Battiato nello spazio

Sono stato il primo a gioire quando si è finalmente placato il successo esploso con La voce del padrone. È stato un gioco divertente finché è durato, ma oggi non ha più ragione d’essere

Franco Battiato, 1983 (da “Franco Battiato, Soprattutto Il Silenzio” di Annino la Posta)

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Sulle Corde di Aries: è proprio su di esse che viaggia il tram astrale di questi ultimi mesi, caratterizzato dal segno zodiacale dell’ariete. È un segno celebrato in varie canzoni di Franco Battiato (fra i quali il succitato seminale album) perché il nostro è appunto nato sotto quelle condizioni astrali, e degli arieti ha la cocciutaggine e la scarsa attitudine al compromesso: ecco perché questo mese Italian Folgorati si concentra su di lui, soprattutto su quello che è il periodo più sottovalutato della sua discografia anni Ottanta.

Ebbene sì, perché dopo l’exploit clamoroso de La Voce Del Padrone, al quale neanche lui credeva più di tanto, seguì un percorso caratterizzato da album difficilmente incasellabili, a metà fra sperimentazione elettronica, pop e cazzeggio ragionato attraverso nuovi modi di comunicare. In fondo Battiato è sempre alla ricerca di una comunicazione altra, a metà fra il telepatico e il narrativo; il successo de La Voce… lo dimostra: milioni di italiani che cantano “Centro Di Gravità Permanente” senza capire cosa cazzo significhi, dimostrano che il maestro ha una marcia in più in questo senso.


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