Nessuna nazionale italiana ha vinto nessun mondiale di calcio nella megalopoli cinese.
Semplicemente quest’anno, nell’organizzare la più grande parata mai ospitata da quelle parti in commemorazione della vittoria sul Giappone alla fine della Seconda Guerra Mondiale, le autorità cinesi hanno voluto fare le cose in grande e stupire i cittadini con effetti speciali di cui possono godere rarissimamente come ad esempio un bel cielo limpido.
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Durante le giornate che hanno preceduto la manifestazione, il valore dell’indice della qualità dell’aria (AQI) di Pechino è sceso sino ad un salutare 17, ma dopo un solo giorno di ritorno alla regolarità ha raggiunto i 160 (considerate che la media è di 500, per questi livelli è consigliato a individui anziani o malati di restare al chiuso e a tutti gli altri di evitare le attività all’aperto).
Per ottenere questo importante risultato è stata impedita la circolazione della metà dei 5 milioni di auto registrate nella metropoli e sono state sospese le l’attività di centinaia di fabbriche che con le loro emissioni contribuiscono quotidianamente a creare la coltre di smog che ne caratterizza il paesaggio.
Potete ammirarlo in tutto il suo splendore l’effetto delle misure straordinarie nella parte superiore di questa fotografia scattata dalla redazione pechinese della CNN.
Il cielo di Pechino senza smog e con lo smog, a confronto. Immagine via.
Ovviamente, come tutte le cose belle, anche questa non poteva durare a lungo: al termine della parata le attività sono riprese regolarmente e con loro le emissioni di gas inquinanti. Potete rattristarvi degli effetti osservando la parte inferiore della stessa fotografia, sembra l’impietoso confronto tra una radioso pomeriggio di maggio ad una deprimente mattinata di novembre.
Oltre al ricordo da portare nel cuore di questi cieli limpidi, ai cittadini di Pechino resta il tag con cui postare foto correlate “Parade blue”, anzi neanche quello: a quanto pare è stato prontamente censurato dal governo, notoriamente suscettibilile anche alle critiche più velate.
La parata commemorativa non è stato il primo evento accolto da un cielo privo di smog ottenuto attraverso il blocco del traffico e delle attività industriali, infatti il meeting dei leader mondiali dell’APEC tenutosi lo scorso novembre si è svolto sotto cieli ugualmente azzurri e in quell’occasione l’anima poetica dei cinesi si è messa in mostra creando una nuova espressione entrata nel linguaggio comune per indicare qualcosa di bellissimo ma fugace, “non era vero amore, era solo un APEC blue”.
Ai pechinesi non resta che sperare nell’avvicinarsi di qualche altro evento talmente importante da meritarsi livelli di inquinamento nell’aria tollerabili per tutti, cieli limpidi e la coniazione di qualche altro neologismo dedicato.
Ora che avete visto tutto questo, anche se non abitate a Pechino ma non volete rendere irrespirabile l’aria della città in cui vivete, prima di avviare i motori dei vostri mezzi di locomozione o di premere il pulsante di avvio della vostra fabbrichetta (sono sicuro che in qualche stanza dei bottoni esiste un interruttore del genere) pensateci bene, fate sì che il vostro amore per l’ambiente non sia solo un “APEC blue”.
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