Il buco nel cofano del furgone che vedete qui sopra è stato provocato da un laser che si trovava a circa 2 km di distanza. Il punto? Dimostrare come un’arma laser potrebbe colpire a distanza un obiettivo. E le prove direi che sono convincenti.
La Lockheed Martin ha sviluppato questo prototipo chiamato ATHENA, o Advanced Test High Energy Asset. Durante il test il laser si trovava su una struttura su terra e l’auto era stata posizionata su una piattaforma in movimento. L’azienda afferma che questo è il primo test su campo di “un prototipo di arma laser in fibra single-mode integrata a 30 kilowatt.”
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Secondo la compagnia, l’apparecchio ha “messo fuori uso con successo il motore del furgone.” E a giudicare dall’immagine, la loro mi sembra una descrizione eufemistica.
Il sistema combina più laser in un solo raggio che raggiunge i 30 kilowatt. Per dire, il laser dei pointer usati normalmente raggiunge circa 1 milliwatt, cioè 3 milioni in meno rispetto al raggio di quest’arma. Lockheed Martin afferma che il suo laser crea “un raggio di qualità quasi perfetta” e utilizza meno energia delle sue alternative allo stato solido.

Una barca in fiamme nel corso di un precedente test con un’arma laser. Immagine: Lockheed Martin
La compagnia aveva già testato un laser simile su obiettivi posizionati in mare e sulla terraferma, sempre da una distanza di circa 2 km, utilizzando però un laser a soli 10 kilowatt. Ma il concetto era lo stesso: colpire il veicolo finché il motore non fosse fuori uso.
Le armi di questo tipo sono state pensate per operazioni militari, dove verrebbero installate su aerei, elicotteri, navi o autocarri. La Marina americana possiede già un altro laser a 30 kilowatt, il Laser Weapon System o LaWS, installato sulla USS Ponce.
Armi laser potentissime potrebbero essere finalmente diventate una realtà.
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