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Ello è l’alternativa ai social network

Ero molto impaziente di provare Ello, il nuovo social network che si vuole imporre come alternativa all’establishment con il motto ribelle “tu non sei un prodotto.”

Ho ottenuto un invito e ho iniziato a creare contenuti, da buon figlio della generazione Y quale sono: Ello è sicuramente molto divertente e certamente ha delle ottime premesse, ma leggere le sue policy mi ha fatto venire qualche dubbio sulle sue promesse. Sono così diverse da quelle dei giganti della rete che vorrebbero combattere?

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La prima impressione che Ello mi ha lasciato è quello di essere una terra di opportunità: è sostanzialmente il selvaggio West dei social network in questo momento, man mano che le persone partecipano e capiscono come usarlo.

LA COMPAGNIA Può DAVVERO FARE SOLDI SENZA FARE DI TE UN PRODOTTO?

Ancora più esaltante è la promessa di una nuova estetica, nuove forme di comunicazione, e nuovi modi di presentare se stessi su un social network. Ello incoraggia le persone ad essere se stesse, o una “versione” di se stesse—senza dubbio una stoccata contro il recente scandalo di Facebook dei “nomi reali”.

Il tuo profilo è il tuo campo di gioco su Ello, e puoi farne sostanzialmente quello che vuoi. Vuoi scrivere battute tristi con lo stile di Twitter? Puoi. Vuoi scrivere un lungo poema come se fossi sul tuo blog personale? Puoi, puoi tutto.

Per quanto riguarda me sto curando una serie di immagini graziose intermezzate da paragrafi di testo. Perché? Non lo so, ma perché no? È questo tipo di malleabilità che distingue Ello dal modello omogeneo dei profili di Facebook, e lo avvicina più a Twitter e Tumblr, in termini di efficienza.

Un profilo di base su Ello. Le persone che segui sono organizzate in “amici” e “rumori”.

Ello è molto divertente quando le immagini si caricano bene e non ci sono bug che fanno sparire i post in un buco nero virtuale, ma appena ho iniziato ad approfondire le policy della compagnia le cose si sono fatte un po’ più torbide. Se da una parte Ello ti assicura che non venderà le tue informazioni, in nota viene affermato però che verrai tracciato all’interno della rete, verrà archiviata una versione “resa anonima” del tuo IP, e i tuoi dati “resi anonimi” verranno utilizzato per delle analisi da parte del sito.

La domanda è: quanto anonimo è l’”anonimato” di cui parlano?

Ello afferma di oscurare i nomi dai set di informazioni che potrebbero potenzialmente identificare gli utenti, ma ci sono mille modi per farlo, configurando i cosiddetti dati “anonimi”. Anche se gli utenti possono facilmente disabilitare la tracciatura e le analisi, Ello chiede una grande fiducia da parte della sua base di utenti perché credano che agirà con buone intenzioni.

Facebook, ad esempio, crea dei “profili ombra” per gli utenti, che contengono informazioni non volontariamente concesse ma ottenute dalle interazioni tra gli amici di quell’utente.

A questo punto, tutto ciò che abbiamo è una grande e seria promessa da parte dei fondatori, verosimilmente idealisti, di rispettare la parola data.

La policy di Ello stabilisce che non verranno venduti i tuoi dati e non “verrà reclamata alcuna proprietà” sui contenuti degli utenti, ma si riserva il diritto di fare uso senza limitazione dei tuoi post.

Se è difficile che il sito rinneghi la sua attitudine stile “fottetevi tutti” usando le informazioni degli utenti per fare soldi in modo diretto (almeno non subito), si potrebbe prevedere che useranno i dati delle persone per personalizzare gli annunci pubblicitari. Nonostante le proteste, gli intenti e le promesse, Ello saprà abbastanza cose di te per guadagnarci sopra, se vorrà.

Inoltre Ello per ora è un sito indipendente, ma secondo la sua policy sulla privacy in caso entrasse in gioco un partner (o venisse comprato da una compagnia più grande, cosa che succede quasi sempre), i tuoi dati verranno condivisi con questa compagnia.

Si accenna inoltre a futuri piani di monetizzazione, evidenziando che condividerà le informazioni degli utenti, ad esempio, con una compagnia di carte di credito se tu “decidi di comprare qualcosa attraverso Ello.”

Anche la privacy è un problema, dal momento che sostanzialmente non esiste: su Ello tutto i profili sono pubblici e non c’è alcun controllo individuale sulla privacy dei propri dati.

Questo è potenzialmente un grosso problema, specialmente quando si tratta di questioni di sicurezza come le misure preventive da prendere contro le molestie. Presumibilmente il sito punta a risolvere questa questione bannando velocemente e permanentemente chiunque non rispetti una delle vaghe e non ben definite “regole” che la compagnia si riserva il diritto di cambiare a piacimento.

Restrizioni severe contro incitazioni all’odio o contro molestie di ogni tipo sono sicuramente lodevoli, e il modo apparentemente assennato con cui queste regole sono state elaborate sono un sollievo rispetto agli spesso difficili tentativi di interpretazione delle regole sulla privacy, ma le policy si pongono come radicalmente e completamente aperte a ogni tipo di interpretazioni.

Ello è un piccolo club in questo momento, e le sue regole potrebbero funzionare finché gli utenti rimangono un gruppo relativamente ristretto di “cool kid” della rete. Se questa situazione si possa preservare in caso il sito diventasse un trafficato network pieno di quel tipo di persone che si trovano normalmente su Internet, è un’altra questione.

In questo momento Ello è esaltante, e davvero ci sono ottimi presupposti. Potrebbe avere successo, ma considerando la fine che hanno fatto altri “killer di Facebook” non ci giurerei (ricordate Diaspora?).

Ma se invece avrà successo, davvero qualcuno pensa che la compagnia non sfrutterà gli aspetti vaghi e le lacune della policy del sito per fare soldi? E qualcuno pensa davvero che potrebbe farlo senza trasformarti in un prodotto?

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