Immagine: proteste in Turchia nel 2013. Immagine: Mistyslov Chernov/Wikimedia
“Eradicheremo Twitter. Non mi interessa quello che pensa la comunità internazionale,” ha detto il primo ministro Recep Tayyip Erdoğan durante un comizio elettorale di ieri, secondo l’Hurriyet Daily News. “Tutti potranno testimoniare la potenza della Repubblica turca.”
Non stava scherzando. Sembra che, verso le 23 di giovedì, Erdogan sia riuscito a bloccare l’accesso al social network in tutto il paese. Come in un incubo, i 10 milioni di utenti Twitter della Turchia si sono svegliati per scoprire di essere stati tagliati fuori dal servizio di microblogging.
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Il mio collega Tim Pool, ha dato la notizia da Istanbul. Mi dice che “le reazioni sembrano essere di rabbia e confusione. Vedo un sacco di gente su Facebook che chiede ‘ma Twitter è giù anche per voi ?’”
La notizia arriva senza troppe sorprese. Erdogan ha definito Twitter una “minaccia per la società,” quando una rivolta popolare ha infiammato il paese lo scorso anno, e da allora ha fatto tutto il possibile per limitare l’uso dei social media in Turchia. A inizio febbraio, il Parlamento turco ha approvato anche una legge che permette al governo di bloccare qualsiasi URL senza attendere il parere di un giudice.
Il 12 marzo, il funerale di una icona popolare, un ragazzo di 15 anni rimasto per mesi in coma dopo essere stato colpito alla testa da un candelotto di gas lacrimogeno, è evoluto in una protesta di massa. Come spesso accade, Twitter e altri social media hanno giocato un ruolo nell’organizzazione spontanea.
Erdogan ha detto che Twitter ha “ignorato” le sentenze che imponevano regole locali sul suo utilizzo, e il blocco non è stato che il risultato della non conformità da parte del social network. Tuttavia, per i manifestanti e i membri dell’opposizione appare chiaro che il divieto è in realtà mirato ad arginare il dissenso e privare le persone di un mezzo di organizzazione. L’indignazione, naturalmente, si è diffusa a macchia d’olio anche tra gli utenti Twitter di tutto il mondo.
Nel frattempo, uno degli account ufficiali del social network ha suggerito agli utenti di inviare i loro tweet attraverso SMS. Secondo il giornalista Matteo Keys, Twitter dice di essere al lavoro “per esaminare” il blocco turco.
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