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Fumare erba ci rende più bravi nei videogiochi?

La ESL, una delle organizzazioni di eSport più grandi del mondo, inserirà anche la cannabis tra le sostanze dopanti. Il che può significare due cose: o il vostro amico fattone aveva ragione e l’erba lo aiutava davvero a giocare meglio a Call of Duty, oppure la ESL sta adottando metodi anti-droga arcaici, per cui eroina e marijuana sono sullo stesso piano. Non so quale delle due cose sia più preoccupante, ma sono entrambi segnali del fatto che non siamo affatto bravi a regolamentare la cannabis.

La ESL ha annunciato che eseguirà i test per doping sui giocatori un mese fa, poco dopo che il giocatore professionista di eSport Cory “Semphis” Friesen ha ammesso di aver fatto uso—insieme a tutta la sua squadra—di Adderall, uno psicostimolante usato in genere per trattare la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), durante un evento della ESL da 250,000 dollari.

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Si è speculato tanto sull’uso dell’Adderall da parte dei giocatori di eSport, ma la dichiarazione pubblica di Friesen ha turbato il mondo degli eSport e ne è conseguita la decisione della ESL di applicare nuove politiche anti-doping. A partire dall’evento in Germania previsto per questo mese, l’organizzazione sottoporrà i giocatori ai test per una serie di sostanze oltre all’Adderall, tra cui, appunto, la marijuana.

La ESL sta creando queste nuove regole con l’aiuto della World Anti-Doping Agency (WADA), che vuole rendere concreti le politiche e i regolamenti anti-doping nelle organizzazioni sportive in tutto il mondo. La loro pietra angolare è una lista di sostanze proibite, presentate semplicemente come “The List” sul loro sito.

“Vietiamo la marijuana perché è già nella lista di sostanze proibite secondo la WADA, la lista su cui ci baseremo anche noi,” ha detto a Motherboard Anna Rozwandowicz, responsabile delle comunicazione della ESL.

Come se volessero anticipare il mare di commenti inferociti sul perché la ESL abbia preso una decisione del genere, hanno discusso la questione della marijuana separatamente.

“La marijuana è sulla lista delle sostanze proibite durante la competizione,” ha detto l’ESL. “Il che significa che l’uso ricreativo di questa sostanza al di fuori (prima) dei giorni dell’evento non sarà punito. L’uso durante il torneo—dall’inizio del primo giorno fino alla fine dell’ultimo giorno delle competizioni—è strettamente vietato.”

Il vantaggio competitivo che si ottiene grazie all’Adderall, una sostanza che aumenta la capacità di concentrazione, è ovvio. I giocatori di eSport si allenano per molte ore al giorno, e il fatto di essere più concentrati durante l’allenamento o un evento, dove si gioca davanti a migliaia di persone, può offrire una marcia in più rispetto ai giocatori che non fanno uso di Adderall.

Sì, Activision vende davvero una cosa del genere. Immagine: Activision

Se avete mai fatto uso di marijuana, non avete forse riscontrato effetti del genere o percepito alcun miglioramento nelle vostre capacità cognitive.

Allen St. Pierre, direttore esecutivo di Norml, un gruppo a favore della legalizzazione della marijuana, ha detto a Motherboard che non ci sono prove scientifiche del fatto che la marijuana possa migliorare le capacità di una persona.

“Se posso permettermi una battuta, l’unico gruppo di persone che dovrebbe davvero subire un test per uso di marijuana come dopante sono quelli che fanno le gare a chi mangia di più,” ha detto.

Secondo St. Pierre, l’unica ragione per cui la marijuana è sulla lista della WADA è perché l’organizzazione sta portando acqua al mulino del governo, che classifica la sostanza nella stessa categoria di LSD, eroina e ecstasy.

“È chiaro quello che sta facendo la ESL, ma la WADA, sfortunatamente, dimostra una mentalità proibizionista,” ha detto St. Pierre. “Credono ancora alla Reefer Madness di cui gran parte del paese si è liberata. Il 51 percento del pubblico americano, a quanto dice un sondaggio su Gallup, è a favore della legalizzazione della marijuana. Credo che queste organizzazioni legate ai videgiochi dovrebbero rendersi conto che il pubblico non è più d’accordo sulla proibizione della marijuana.”

Persino la spiegazione della WADA sul perché la marijuana sia ancora sulla Lista non è molto convincente. Ben Nichols, portavoce della WADA, ha spiegato a Motherboard in una mail che l’organizzazione “conviene che una sostanza o metodo sia preso in considerazione per essere inserito sulla lista della WADA (che è aggiornata ogni anno) se risponde ad almeno due dei seguenti criteri: ha il potenziale per migliorare la prestazione sportiva; rappresenta un rischio per la salute dell’atleta; viola lo spirito dello sport.”

Dei tre criteri citati qui sopra, il discorso moralista sullo “spirito dello sport” è difficile da contrattaccare. Può non piacerci, ma se la WADA o qualsiasi altra organizzazione pensa che gli atleti professionisti che fumano gli spinelli siano un’offesa allo “spirito” del basket o di League of Legends, ha diritto alla sua opinione.

Il fatto che costituiscano un rischio per la salute è il criterio più facile da scartare. Persino il sito più rigido di internet, drugabuse.gov, cita come effetto peggiore l’ “ansia,” e la “difficoltà a pensare e a risolvere problemi,” cose che contraddicono il primo e possibilmente più importante dei tre criteri: essere una sostanza potenzialmente dopante.

St. Pierre ha detto di aver sentito che gli atleti di sport individualistici, come la corsa o il ciclismo, attribuiscono il proprio successo alla marijuana, ma non c’è prova scientifica a confermare la cosa.

“Vietare l’Adderall, a mio profano avviso, ha assolutamente senso,” ha detto St. Pierre. “Ha tutta l’aria di una sostanza dopante, mentre per quanto riguarda la marijuana non ci sono fatti, anche se mi considero aperto al dibattito.”

Motherboard, come forse vi ricordate, ha messo alla prova gli effetti della cannabis mentre si gioca ai videogiochi e ha riscontrato un leggero miglioramento. Abbiamo anche trovato almeno uno studio che dice che, per quanto la cannabis abbia effetti contraddittori, potrebbe fornire un vantaggio ai giocatori.

“La cannabis potrebbe migliorare le prestazioni in quegli sport che richiedono una grande concentrazione… vista migliorata per i portieri e muscoli rilassati… fumare marijuana riduce l’ansia, permette agli atleti di lavorare meglio sotto pressione e allieva lo stress percepito prima e durante una gara,” diceva lo studio.

Uno dei problemi principali con lo status legale della cannabis è che non ci sono studi sufficienti, quindi è difficile stabilire in maniera definitiva se ci renda davvero più bravi a giocare, non c’è una risposta ovvia come potrebbe sembrare inizialmente.

“Siamo all’inizio di questo processo, la lista e le procedure della WADA sono un buon punto di partenza,” ha detto Rozwandowicz. “Non stiamo escludendo la possibilità di fare una lista specifica per gli eSport o di sistemare le regole della WADA man mano che procediamo, è qualcosa che cercheremo di fare quando questo percorso sarà già avviato.”

Sia che la ESL stia proibendo la marijuana dai suoi eventi perché crede sinceramente che dia ai giocatori un vantaggio ingiusto, sia che lo faccia perché si è lasciata prendere dalla bigotteria da Reefer Madness, la decisione di sottoporre i giocatori al test per la cannabis mette in luce quanto sia povera la nostra comprensione di questa sostanza, persino per un’organizzazione nata da poco e con un pubblico giovane, in un settore che è talmente nuovo che è ancora preso in giro dagli sport tradizionali.

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