Io e la mia ernia

Tre settimane fa ho sollevato una borsa di equipaggiamento fotografico dalla dimensioni gigantesche e ho sentito qualcosa scoppiare. Il risultato di questo scoppio è stato un dolore che è rimasto con me ogni secondo di ogni minuto di ogni singolo giorno. Se sei vero amico fai un piccolo pugno e tipo palleggia con il testicolo destra per un attimo. Brucia per qualche secondo, giusto? Ora moltiplica la sensazione per 30.000 minuti e comprenderai il mio personale inferno inguinale.

Al minuto 30.001 ero abbastanza sicuro di essermi procurato un’ernia. Il mio dottore me lo confermò e mi indirizzò ad un chirurgo specialista che risolvesse il problema. PARTE ESPLICATIVA DEL TUTTO NOIOSA CHE PUOI SALTARE SE SAI GIA’ COS’È UN’ERNIA. C’è una serie di muscoli che tiene insieme l’intestino. Hanno un qualche nome latino, ma sappiamo entrambi che non te la ricorderai, quindi passiamo oltre. Se tiri uno di questi muscoli, poi gli organi all’interno iniziano a pungere ed è questo che causa il dolore. Lo strappo diventa sempre peggio man mano che vai avanti senza un’intervento chirurgico (specialmente se il tuo lavoro consiste nel trasportare giornalmente attrezzature pesanti). L’intervento funziona così, che fanno un’incisione sull’addome e ficcano un piccolissimo robo di tessuto nel buco. Poi il tessuto verrà assorbito dal corpo quando il buco si sarà rimarginato. Vi parlo di ste cose solo perché tutti i miei amici erano convinti che le mie palle fossero nei guai e che avrei fatto un’operazione lì sotto. Purtroppo non era questo il caso.

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Ho fatto l’intervento martedì scorso. Lo staff della sala operatoria ha accettato di fare delle foto per me con la mia macchina fotografica, una volta che fossi stato totalmente incosciente. Pensavo che avrebbero ignorato la mia richiesta, ma quando il tuo lavoro è drogare un altro essere umano, tagliuzzare la sua pancia e inserire minuscoli schermi bio-assorbibili dentro la sua muscolatura, è abbastanza difficile sorprenderti.

Le ultime due cose che ricordo prima di andar sotto sono un chirurgo che dice “Metto su Joss Stone”, e poi l’anestesista pazzo con un forte accento dell’Europa dell’est che dice “Ti darò la roba buona prima che tu ti addormenti, visto che sei un artista. Non è per tutti, solo per te, l’artista. Ti sentirai così bene con questa roba che tornerai per chiedermene dell’altra”. Non ho idea di cosa posso aver risposto a questo punto, ma mi sento sicuro nel dire che era qualcosa sull’effetto di “Evvaaaaaaai beeeeeellloooo facciamo feeestaaaa blrrrrrrrr”, seguito immediatamente dall’oscurità.

Pensavo che l’infermiera avrebbe scattato una foto o due e tutto qui, e invece ci si è appassionata. Le avevo detto prima: “Non importa quanto possa far schifo, riprenda tutto”, ma non mi sarei mai aspettato un rullino intero pieno di dettagli, differenti angolature, pose divertenti, loro impegnati col mio culo drogato, io che sembro morto, e così via…Stupefacente. Non potrei essere più orgoglioso di lei.

Il passo successivo sono stati tre giorni di riposo a casa. Sto scrivendo l’articolo proprio agli sgoccioli. A dire il vero è molto noioso. Prima ti colpisce come una coltellata dall’inferno, una roba che non riesci manco a scrivere, poi fa un po’ meno male, e alla fine smette del tutto. Oh, e mentre ero sotto i ferri mi hanno depilato il pube. Stai male!

BEN RITTER

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