Martedì sera, in un piazzale del centro di Torino a pochi metri dal Po, un misterioso street artist ha esposto un finto manifesto pubblicitario in cui prende di mira Alessandra Mussolini e le sue tendenze razziste. Il brand promosso, tarocco della Durex, diventa Duxlex per un richiamo ironico alla parentela dell’europarlamentare platinata, mentre il copy—che riprende una campagna governativa realizzata questo autunno per promuovere il sesso sicuro—invita i razzisti predisposti per il lattice a prendere provvedimenti e “metterselo in testa”.
Questo intervento del “Banksy torinese” è solo l’ultimo di una lunga serie. A ottobre, lo stesso artista aveva realizzato dei cartelloni finto-Gillette per prendere in giro Matteo Salvini e Marine Le Pen associandoli a Hitler. A dicembre, invece, era stato il turno del presidente uscente Barak Obama, photoshoppato in una pubblicità di Apple e trasformato in un file che sta per essere cestinato, con tanto di scritta “salvare prima di uscire?”. Sulla pubblicità fake contro Adinolfi, invece, non c’è bisogno di commento.
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Chi sia questo misterioso artista non lo sappiamo, e speriamo di non saperlo mai. L’unica cosa che possiamo fare è ringraziarlo per il suo operato e pompare a mille la sua street credibility, sperando che si rifaccia vivo presto.
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