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Guarda il materiale che polverizza i proiettili

Se c’è un argomento che appassiona la redazione di Motherboard è la ricerca nel campo dei materiali antiproiettile: che si tratti di esperimenti discutibili come sparare con un lanciarazzi contro 45 strati di vetro antiproiettile oppure di tecnologie all’avanguardia come i materiali in grado di auto-ripararsi dopo avere subito un impatto, non vediamo l’ora di venire a sapere che finalmente qualcuno è riuscito a sconfiggere le armi da fuoco, se non altro perché siamo molto spaventati dalle possibilità offensive offerte dai proiettili autoguidati.

Questo video ci rende fiduciosi: delle telecamere ad alta velocità immortalano un proiettile perforante da 7,62 X 63 millimetri di una M2—sparato da una distanza ravvicinata di circa 5 metri, a una velocità di circa 3000 km orari, contro un pannello speciale dello spessore di circa 2 centimetri e mezzo—perdere circa il 65 per cento della sua massa, finendo quindi per frantumarsi letteralmente.

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Il materiale sviluppato dalla professoressa Afsaneh Rabiei, ingegnere meccanico della North Carolina State University, è una speciale schiuma metallica composita—in inglese “composite metal foams” o CMFs—una struttura cellulare leggerissima costituita da metallo solido e pori colmi d’aria. Qui potete trovare i risultati dello studio.

Le sue possibili applicazioni spaziano ovviamente dall’ambito bellico—giubbotti antiproiettile o rivestimenti per veicoli—all’ambito spaziale, il materiale si è infatti dimostrato resistente ai raggi X, ai raggi gamma e alla radiazioni neutroniche, proprietà che possono rivelarsi utili anche nel trattamento di materiali radioattivi e scorie nucleari—essendo il materiale capace di sopportare le alte temperature. Insomma, non vediamo l’ora di avere la possibilità di indossare dei cappottini in schiuma metallica anche quando fa caldissimo.

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