1975 avvenissero questo tipo di collaborazione, per non parlare delle sfide geopolitiche che sollevano ancora dubbi sulla collaborazione spaziale oggi. È per questo che è incoraggiante e rinvigorente festeggiare i successi di operazioni come quella di ASTP, che non ha solamente posto le fondamenta per progetti ben più grandi come la Stazione Spaziale Internazionale, ma è stata anche un potente gesto simbolico per evidenziare la cooperazione globale nello spazio.

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