Bernie Ecclestone e i diritti umani


Bernie Ecclestone al Gran Premio del Bahrein del 2011 (Foto via.)

Bernie Ecclestone ha la magnifica abilità di riuscire sempre a dire le cose più stupide.

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Per esempio, alla Formula Uno del 2009 ha simultaneamente elogiato Hitler e suggerito che era solo una pedina in un piano dell’olocausto non suo: “A parte il fatto che Hitler è stato persuaso a fare cose che non so se avrebbe voluto fare o meno, era un uomo capace di stare al comando, capace di far fare le cose.”

Più di recente, quando gli è stato chiesto se è lecito che il Bahrain ospiti un Gran Premio, considerata la sua pessima performance in fatto di diritti umani, Bernie ha paragonato i diritti umani ai diversi limiti di velocità imposti a livello nazionale, aggiungendo: “Continuo a chiedere alla gente cosa sono i diritti umani. Non so cosa siano. Le persone che vivono in un Paese devono rispettarne le leggi, qualsiasi esse siano.”

Vorrei sfruttare questa opportunità per illuminare il signor Ecclestone sul concetto di diritti umani, che—per me—è relativamente semplice e ben difficile da confondere con il codice della strada.

I diritti umani sono un regime istituzionale internazionale creato dai Paesi che hanno fondato le Nazioni Unite dopo la Seconda Guerra Mondiale. Sono istituiti attraverso un processo in cui il popolo lotta per rivendicare la propria dignità dall’oppressione o dalla persecuzione, piuttosto che essere diritti naturali o donati da Dio. Qui, il signor Ecclestone sembra aver confuso i “diritti”, che sono obblighi per lo Stato nel rispetto dei cittadini, con le “leggi”, che sono obblighi per i cittadini verso lo Stato.

Manifestanti si scontrano con le autorità, Bahrein.

Pochi giorni fa si è tenuto il Gran Premio del Bahrein, una relazione imprenditoriale fra la Formula Uno e il governo del Bahrein risalente al 2004. Allora era una specie di periodo felice per il popolo del Paese. Nel 2002, il sistema parlamentare era stato ripristinato dal 1975, concedendo alle donne il diritto di voto e rilasciando tutti i prigionieri politici. Ma nel decennio successivo è diventato sempre più chiaro come queste riforme non avrebbero fatto nulla per fermare la discriminazione e la corruzione ormai radicata nelle istituzioni nazionali.

Il Bahrein ha leggi che prevengono la possibilità di reclamare i diritti umani garantiti internazionalmente. È illegale criticare il re, il codice penale ha norme ambigue che permettono alle autorità di incarcerare chiunque “dissemini false informazioni” (ad esempio certe foto su Twitter) e tutti i gruppi di cinque o più persone nello stesso luogo sono considerati “assemblee illegali”, fatto che rende piuttosto difficile manifestare.

Il mio amico Nabeel Rajab, presidente del Centro per i Diritti Umani del Bahrein, sta scontando due anni per aver incoraggiato alcune proteste illegali. Nel frattempo, altri 13 membri dell’opposizione e leader dei movimenti per i diritti umani marciscono in prigione in seguito a sentenze basate sull’accusa non comprovata di “tentativo di rovesciamento del governo”. Trattandosi di materiale secretato, le autorità non possono rivelare le informazioni di cui si dichiarano in possesso e che legherebbero questi uomini a una specie di piano manovrato dagli iraniani.


Nabeel Rajab e Abdulhadi Alkhawaja (un altro attivista per i diritti umani) aiutano un’anziana dopo che una protesta pacifica è stata attaccata dalla polizia a Manama, Bahrein, 2010. (Immagini via.)

Ma torniamo a Bernie, che ha anche detto ai media che il governo del Bahrein è “stupido” a ospitare il Gran Premio perché così facendo dà risalto mondiale ai manifestanti. Eppure questo non sembra impedirgli di portare lì la sua corsa, ignorando completamente la questione dei diritti umani o le argomentazioni da lui stesso fornite. Bisogna aiutarlo, dato che continua a insultare la gente che lo ha ripetutamente pagato più di 30 milioni di euro ogni anno.

Le ragioni per continuare queste corse sono interne. Si tratta di un progetto che ha al centro l’apparentemente moderato erede al trono. Stati Uniti e Regno Unito contano su di lui per promuovere un operato più accettabile rispetto a quello delle fazioni più conservatrici del regime. Ma l’erede ha poco potere, essendo finito in disparte fin dall’inizio delle rivolte. Ha anche poche probabilità di riuscire a mettere le mani su qualcuno dei ministeri principali, finché lo zio—il Primo Ministro dal mandato più lungo al mondo—è in vita. Le nazioni occidentali temono che la cancellazione del Gran Premio potrebbe rappresentare una mossa negativa, ma questi timori non hanno fondamento e sono irrilevanti.

Il vignettista brasiliano Carlos Latuff sull’arresto di Nabeel Rajab, 2012 (Immagine via.)

Nel frattempo, però, i diritti umani continuano a essere violati. Ci sono omicidi. Torture. Centinaia di prigionieri politici marciscono in prigione, gli ospedali vengono piantonati dai militari e i manifestanti sono soggetti a eccessive dimostrazioni di forza.

I diritti umani sono semplici. Quali essere umani, sappiamo cosa è giusto e cosa è sbagliato. Omicidi, torture, discriminazione e corruzione sono sempre sbagliate. Berni, dico a te: i diritti umani sono un’espressione della tua umanità, della tua dignità di essere umano. Il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo recita, “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.” Queste parole (che dovresti conoscere, Bernie, in virtù della tua umanità) sono anche ideali a cui tutti dovremmo aspirare..

I diritti umani sono dinamici. Li abbiamo creati dopo secoli di eccidi, nella consapevolezza che doveva esserci qualcosa da fare per combatterli.

Bernie Ecclestone: quando ti guardi attorno, non puoi non sentire il pianto di coloro i cui amici e familiari sono stati arrestati, torturati e perfino uccisi. Ho una domanda: senti l’obbligo di dare agli uomini dignità e giustizia, o la tua coscienza è talmente debole che l’unico dovere che avverti è quello di controllare periodicamente il saldo del tuo conto in banca?


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