Cazzi a pezzi e cuori infranti


I gingilli maschili non sono poi così indistruttibili, soprattutto se incastrati in buchi a cui non si sarebbero mai dovuti avvicinare. Secondo un recente studio condotto dal Dr. Andrew Kramer, urologo presso il centro medico universitario del Maryland, gli uomini sono più inclini alla rottura del membro durante il tradimento. Lo studio ha analizzato i casi di 16 uomini i cui peni si sono rotti tra il 2004 e il 2011. Stanchi di scoparsi le mogli, probabilmente, devono averci dato troppo dentro con l’ultima conquista, ma questa è solo un’ipotesi. Alla casistica dei cazzi-a-pezzi hanno contribuito diversi tipi di incontri sessuali insoliti. Abbiamo contattato il Dr. Pene e gli abbiamo chiesto un modo per prevenire tali sciagure.

VICE: Il suo studio sostiene che le persone siano più propense a rompersi il cazzo, letteralmente, fornicando in luoghi insoliti. Può farci qualche esempio?
Dr. Andrew Kramer:
Casi classici, come gli ascensori, i bagni pubblici e i posti di lavoro.

Se un uomo sceglie di cedere alle più sfrenate perversioni, come può impedire al suo pene di spezzarsi come un ramo secco?
Mettendo le mani sui fianchi della donna, o da qualche altra parte, controllando la forza dell’atto ed evitando che il pene sia sottoposto a carichi eccessivi.

Un uomo ha più probabilità di “rotture falliche” se tradisce con un uomo o con una donna?
Non me ne sono occupato, ma sono convinto che ci siano casi riscontrabili anche tra omosessuali. I loro peni sbattono contro forze assiali allo stesso modo.

Perché si chiama “rottura”, nonostante non ci siano ossa nel pene? E, per quel che vale, da cosa nasce il termine “boner”?
Non c’è un osso all’interno del pene umano, ma pare che nel cane sia presente. Penso si tratti di un termine teso a evocare la somiglianza tra la durezza dell’osso e la consistenza dell’erezione.

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