Música

Smettetela di lamentarvi dell’autotune



Così come l’acqua, il sesso in modalità single player e l’avvento della carta da culo, la musica è una delle benedizioni che ha illuminato la mia vita. Ma sapete cosa, apparentemente, non è tanto bello della musica? L’auto-tune. Metà dei commenti YouTube della nostra travagliata epoca individua nell’autotune la radice di ogni male della nostra musica.

Ci sono gruppi Facebook che protestano contro questo genere di tecnologia, esistono t-shirt che sostengono cose come l’Auto-Tune ci acceca dalla Verità, e #PEZZI che analizzano l’impatto negativo di tale pratica sull’industria discografica. Reazioni al vetriolo all’ultima collaborazione tra Kanye West e Paul McCartney che si concentrano pesantemente sull’utilizzo massiccio del vocoder nelle parti vocali. Ci sono anche gli scettici di alto profilo, che includono Jay Z, fiero sostenitore della “grande depressione” causata dall’autotune in un pezzo che si intitola “Death of Auto-Tune“, Nirvana, Pixies, e Steve Albini, che in un articolo per A.V Club ha sostenuto quanto fosse “deprimente che ai musicisti fosse permesso di mascherare dei pessimi cantanti”. Anche i Death Cab for Cutie sono stati coinvolti nella diatriba in uno dei momenti più horr-lol-core della storia, nel giorno in cui hanno indossato dei fiocchetti blu ai Grammy e hanno frignato del proliferare dell’autotune nella musica. Lo strumento autotune viene considerato come una specie di cospirazione secondo quello schema ricorrente per cui i Signori Oscuri delle major sono persone il cui unico scopo è rincoglionire l’ultima generazione ad aver compiuto sedici anni, e non è mai in alcun modo uno strumento per creare musica migliore.

Cher ha iniziato a usarlo

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