Facebook è peggio di quanto pensiate


Via PhotKing/Flickr

Ti piace pubblicare le foto di tuo figlio su Facebook e farcirle di commenti. È un pischello che sa a malapena biascicare due parole, ma a due anni ha già all’attivo una raccolta di album personali impressionante. È tutto molto bello, e la zia dall’Argentina che hai appena taggato—quella con un accento assurdo—piazza una sfilza di mi piace su ogni chiappa arrossata e omogenizzato spalmato in faccia. Tu sei un genitore responsabile e imposti tutte le opzioni di privacy come se fosse un protocollo di sicurezza della CIA.

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Hai la situazione sotto controllo, ma forse tuo figlio non è d’accordo con tutta questa storia dei tag. Forse non gli piace neppure l’idea che tu abbia già creato un profilo a nome suo. È possibile che un giorno Facebook gli stia anche un po’ sul cazzo, o che a 18 anni senta il bisogno di diventare un eremita digitale che legge solo roba stampata su carta. Magari, il sangue del tuo sangue vuole solo che le sue foto da poppante non facciano il giro del mondo e sfuggano al suo controllo da adulto. Sai, nell’era digitale può succedere di tutto.

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