Trieste è una città incredibile; sembra Vienna col mare. Cammini e la gente del luogo ti guarda fissa negli occhi come per dirti “qui sono successe così tante cose nei secoli scorsi che in confronto il posto da dove vieni tu è un bimbo di tre anni”. E in effetti è così; a Trieste guardi la storia in faccia e, dopo un paio di spritz, inizi anche a darle del tu. Noi ci siamo stati questo weekend, ospiti dei nostri amici di Diesel che ci hanno invitato per dare un occhio alle premiazioni finali di ITS#Seven, concorso per giovani talenti col pallino dei vestiti firmati e delle macchinette fotografiche.
Risultato: due giorni di gente mediamente giovane e talentuosa (e, incredibile ma vero, con le idee chiare) culminate con una gran sfilata il sabato sera. Detto che i vestiti ci piace più indossarli e fotografarli piuttosto che parlarne, i nostri occhi, ipnotizzati da un mese appena passato a mettere insieme il photo issue più grande del mondo, si sono orientati automaticamente sulla fotografia. Il curatore del concorso fotografico è Denis Curti, direttore di Contrasto, che per chi non lo sapesse è l’agenzia fotografica più prestigiosa d’Italia, nonché l’ente dietro allo Spazio Forma di Milano, dove allestiscono sempre un sacco di mostre che a noi piacciono tantissimo e dove andiamo mentre voi perdete tempo davanti allo specchio a prepararvi per il milionesimo dj set a cui non potete assolutamente mancare. Denis è stato gentilissimo e con lui abbiamo amabilmente chiacchierato di talento e fotografia seduti su una terrazza che dava direttamente sul Porto. Invidiateci pure.
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Vice: Domanda semplice e banale. Perché un concorso di fotografia abbinato ad uno di moda?
Denis Curti: ITS nasce come concorso di moda e solo da 4 anni è stato affiancato dalla fotografia. Questo perché gli organizzatori si sono resi conto che molti dei progetti di moda presentati contemplavano le foto come mezzo di comunicazione. Ed era un aspetto a cui i ragazzi e i giurati davano molto peso. Da lì è partita una riflessione che ha portato gli organizzatori a decidere di dare alla fotografia uno spazio che andasse al di là della moda aprendosi alla documentazione e al reportage. Ragionamenti che ci hanno portato l’anno scorso ad avere in giuria Gianni Berengo Gardin e quest’anno Sara Moon.
Vice: Wow. E qual è stato il rapporto di questi mostri sacri coi ragazzi in concorso?
Denis Curti: Sara ha aderito subito con incredibile entusiasmo. Sara Moon è una fotografa che non ha segreti. La fotografia ha chiuso da tempo con quella dimensione artigianale per cui il bravo fotografo si presumeva possedesse le chiavi di chissà quale segreto. Oggi il bravo fotografo è quello che riesce a mettere se stesso in quello che fa: Sara Moon è la dimostrazione vivente di questo ragionamento. E anche qui a Its non si è risparmiata. Gianni Berengo Gardin è stato molto disponibile. Chi conosce il suo lavoro sa del suo approccio solitario e riservato al mestiere di fotografo. Ma anche molto generoso. Già la loro adesione è comunque garanzia di qualità per noi e per i ragazzi.
Vice: A proposito di ragazzi e fotografia. Nella moda e nell’editoria, come in tutti gli altri campi, gli sbocchi sono ormai pochissimi. Esistono delle vie per forzare questi blocchi?
Denis Curti: Io penso che quello del fotografo sia un mestiere in crisi e chi sceglie di farlo oggi deve fare i conti con una realtà che è molto cambiata. Oggi puoi comprare una foto in diretta dall’altro capo del mondo; prima il mercato locale era molto più vivace. Con Contrasto e con Forma abbiamo istituito un master che cerca di formare figure professionali intorno al ruolo del fotografo. Chi si occupa di fotografia oggi è bene che si orienti verso professioni come il photo editor, il ricercatore iconografico, l’archivista di immagini. Detto questo, se uno ha un talento incredibile, non c’è crisi che tenga. Penso a una ragazza giovane come Simona Ghizzoni (che oltre ad essere una delle nostre fotografe preferite, è una nostra carissima amica ed è anche sul nostro nuovo Photo Issue, ndr): è appena arrivata a Contrasto e non ha un giorno in cui non lavora.
Vice: Cosa ne pensi dei blog fotografici? Penso all’esempio del “nostro” Tim Barber che col suo Tinyvices è finito a curare il Ny Photo Festival…
Denis Curti: Ne penso tutto il bene possibile e li seguo. Il contributo della rete è fondamentale soprattutto per il ruolo di ricerca che svolge. Guardo invece con molta diffidenza a tutti quei siti che vendono immagini scadenti a pochi euro. Abbassano la qualità ed illudono che, in qualche modo, tutti oggi possano essere fotografi.
Vice: E ovviamente non è così.
Denis Curti: Assolutamente no. Ovviamente.
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