Música

La buona “propaganda” di Jolly Mare

È da un anno esatto che Caserta convive con una realtà tutta nuova di clubbing indie-electro, e tale realtà si chiama PROPAGANDA. Quando sono trecentosessantacinque giorni che un progetto va avanti, e va avanti alla grande, arricchendo la scena delle clubnight campane come in questo caso, si usa festeggiare, e di brutto.

Ecco perché venerdì 14 novembre—qui l’evento—PROPAGANDA ha deciso di chiamare a sé chi di danze, groove, anni Ottanta e dancefloor pieni zeppi se ne intende davvero. L’ospite d’onore del compleannone di venerdì sarà infatti Fabrizio Martina, ovvero Jolly Mare, il paladino leccese della nuova ondata di italodisco—già osannata a suo tempo dagli spagnoli del Sonar e dalla Redbull Music Academy di New York—attualmente sotto Bad Panda Rec (recentissima release: “Giù“).

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Non sarà da solo, non sia mai. Assieme a lui a prendersi cura di voi ci sarà SpinOff, e cioè Paolo Cuomo, casertano adottato a Pisa, le cui traslazioni future funk siamo sicuri che vi renderanno persone migliori. Italodisco + funk è sempre garanzia di qualità, e lo capirete bene da soli venerdì prossimo. Intanto abbiamo una tracklist speciale firmata Jolly Mare da regalarvi, che siamo sicuri apprezzerete: otto tracce “da suonare con cautela”, come Jolly stesso sottolinea. Probabilmente sarà raro sentirle tutte in un suo set, quindi approfittatene adesso e schiacciate play senza paura.

“Nightbirds” – Shakatak
Questo credo che sia nella mia top ten assoluta, tutto l’album a dire il vero. L’ho suonato solo una volta, sicuro che avrebbe svuotato la pista. E cosi è stato. Ma ad una certa chissenegfrega, troppo facile accontentare sempre chi ti sta davanti. “Fine Young Tender (Dub Mix)” – Aleem
Fiumi e fiumi di eleganza. L’eleganza però è out, ahimé, da almeno venticinque anni. “Io Resto Senza Vento” – Loredana Berté
Non è che mi piace, lo adoro nel vero senso della parola. Solo che vai a spiegare a degli inglesi alticci ed arrossati chi è la Berté. Non è sempre opportuno. “Summing up” – Electric Mind
La chitarra che parte a 0:56 mi fa sognare, e fa niente se non ha una cassa presente e se il volume è più basso dei dischi “moderni”. Quando ci sta lo suono cosi com’è. “Like an Eagle” – Dennis Parker
Originale della famosa hit “Pasticche Rasta” di un po’ di anni fa. Pericoloso farlo andare oltre 2:33. “Burnin’ Up” – Michael Jonzun
Ottimo per evocare lo spirito di Jerry Calà ad ogni latitudine. “Time to Move” – Carmen
Pazzesco, ma va suonato al momento giusto. Altrimenti…

“Tarzan” – Big Ben Tribe

Da non confondere con Tarzan Boy di Baltimora, questa è italo di gran classe partorita all’epoca dei “new romantics”, estintisi poco dopo i dinosauri. Peccato.

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