Caro Vice – Rivoglio la mia stanza

Caro Vice,
Vi è mai capitato di svegliarvi con dei postumi da sbronza feroci e ritrovarvi in corridoio dei segnali stradali di cui vi eravate completamente dimenticati? Beh, a me è successa una cosa sui generis, con l’unica differenza che invece di ritrovarmi un cono spartitraffico in cucina, mi sono ritrovato una famiglia di immigranti senzatetto rumeni nel letto. Sono molto carini, e all’inizio è stato anche divertente, ma vivono a casa mia oramai da due settimane e sto sinceramente cominciando a stufarmi.

Diciassette giorni fa io e il mio coinquilino abbiamo dato una mano ad una giovane madre senzatetto e ai suoi due figli. Li abbiamo incontrati su un autobus notturno mentre cercavano un riparo per stare al caldo. Allora abbiamo deciso di invitarli a passare la notte nel nostro squat.

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La famiglia è composta dalla mamma 37enne Anca e dai suoi due figli, Stefan, 12, e Pirvu, 9 anni. Per qualche motivo non vogliono mai parlare del padre. Sono arrivati in Inghilterra da due mesi. All’inizio vivevano in una specie di buco a Brixton che Anca, nel suo inglese maccheronico, definisce come “no caldo e Satana padrone di casa.”

Il loro padrone di casa è misteriosamente sparito tre settimane fa, giusto prima che il messo comunale gli bussasse alla porta e dichiarasse il palazzo inagibile. Sono rimasti senza un posto dove stare e da allora hanno cominciato a vivere in strada.

Quando abbiamo chiesto alla famiglia di stare da noi non pensavo che ci sarebbero rimasti per più di due settimane. Per favore, non pensate che sia una persona crudele per il semplice fatto che vorrei che se ne andassero. Credetemi, vorrei soltanto far loro del bene, ma non sono sicuro di fare la cosa giusta.

Hanno cominciato col mangiarmi le uova. Poi hanno preso possesso della cucina per fare una zuppa di patate (foto). Visto che Anca insiste nel far studiare i suoi bambini in casa (cosa alquanto ironica, considerando che non hanno una casa), si sono accaparrati anche il salotto per le “lezioni.” Ha anche nascosto un mio preziosissimo dipinto raffigurante un pene perché lo trovava “inappropriato.” L’altra sera Anca mi ha detto con voce ferma: “Niente parolacce in presenza dei bambini e per favore potreste non suonare dopo le 11?”

E quel loro tipico modo di cantare in coro all’inizio è stato carino, ma adesso basta. Mi farà impazzire. Voglio dire, sono due settimane che dormo sul divano. Mi stanno prendendo per il culo.

Ad essere sincero, sto cominciando a pensare che forse non sono chi dicono di essere. La Romania non è mica nell’EU? Perché non fanno richiesta di sussidio? E perché, invece di lavorare e andare a scuola, non fanno altro che stare seduti in casa tutto il giorno cucinando del cibo strano e lamentandosi di quanto l’Inghilterra faccia schifo?

Io continuo a suggerirgli di andarsene in maniera discreta, ma proprio non mi capiscono, e non fanno altro che guardarmi con gli occhi tristi e sorridermi come se fossi la reincarnazione di Madre Teresa. Mi dispiace Anca, Stefan e Pirvu, ma ve ne dovrete andare. Questo è uno squat, non un campo profughi. Ridatemi la mia cazzo di stanza. 

GNARLEY SCIORTINO

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