Questo post è stato realizzato in collaborazione con Durex.
Sarah ed Eric si sono conosciuti tre anni fa. Sarah aveva dei “principi” che Eric ha accettato non troppo volentieri. Oggi sono d’accorto: il coito interrotto non è una buona idea.
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SARAH: Ho conosciuto Eric tre anni fa, in un locale. Avevo 19 anni e mi sentivo una giovane donna emancipata. Una con dei “principi” di vita, ovviamente anche sotto il punto di vista sessuale. E una delle cose che ho capito all’inizio della mia vita sessuale è che i preservativi non mi andavano a genio. Li trovavo scomodi, e avevo l’impressione che usandoli non mi godessi appieno il sesso. Spiegare questa mia situazione ai ragazzi non creava grossi problemi, dal momento che questi si trovavano sempre d’accordo nel non usarli una volta affrontato l’argomento. Ero abbastanza stupida da pensare che non mi sarei presa alcuna MST, e non assumevo nemmeno contraccettivi. Coi ragazzi avevo questa specie di regola: per una o due volte i preservativi potevano andare, dopodiché avrebbero dovuto fare il salto della quaglia. Mi è sempre andata bene, anche se oggi non lo raccomanderei mai a nessuno, maschio o femmina. È un’idiozia, e per giunta troppo rischiosa indipendentemente da quanto vi sentiate sicuri nell’uscire prima. Perché non potete esserlo. Ma non è di questo nello specifico che voglio parlarvi, e spero che ascoltare la mia storia vi aiuterà a scoprire uno dei più grandi piaceri che il sesso può offrirvi. Un piacere che non potrete mai assaporare se continuate a giocare a uscire prima.
Come dicevo, ho conosciuto Eric tre anni fa, in un locale. L’ho trovato subito carino, ma non più carino di ogni altro ragazzo con cui fossi stata. Eric però era diverso. Dopo la prima volta ho sentito il bisogno di vederlo di nuovo, e ancora e ancora, finché non è diventato il mio primo vero ragazzo. Per me era una novità, e anche per lui—o almeno così mi aveva detto. Fino a che non abbiamo ufficializzato la nostra relazione abbiamo continuato a fare sesso uscendo prima della fine come avevamo concordato dopo aver deciso di poterci fidare l’uno dell’altro. La cosa ci divertiva persino, dato che ogni volta sceglievamo un posto diverso in cui lui sarebbe venuto, e ci divertiva ancora di più dopo che entrambi avevamo fatto i test e avevamo scoperto di non avere MST da passarci a vicenda. Il divertimento, però, è svanito del tutto quando mi sono resa conto di avere un ritardo.
Avevo sempre avuto un ciclo regolare, e un ritardo di qualche giorno si è trasformato in un’attesa di una settimana. Ero piuttosto spaventata, e anche Eric era in apprensione, ma poi il test di gravidanza ha dato esito negativo e qualche giorno dopo abbiamo avuto la conferma che si fosse trattato di un falso allarme. Eravamo sollevati? Ovviamente. Ma quel ritardo era stato un bel campanello d’allarme. Avevamo superato indenni lo scoglio delle MST, e non era il caso di farci fregare da una gravidanza indesiderata. Così abbiamo deciso di prendere provvedimenti, e volendo evitare la pillola e la spirale, il preservativo sembrava l’unica scelta. Una scelta ironica, dato che fino a qualche settimana prima avevo sempre associato i preservativi al modo meno naturale di fare sesso. Ma non avevo altre opzioni se volevo mettermi al riparo dal rischio delle gravidanze. Così Eric ha ricominciato a usare i preservativi, e io ho cominciato a farci l’abitudine.
Prima, il sesso coi preservativi mi era sempre sembrato temporaneo, una fase di transizione prima di poterlo fare senza. Ma col tempo, e con la consapevolezza che avrei dovuto usarli a lungo (a meno di non decidere di volere figli), ho imparato ad apprezzarli e ad apprezzare il fatto di sentire Eric venire dentro di me. E sentire è la parola giusta, perché dopo un po’ è arrivata anche la sensazione di complicità, una complicità che non avevo mai provato prima, con nessuno. Era Eric o il modo in cui avevo imparato a conoscerlo? Non è una risposta facile, ma penso che la seconda opzione abbia un significato particolare e tutt’affatto innocente. Con quella sensazione è arrivata anche una maggiore fiducia, che mi ha insegnato a lasciarmi andare molto più di prima. E sapete cosa si dice, che questa fiducia porta a orgasmi molto più profondi e intensi che non avrei mai sperimentato se avessi insistito coi miei stupidi principi. A volte ho la sensazione che questa scelta mi abbia resa più matura. Sarà così? Non lo so, ma so che in quel modo mi sono lasciata alle spalle un po’ dell’adolescente sprovveduta che ero. Non ho mai più chiesto a Eric di finire fuori, se non qualche volta, per divertimento. I preservativi possono salvare delle vite. Nel mio caso, hanno reso la mia molto più interessante.
ERIC: Sarah mi è sembrata fin da subito una ragazza bellissima, divertente e aperta. Abbastanza aperta da decidere di voler fare sesso con me la prima sera. All’epoca avevo vent’anni e sapevo che a volte le ragazze si comportano in modo un po’ strano. Sarah non era più strana della norma, ma aveva questa cosa per cui preferiva non usassi il preservativo. Questo ovviamente non significava che potessi finire ogni volta dentro. Abbiamo usato i preservativi giusto le prime volte, ma dopo aver stabilito che stavamo insieme sono usciti direttamente dalla nostra vita. Sarah li odiava tanto quanto io odiavo il salto della quaglia, ma riuscivamo comunque a rendere quest’ultimo almeno un po’ divertente. Ai miei amici piaceva scherzare definendola una feticista del facial, ma la verità è che ero stato io a iniziare quel gioco di trovare sempre il posto più strano in cui venire. Prima le parti più tradizionali come la pancia, le natiche, i piedi… e poi le ascelle, altre parti della schiena, a volte la guancia destra, altre la sinistra, e ovviamente il pube. Ma dentro, mai. Quella era la regola, e in quanto tale ci ha tenuti lontani dalle preoccupazioni per un po’—almeno finché Sarah non ha avuto un ritardo ed entrambi abbiamo deciso che il gioco non valeva la candela. Così aveva detto il dottore, anche se in quella occasione il ritardo era stato solo un ritardo. Anche se ci aveva allarmato abbastanza da far sì che di ritorno dall’appuntamento col dottore Sarah avesse portato con sé una confezione di preservativi. Non pensavo che sarebbe mai capitato, e a lei non piacevano le mie battute sul tema. Allo stesso tempo, avendole chiesto per mesi di usare i preservativi, quel cambio di rotta mi era apparso in tutto e per tutto come una vittoria. Non solo per i preservativi, ma anche per me, dato che potevo finalmente finire dentro. Il salto della quaglia era divertente, ma nel frattempo Sarah mi piaceva sempre di più, e volevo essere davvero in sintonia con lei. La prima volta che ho finito dentro dopo la sua decisione di ricominciare a usarli è stata fantastica. Perché nel frattempo avevamo imparato a conoscerci, e quello che stavo sperimentando era sesso vero con una persona che amavo, che aveva imparato ad aprirsi ancora di più e a essere più attenta—a me e a se stessa. Il salto della quaglia era un capitolo chiuso. Quanto a me, sapevo già che il sesso era bello, ma col preservativo e la possibilità di finire dentro era tutta un’altra cosa. Da allora, ogni volta che voglio finire fuori devo chiederglielo per non farla arrabbiare. E quando dico arrabbiare non scherzo.
Questo post è stato realizzato in collaborazione con Durex.
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