Immagine: Biblioteca Apostolica Vaticana
Se sono anni che cercate di decifrare il Codice Da Vinci, ma sentite ancora il bisogno di visitare il Vaticano per dare un’occhiata a qualche polverosa pergamena greca, la Fondazione Polonsky sta lavorando per risparmiarvi il viaggio. Il progetto è quello di digitalizzare 1,5 milioni di pagine di libri antichi, compresi i manoscritti ebraici ed ellenici, conservati nella Biblioteca Apostolica Vaticana e nella Bibilioteca Bodleiana dell’Università di Oxford.
Una volta che i testi saranno trasformati in immagini ad alta definizione—potrete anche zoomare sulle miniature—verranno resi disponibili sul sito internet della Fondazione. Visitando la pagina web potete già ammirare i primi frutti di un’impresa che proseguirà per i prossimi quattro anni.
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Non proprio tutti i libri delle due biblioteche verranno digitalizzati: saranno gli studenti e i curatori a selezionare quelli con il contenuto più significativo e in condizioni abbastanza buone da poter essere scannerizzati. Detto questo, sembra che in futuro non avremo più il problema della carenza di Bibbie medievali scritte in latino che girano su internet. Con grande sollievo di tutti, ne sono certo.
Entrambe le biblioteche sono aperte al pubblico dalla metà del quindicesimo secolo—diciamo che di tempo per visitarle ce n’è stato, tuttavia il progetto di conversione digitale offrirà la possibilità di consultare i testi anche a chi non può recarsi direttamente a Roma o a Oxford. Inoltre, vi risparmierà il disturbo di dover indossare guanti speciali per maneggiare le pagine, antiche e delicate, dato che potrete sfogliarle dal vostro computer mentre mangiate indisturbati delle patatine fritte. In un video, il dottor Polonsky ricorda divertito la facilità con cui all’epoca dei suoi studi a Oxford poteva maneggiare i manoscritti del diciassettesimo secolo. Poi per fortuna ha realizzato che non era una buona idea.
Nonostante abbia più di 400 anni, la Biblioteca Bodleiana di Oxford affronta il ventunesimo secolo di gran carriera. L’ultima volta che Motherboard li ha contattati, stavano sfamando un pubblico affamato di gossip con una versione web dei diari della Regina Vittoria. Un’iniziativa positivamente ispirata a Wikileaks.
E il Vaticano? Be’, oltre ad avere l’account Twitter e un Papa che ci mette in guardia dai pericoli delle disparità di reddito, ha in ballo il proprio progetto di digitalizzazione.
La Bibbia stessa ci avvisa dei pericoli insiti nell’accumulare tesori sulla Terra—occhio a tarme, ruggine e ladri. Quindi, se la digitalizzazione potrà dare una certa garanzia di permanenza, sarà cosa buona e giusta. In realtà, il fatto che i supporti elettronici dureranno più a lungo di quanto abbiano già fatto questi vecchi libri è ancora tutto da vedere. Per adesso, gli antichi manoscritti stanno trascendendo la loro forma corporea per fare un salto verso l’immortalità.
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