Ethiopian Records è il moniker di Endeguena Mulu, producer d Addis Ababa i cui lavori combinano strumentazione della musica tradizionale etiope ad echi di UK Garage e hip-hop. Da poco l’artista ha pubblicato una dichiarazione via Google doc in cui spera che la scena etiope, anche se non ne esiste una in senso stretto, si evolva in una sorta di movimento, che lui chiama “Ethiopiyawi Electronic”, “un genere che usi gli strumenti della musica elettronica, la tecnologia, per fare qualcosa che affondi le sue radici nella tradizione etiope.” Assieme a Mikael Seifu, il suo compagno di label (la 1432 R di Washington DC) è anche uno dei pochi giovani beatmaker etiopi che stanno attirando l’attenzione dai media mondiali—il che sicuramente è una cosa positiva per un artista emergente, anche se si rischia sempre di incorrere in definizioni riduttive come “world music” o “musica etnica.”
Mulu vuole sfidare i suoi ascoltatori a riflettere sul danno che certe definizioni comportano: “Nascono dalla falsa, subdola concezione che ogni cosa che arriva dall’Occidente sia il fulcro, l’apice, l’unica prospettiva che valga la pena prendere in considerazione, l’unico modo per guardare al futuro,” dice. “Se questa visione fosse unicamente appannaggio dell’Occidente e degli occidentali, non mi darebbe così fastidio, ma a causa dell’occidentalizzazione del pensiero e dell’educazione, anche chi proviene da un altro ambiente culturale si sente in dovere di ambire a quel tipo di visione, e finisce per guardare alla propria cultura come a un prodotto terzomondista che deve adeguarsi a quelli del primo e secondo mondo.”
Videos by VICE
Al contrario, quando s’imbatte in sonorità della sua terra, Mulu vuole incoraggiare tutti—etiopi e non-etiopi—a parlare di meno e ascoltare di più: “Dimenticatevi di tutti i vostri preconcetti, quando ascoltate un pezzo,” scrive. “Dimenticatevi delle etichette che date, anche se trovate certa musica all’interno di una particolare sezione del vostro negozio di musica. Dimenticatevi di dove l’avete trovata. Chiudete gli occhi e immergetevi in quel momento.”
Il che è esattamente quello che vogliamo che facciate quando ascoltate “Running Shoes,” un pezzo appena uscito dal suo EP, Letu Sinega (The Dawn). È una malgama dub di beat scricchiolanti, vocal fluttuanti e suoni organici che potreste dover ascoltare almeno un paio di volte perché si arrotolino attorno al vostro cervello, anche se traghettano l’ascoltatore in quel tipo di mood onirico di quando vai a correre di prima mattina e non sei ancora uscito dai tuoi sogni. “Per chi va a correre col primo sole—questa è senza dubbio la colonna sonora perfetta per quel momento del giorno,” ci ha raccontato Mulu. “Quando ero alle superiori, mi svegliavo alle 4 o alle 5 del mattino, quando sorgeva il sole, per andare a correre prima di entrare a scuola. Svegliarsi a quell’ora è incredibile anche solo per l’ambiente che ti circonda. Ora sperimento quella sensazione quando torno a casa dopo una serata, ed è ancora lo stesso senso di freschezza e libertà.” Letu Sinega (The Dawn) è uscito per 1432 R.
Altro
da VICE
-

-

The Apple Watch Ultra 3, because there aren't pics of a rumored, unreleased Ultra 4 yet. – Credit: Apple -

Bruce Willis -

Nickelodeon