Tecnología

Ascoltate la voce da brividi delle bambole parlanti di Thomas Edison

Registrazione digitale di Now I lay me down to sleep, recitata da una delle bambole di Edison. via

C’è qualcosa che mette i brividi più di una bambola dell’Ottocento?

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Probabilmente una bambola dell’Ottocento parlante. O magari ben otto bambole dell’Ottocento parlanti, create da Thomas Edison, e—grazie alla maestria di un laboratorio governativo americano—da poco tornate in possesso delle proprie terrificanti vocine.

Thomas Edison, noto ai più per l’invenzione delle lampadine a bulbo, ha registrato la bellezza di 1.093 brevetti nel corso della sua vita solo in America, tra cui il cinetoscopio (anche la macchina da presa è stata inventata nei suoi laboratori, ma da William Dickson) e il cilindro fonografico; quest’ultimo—uno strumento estremamente delicato fatto di cartone e cera—è stato il primo apparecchio per registrare e riprodurre suoni della storia distribuito in commercio, nonché l’ingrediente che ha permesso di dare voce alla serie di bambole parlanti che lo stesso Edison ha prodotto intorno al 1890.

Queste bambole—ognuna con un cilindro fonografico caricato a molla con incise filastrocche popolari nel petto—rappresentano il primo rivoluzionario prodotto di registrazione audio per l’intrattenimento messo in commercio. Sono le antenate, per intenderci, della Sbrodolina canta e balla e del Cicciobello che ti informa di averla appena fatta nel pannolino. Eppure, sono finite per essere—racconta il New York Times—un discreto fallimento in termini di mercato. Le ragioni? In parte proprio la fragilità e la deperibilità del cilindro di cera, che smetteva di funzionare presto, in parte perché pare che i bambini dell’epoca morissero di paura a giocarci.

Grazie ad una tecnologia chiamata IRENE—che prevede l’uso di un microscopio per leggere i minuscoli solchi incisi sui cilindri e di un computer per ricomporli in una traccia audio digitale—il Lawrence Berkeley National Laboratory ha potuto riprodurre le voci delle bambole senza toccare i cilindri originali, permettendoci di riascoltarle oggi, e far così morire di paura il bambino dell’Ottocento che è in ognuno di noi.

Le tracce, che sono tutte disponibili sul sito del National Park e includono la celebre Twinkle, twinkle little star, rappresentano senza dubbio un’affascinante viaggio nel tempo, fino ai rivoluzionari primordi di quelle tecnologie che ora fanno parte della nostra quotidianità in modo quasi invisibile.

Questo se riuscite a ignorare il fatto che sembrano registrate da Laura Palmer in un momento di noia alla Loggia Nera, ovviamente.

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