Tecnología

Basta un missile a rovinare lo spazio una volta per tutte

Un missile anti-satellitare americano lanciato dalla Marina nel 2008. Immagine: US Navy

Gli Stati Uniti hanno senza dubbio vinto la corsa allo spazio e, in questo modo, il dominio incontrastato dell’orbita terrestre bassa per circa cinquant’anni. Ma il dominio americano dello spazio sta iniziando a fare acqua, e l’intero sistema potrebbe letteralmente sfasciarsi a causa della minaccia crescente dei cosiddetti “incidenti spaziali pericolosi“—dovuti all’armamento spaziale di paesi come la Cina, la Corea del Nord, l’Iran.

Ci sono prove sempre più evidenti, infatti, che la Cina stia sperimentando nuove armi che potrebbero minacciare l’intero ecosistema dell’orbita terrestre bassa, in cui si trovano GPS, satelliti spia e meteorologici, oltre alla Stazione Spaziale Internazionale.

Videos by VICE

Finora la sicurezza dell’orbita terrestre bassa si è retta sul concetto strategico di distruzione mutua assicurata—la stessa idea che ha trattenuto gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica dal bombardarsi a vicenda durante la Guerra Fredda. Secondo Micah Zenko, un esperto in prevenzione dei conflitti, questo fragile equilibrio è però minacciato dal numero crescente di paesi che sta sviluppando le tecnologie necessarie per distruggere i satelliti. In teoria, lo spazio è considerato libero e “aperto”, per cui ogni paese può effettuare i propri lanci, ma nel caso scoppiasse un conflitto sulla terra, è facile pensare che il campo di battaglia si estenderebbe presto anche all’orbita.

“Gli Stati Uniti sono i leader indiscussi dello spazio. Si sente parlare di accesso libero e trasparente, ma di fatto bisogna confrontarsi con i comandi militari, che invece parlano di controllo e negano l’accesso” afferma Zenko. “Vogliamo promuovere l’idea di uno spazio accessibile, ma in tempi di crisi l’esercito vuole controllarlo. È difficile raggiungere un equilibrio, gran parte dell’attività spaziale è svolta in assoluta segretezza.”

Questa è la supposta traiettoria del lancio della Cina nel maggio 2013. Immagine: Secure World Foundation

Con la NASA che promuove le sue missioni in lungo e in largo, alla televisione e online, è facile dimenticare che in realtà non sappiamo molto su ciò che stanno facendo lassù gli altri paesi. Prendiamo per esempio il lancio dello scorso maggio di un razzo cinese, dal Xichang Satellite Launch Center. A quasi un anno di distanza, non sappiamo ancora esattamente cos’hanno mandato in orbita, ma molti sostengono si trattasse di un test per la distruzione dei satelliti.

In un articolo pubblicato il mese scorso, Brian Weeden, un consulente tecnico per la Secure World Foundation, ha scritto che “anche se non vi è alcuna prova conclusiva, ci sono forti indicazioni che il lancio della Cina del maggio 2013 sia stato il test di un componente missilistico per una nuova arma anti-satellitare.”

Ovviamente è possibile, se non probabile, che i funzionari di intelligence americani sappiano di più sui progetti spaziali di Iran, Corea del Nord e Cina. Ma Zenko sostiene che, senza un accordo notificato prima del lancio, gli Stati Uniti non hanno alcun modo di sapere se la Cina stia mandando razzi nello spazio, né tanto meno se siano pacifici o anti-satellitari.

“Non sono affatto trasparenti, ed è difficile capire quali siano le intenzioni degli altri paesi commisurate alle loro capacità. Molto di quello che sappiamo sui satelliti cinesi proviene da astronomi dilettanti che per hobby osservano lo spazio con un buon telescopio.”

Le applicazioni tecnologiche civili sono spesso la miglior fonte d’informazione sui lanci spaziali della Cina. In questa immagine, Brian Weeden usa i satelliti di Google per localizzare le piattaforme di lancio cinesi a Xichang. Immagine: Secure World Foundation

Nel frattempo, nonostante la Corea del Nord abbia mandato in orbita il suo primo satellite solo due anni fa, è probabile che sia già in grado di modificare i suoi razzi per renderli anti-satellitari. Poi c’è l’Iran, che l’anno scorso ha annunciato di voler aprire un “centro di monitoraggio spaziale” per capire quali satelliti orbitano sopra il paese. Se non gli andassero bene, scrive Zenko, non avrebbe problemi a distruggerli.

“Il primo lancio della Corea del Nord risale a dicembre del 2012, con un razzo derivato dal missile Taepodong II, che potrebbe essere utilizzato per distruggere un satellite inattivo o prendere di mira un satellite statunitense. L’Iran potrebbe tentare un test ASAT, in cui si fa detonare un esplosivo convenzionale vicino a un satellite bersaglio. Le capacità dell’Iran aumenteranno se il progetto di monitoraggio spaziale va in porto.”

Come ci ha insegnato Gravity, c’è una quantità incredibile di spazzatura spaziale nell’orbita terrestre bassa, dove si trova la maggior parte dei satelliti di tutto il mondo. Una collisione potrebbe creare un effetto a catena altamente distruttivo. E la Cina sembra ignorare il problema—un test anti-satellitare del 2007, in cui ha fatto esplodere uno dei suoi satelliti come dimostrazione di forza, ha creato più di 3000 pezzi visibili di spazzatura spaziale.

In questo momento, la NASA e le altre agenzie spaziali hanno un discreto controllo su molti di questi pezzi di spazzatura, che vagano nello spazio alla velocità di 3 kilometri al secondo. Ma ogni nuova collisione, accidentale o voluta, ne crea di nuovi. Più l’accesso allo spazio è facile ed economico, più le probabilità di una collisione aumentano.

Non c’è una risposta o una soluzione definitiva—la migliore strategia al momento è quella di non irritare altri paesi al punto da indurli a distruggere lo spazio una volta per tutte. Per il momento questa strategia ha funzionato bene, e le armi anti-satellitari degli Stati Uniti restano di gran lunga le migliori al mondo. Ma credetemi, dato l’effetto a catena della spazzatura spaziale, qualunque ASAT è in grado di fare enormi danni.

C’è anche da considerare la situazione Davide-contro-Golia, in cui gli Stati Uniti e le aziende americane possiedono circa il 43 per cento di tutti i satelliti attivi. Un mondo senza GPS o satelliti spia sarebbe un campo di battaglia molto più alla pari. E per farlo basterebbe la distruzione di un satellite o due. Tutti viviamo e sopravviviamo in un mondo che ha armi nucleari puntate in ogni direzione, pronte a esplodere da un momento all’altro, per cui la distruzione di un satellite non è certo in cima alle classifiche delle nostre crisi esistenziali. Ma è un problema da non sottovalutare.

Thank for your puchase!
You have successfully purchased.