Gli Illuminati esistono, e questo gioco ne è la prova

Illuminati: The Game of Conspiracy è un gioco di carte ideato da Steve Jackson, della Steve Jackson Games. Con modalità simili a molti altri giochi di ruolo, i giocatori impersonano oscuri burattinai in competizione per il controllo del mondo, servendosi delle carte per lanciare attacchi terroristici, bombardare il Pentagono, diffondere malattie create artificialmente e persino riscrivere i libri di storia.

Pur essendo in circolazione da più di vent’anni, ancora oggi Illuminati ha la capacità di suscitare l’interesse di normali giocatori e complottisti. A incuriosire sono soprattutto i disegni che compaiono su ogni carta, con angoscianti somiglianze con disastri realmente accaduti come l’11 settembre o l’incidente del Deepwater Horizon. Molti sono convinti che l’Ordine degli Illuminati esista realmente, e che per la realizzazione del gioco Steve Jackson si sia servito di informazioni riservate circa il loro piano per instaurare il Nuovo Ordine Mondiale.

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C’è addirittura chi sostiene che Jackson e il suo team di curatori, illustratori e graphic designer abbiano creato queste carte per metterci in guardia dal tragico destino che si sarebbe lentamente svelato nel corso dei vent’anni successivi. Nonostante le iniziali perplessità, dopo aver osservato da vicino le carte da gioco, io stesso ho iniziato a chiedermi se questa storia non celasse una qualche verità.

Il gioco si compone di 330 carte. I disegni sono stati realizzati a mano da un gruppo di illustratori sotto la guida dell’art director Alain Dawson e dell’editore Steve Jackson. All’epoca la SJ Games era una piccola realtà, nata dall’idea di un giovane che aveva abbandonato gli studi di giurisprudenza per dedicarsi a tempo pieno alla realizzazione di giochi. Dove avrebbero potuto reperire informazioni top secret riguardanti questa misteriosa organizzazione, allora? Forse dagli hacker a loro servizio?

Nel 1990, gli uffici della SJ Games furono luogo di un raid dei servizi segreti americani che sequestrarono documenti e dischi rigidi, alcuni dei quali contenevano informazioni sul gioco degli Illuminati. Coloro che credono alla teoria cospirazionista vi diranno che i servizi segreti agirono in quel modo perché sapevano che, altrimenti, Steve Jackson e colleghi avrebbero rivelato il piano d’azione degli illuminati, ma un’analisi più attenta mostra che le perquisizioni furono dovute alla presenza, negli uffici della SJ Games, di un hacker, Loyd Blankenship, conosciuto come “The Mentor.”

All’epoca, oltre a lavorare per la SJ Games, Blankenship gestiva il Bulletin Board System di hacking “The Phoenix Project”, responsabile della pubblicazione di documenti sottratti alle autorità che mostravano il funzionamento del servizio di emergenza del 911. 

“Gli uffici della SJ Games sono stati perquisiti perché sapevano che lavoravo lì,” mi ha spiegato Blankenship, “e i servizi segreti erano convinti che anche il forum della SJ Games venisse usato per la mia attività di hacker. Armati di un semplice mandato e senza accuse precise, erano convinti che avrebbero trovato una tale quantità di prove da costringermi ad accettare il patteggiamento. Sfortunatamente per loro, nel mio lavoro per la SJ Games non c’era niente di illegale.”

Alla SJ Games, infatti, Blankenship era il semplice amministratore di un forum che forniva assistenza clienti e fungeva da piattaforma per game testing e discussione riservata ad appassionati di fantascienza e teorie cospirazioniste.

A proposito di Steve Jackson, Blankenship afferma: “Steve è un grande fan delle teorie cospirazioniste. Non che ci creda—o almeno è questo che ho capito nei cinque anni di lavoro al suo fianco. Semplicemente, ne è affascinato e divertito. Quanto alla “profezia” delle carte, non è poi così complicato: dicendo che nel corso nel prossimo anno un leader di qualche Paese del Medio Oriente verrà ucciso, ci sono buone probabilità di azzeccarci.”

Osservando le carte, non è difficile capire come una persona incline alle ideologie cospirazioniste e alla paranoia possa vederci delle autentiche previsioni. Di fronte alle immagini di torri che esplodono, terremoti e tribunali, il messaggio è semplice quanto inquietante persino per il meno interessato a queste faccende. 

Ho contattato Dan Smith, uno degli illustratori, che mi ha detto, “Un particolare sconosciuto ai più—e non lo dico senza un po’ di apprensione, nonostante sia passato del tempo—è che Steve si serviva di pratiche piuttosto insolite per ottenere le idee per le carte. Niente di particolarmente occulto, ma a volte mi capitava di ricevere messaggi da persone che non conoscevo affatto… A Steve piaceva scherzare definendosi il pronipote del cugino di secondo grado di Nostradamus.”

Poco convinto dalle parole di Smith mi sono rivolto a John Grigni, un altro illustratore che ha prestato la penna a una ventina di carte. Con lui mi sono soffermato sulla “carta delle Torri Gemelle”, chiamata “Terrorist Nuke”, che mostra due grattacieli posti l’uno accanto all’altro, colpiti da un’esplosione a un’altezza che ricorda l’attacco del primo aereo al World Trade Center del 2001. “Era l’epoca del crollo dell’Unione Sovietica, e credo che in parte l’idea fosse collegata a quelle atmosfere, anche se, dal punto di vista delle dinamiche plausibili, penso che difficilmente un’arma nucleare potrebbe colpire un punto così specifico. I danni sarebbero ingenti e meno localizzati.”

Sinceramente non credo che Illuminati celi qualcosa di così potente, ma c’è una carta che, più di altre, se letta di questi tempi non può non suscitare qualche riflessione.

La carta qui sopra mostra la scena di un’esplosione, con una torre dell’orologio simile al Big Ben sullo sfondo e, davanti, cinque persone in fuga—ognuna delle quali vestita con abiti che ricordano i colori dei cinque anelli olimpici. Paura, eh?
 

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