In Italia si usa così – Il decalogo del buon razzista


ITALIANI a Roma, 18 dicembre 2013. Foto di Federico Tribbioli.

Due giorni fa la sezione toscana di Fratelli d’Italia, partito che già in passato si è distinto per iniziative meritevoli quali “sbarchi di protesta” in Sicilia e manifestazioni contro i migranti alla Stazione di Milano, ha lanciato il “Decalogo per gli immigrati” da distribuire “nei luoghi più frequentati dagli immigrati” nella regione.

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Si tratta di una sorte di codice di comportamento per gli stranieri che si trovano in Italia, a cui si consiglia di parlare italiano, non toccare le donne “nemmeno con un fiore,” e celebrare il Natale e la Pasqua “a prescindere dal tuo credo religioso.” 


Via.

Contrariamente a quanto si possa credere, qui non ci troviamo assolutamente di fronte all’”istigazione all’odio” o a una lista profondamente razzista. Anzi. Come hanno spiegato alcuni consiglieri locali di FdI, “con questa iniziativa vogliamo semplicemente difendere e rivendicare le usanze e i costumi dell’Italia.”

Dato che la proposta dei Fratelli d’Italia ci ha colpito molto, abbiamo pensato di stilare il “Decalogo del buon razzista.” Del resto, siamo un paese pieno di gente che crede all’invasione dei migranti quando la verità è tutt’altra.

“IN ITALIA SI USA COSÌ”

1 – Quando ti rivolgi a un immigrato che è più anziano di te, dagli comunque del tu. Rivolgersi a lui o lei in maniera diversa potrebbe farlo sentire in imbarazzo.

2 – Se sui mezzi pubblici o sul treno ti capita di stare vicino a una persona di colore, prendi tutte le precauzioni necessarie per evitare il contatto; come ormai risaputo, le probabilità che quella persona abbia l’Ebola sono elevate. Se invece i tuoi figli a scuola hanno un compagno di colore, chiedi tassativamente che si faccia una visita medica (anche se non è mai stato in Africa).


Manifestazione della Lega Nord a Milano, 18 ottobre 2014. Foto di Marco Valli/CESURA.

3 – Continua a usare il termine “negro”. In Italia non è sbagliato. A chi vi dice che è “razzista,” rispondi pure che qui non siamo in America. In Italia, tradizionalmente, “negro” non è mai stato percepito come termine dispregiativo e, anzi, costituiva il modo più comune per riferirsi alle popolazioni con la pelle scura. Se poi il termine è usato in contesti ironici, il problema non sussiste in nessun modo.

4 – Presidiare attivamente i social network è fondamentale. Apri un account Facebook e diventa fan delle pagine Facebook Adesso fuori dai coglioni, Avvistamenti di creature mitologiche e COMUNISTI?!? DOVE?!? DOVE?!?. Condividi con una certa cadenza i loro post. Per ottimizzare il reach e attirare l’attenzione tra i tuoi contatti, usa molte immagini, scrivi in CAPSLOCK e abbonda con i punti esclamativi.


5 – Se ti trovi in una discussione, ricordati: non importa essere informati su un fatto, basta urlare semplicemente più degli altri o usare un tono molto convinto. Ecco qualche frase d’effetto da usare nel momento opportuno:

“Siamo noi i tolleranti, provate ad andare in un paese islamico a costruire una chiesa!”
“Se la Boldrini ha tanto a cuore le sorti dei ‘migranti’, perché non ne ospita qualcuno nel salotto di casa sua?”
“I veri razzisti sono gli antirazzisti che non vogliono aiutarli a casa loro ma farli venire qui a stare male”
“Non ho niente contro di loro, ma se si comportassero così nel loro paese li sbatterebbero in galera e butterebbero la chiave”
“Gli italiani si suicidano perché non hanno il lavoro e i clandestini sono ospitati negli alberghi a spese nostre”

6 – Mangiare al giapponese o al cinese può andare bene, ma solo una volta ogni tanto. Ricordati però che il patrimonio gastromico-culturale italiano è unico al mondo, e in quanto tale va preservato da pericolose contaminazioni. E occhio allo scontrino, che non lo fanno mai.

7 – Non è comunque opportuno dichiararsi apertamente razzista. Se ti danno del razzista, fagli notare che “il cappotto lo porto sempre a lavare dal cinese / la badante vive grazie al mio stipendio.” Una volta hai persino comprato un elefante di legno da un africano / le rose mentre stavi facendo l’aperitivo.

8 – Aiutare, o semplicemente considerare, i rom non solo è una perdita di tempo ma pure controproducente. Sono loro che non vogliono integrarsi e che vivono di espedienti e piccoli furti (compreso quello dei bambini, ovviamente).

9 – Le cose vanno chiamate col loro nome: i musulmani sono islamici, anzi jihadisti, anzi terroristi. Altrimenti non si spiega come mai nessun islamico abbia ancora condannato l’ISIS. Gli islamici moderati non esistono.


10 –  Dal momento che gli italiani ormai sono una vera e propria minoranza in Italia, gli unici partiti che voterai sono quelli che promettono di mettere “Prima gli italiani” e che distribuiscono decaloghi di comportamento ai non-italiani.

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