Il mio grande Impero Romano ha ignorato la religione per troppo tempo, e per poco farlo non mi ha condannato alla distruzione. Mentre costruivo strade, reclutavo eserciti colossali e stringevo accordi commerciali con le città-stato e i rivali confinanti, la Spagna è rimasta nel suo angolo: stava costruendo chiese per diffondere la buona parola del protestantesimo. Ciò non mi dava alcun fastidio. Come imperatore, avevo fondato una religione basata sul culto della tartaruga per poi ignorare completamente i bisogni spirituali del mio popolo mentre cercavo di ottenere i carri armati prima dei miei avversari.
“Questi spagnoli sono stupidi,” ho pensato. “Questa è civiltà: la fama e la ricchezza appartengono a colui che costruisce un porto spaziale e conquista le terre dei suoi rivali. Gli dei non portano alla vittoria.” Poi, quando era quasi troppo tardi, ho dato uno sguardo al tabellone di gioco e mi sono reso conto che la Spagna era vicina alla vittoria… una vittoria religiosa.
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Civilization VI è molto diverso dai suoi predecessori, ed è molto meglio.

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Il gioco di strategia creato da Sid Meier, che quest’anno celebra il suo 25° anniversario, è un viaggio attraverso la storia in cui i giocatori e le intelligenze artificiali combattono per il dominio di un pianeta generato casualmente.
A differenza di altri giochi di strategia, i giocatori non devono necessariamente ricorrere al potere militare per sconfiggere i loro avversari. In Civilization i giocatori possono vincere diventando i primi a stabilire una colonia su Marte, oppure costruendo una città culturalmente ricca e trasformandola in una meta turistica e ora, per la prima volta, anche diffondendo la propria religione in tutto il mondo. Questo aspetto cambia completamente il gioco, e mi ha colto decisamente alla sprovvista.
Gioco a Civillization sin dalla prima edizione del gioco, uscita nel 1991. Mi ricordo che stavo guardando giocare mio padre al gioco originale sul nostro vecchio, stanco, PC. A quei tempi le patch arrivavano sotto forma di dischetti che ti venivano mandati per posta. Mi considero un maestro di Civilization, e la mia strategia non è cambiata molto tra la diverse versioni del gioco.
I giocatori passano gran parte del tempo di gioco—che è a turni—a fondare e far crescere le città, esplorando il territorio e sviluppando nuove tecnologie per ottenere ulteriori vantaggi. In tutte le mie partite a Civilization ho puntato sull’economia. Il denaro aiuta ad accelerare molti processi in Civ, e non è mai una cattiva idea giocare per averne una buona scorta.
Una volta che ho reso la mia civiltà un gigante economico, mi sono dedicato allo sviluppo di tecnologie come la polvere da sparo o le tecniche militari avanzate, per riuscire ad anticipare i miei avversari. Dopotutto, se il dominio economico e militare è sufficiente per tenere in piedi gli Stati Uniti, basterà anche a me. Infatti aveva sempre funzionato, prima di Civilization VI.
Questo seguito migliora chiaramente la serie, ma l’aspetto più interessante è la religione e i suoi effetti, che sono stati completamente ridisegnati. I primi tre giochi della serie, infatti, ignoravano quasi totalmente la questione spirituale. Il gioco originale offriva alcuni edifici religiosi che fornivano bonus e impedivano alla popolazione delle città di ribellarsi, ma nulla di più. In Civilization II e III questo aspetto era praticamente assente.
Civilization IV e V hanno dati un tono più spirituale al gioco, ma la religione è sempre sembrata una semplice opzione altrettanto semplice da ignorare. I giocatori più intelligenti la utilizzavano per ottenere dei bonus, ma anche senza di essa le civiltà potevano evolversi e avanzare senza alcun tipo di problema.
L’espansione Gods and Kings per Civ V ha inaugurato un sistema religioso più articolato per il gioco. Per la prima volta i giocatori potevano progettare il proprio sistema spirituale e impostare i bonus in maniera coerente con la cultura della loro civiltà. I giocatori che cercavano una vittoria culturale potevano contare sulla religione per sviluppare i canti corali e ottenere un bonus turistico. I giocatori più militarist potevano lavorare ad una guerra santa per ottenere delle unità a basso costo prima di attaccare i loro rivali.
Il sistema religioso di Civilization VI è come quello di Gods and Kings, ma sotto steroidi. In Civ VI, i giocatori possono creare la propria religione e diffonderla per tutta la partita: i giocatori costruiscono specifici edifici religiosi e inviano dei profeti sulla loro terra per fondare una religione.
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I giocatori possono scegliere una religione storica come il buddismo o il cattolicesimo, o creare la propria da zero. Nella mia partita con la civiltà romana, ho deciso di creare la mia per divertimento: non ho preso troppo sul serio questa storia. I giocatori possono dare un nome alla loro religione e hanno diritto a una vasta gamma di simboli per personalizzarla. tra questi, vi è un grande stemma a forma di tartaruga, così l’ho scelto e ho deciso di battezzare la nuova religione di Roma il “Culto della Tartaruga”. Ho costruito alcuni templi, e poi mi sono allontanato dalla fede per concetrarmi su armi e denaro.
Il mio rivale più vicino era Filippo II di Spagna. Aveva preso possesso della costa orientale rispetto a Roma, doveva aveva stabilito quattro città povere che non occupavano molto spazio. Avevo impedito la sua espansione all’inizio del gioco, e quindi lo avevo ignorato. La Spagna era debole, incapace di entrare in contatto con altre civiltà via terra e così indietro a livello tecnologico da non considerarla certamente una minaccia. Mentre lavoravo duramente per costruire strade, rotte commerciali e un’università a Roma, la Spagna ha inviato decine di missionari vestito di rosso a gironzolare ovunque sulla mappa, diffondendo il protestantasimo e convertendo una civiltà dopo l’altra. Ho deciso, ancora, di ignorarli.
In Civilization VI si può sempre monitorare lo stato di ogni civiltà attraverso una serie di punteggi a portata di mano. Questo tabellone mostra come molte civiltà, nella mia partita, siano ancora in gara e a un passo dalla vittoria. Quando una civiltà sta per lanciare una sonda nello spazio, viene barrata una delle caselle importanti per l’ottenimento della vittoria scientifica. Quando una civiltà comincia ad attirare molti turisti, invece, si avvicina a una vittoria culturale.
Circa a metà della mia partita con Roma e poco prima di inventare la polvere da sparo, mentre nessuno si era ancora espanso in un altro continente, ho dato uno sguardo ai punteggi per vedere dovero. Con orrore, ho scoperto che la Spagna stava per vincere.
In Civilization VI, i giocatori possono ottenere una vittoria religiosa convertendo tutte le altre civiltà alla loro religione. Non ero a conoscenza di questa cosa. Così, a metà del gioco, ben prima che qualcuno potesse anche solo lontanamente dichiararsi vincitori, la Spagna aveva convertito 5 civiltà su 6 al protestantesimo. Solo la Norvegia rimaneva, orgogliosamente, pagana e non aveva ceduto alle avances di Filippo II. Così, la Spagna stava spostando tutte le sue attenzioni su Oslo.
Nella speranza di riuscire a rovesciare il dominio di Filippo II, ho costruito dei templi e ho costruito delle unità religiose per diffondere il Culto della Tartaruga.
Ma c’era un problema—Filippo con i missionari aveva convertito tutte le città della mia civiltà. Avevo speso un sacco di tempo a creare dei missionari protestanti: la Spagna aveva distrutto il Culto della Tartaruga, e non c’era modo per farlo risorgere.
Il gioco, a questo punto, mi ha lasciato con una sola opzione: il genocidio. Così ho raccolto le mie truppe e ho dichiarato una guerra santa contro la Spagna. Ho trascorso il resto del tempo a sviluppare le mie unità militari per radere al suolo le città spagnole. Milioni di protestanti sono morti contro le armate di Roma, i miei soldati hanno marciato per le strade di Madrid, distruggendo templi e massacrando sacerdoti.
Ho vinto. Ho schiacciato la Spagna: ho distrutto tutte le città e ho impedito a Filippo II di ottenere una vittoria religiosa, ma la guerra ha avuto una coseguenza. A ovest, mentre stavo combattendo, la Germania si è impegnata per sviluppare le sue tecnologie. Non appena avevo finito con la Spagna, la Germania aveva già messo un satellite in orbita—Il primo passo verso un vittoria scientifica. Ero in ritardo.
La religione cambia il gioco di Civilization VI. Si tratta di un modo abbastanza semplice e intelligente per dare a una civiltà inferiore un modo per ottenere una vittoria piuttosto rapida. La piccola Spagna, privata delle risorse del continente e isolata in una piccola fascia costiera, aveva scommesso tutto sui templi, sulla fede e i missionari, e aveva quasi vinto.
Si tratta di un cambiamento emozionante, che mi ha fatto sentire qualcosa che da tempo non sentivo con questa serie in quanto veterano: la sensazione di sfida.
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