Torna alla guida di VICE all’Europa 2014
(Foto di Basile Hémidy)
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Gli scioperi di tre giorni appartengono ormai al passato, ma nella capitale alcune tradizioni francesi perdurano: i dj techno sono ancora degli sfigati, i camerieri sono maleducati e le grandi discoteche fanno sempre schifo. Il meglio di Parigi è nascosto, che si tratti di un party di drag queen o di un rave in periferia. Quindi leggete la nostra guida e trovate il modo più efficiente di divertirvi quando capitate dalle nostre parti.
Usa l’indice per navigare tra le varie sezioni:
– DOVE DIVERTIRSI LA SERA
– DROGHE
– POLITICA, PROTESTE E RAZZISMO
– DOVE MANGIARE
– COSA MANGIARE
– DOVE BERE
– DOVE DORMIRE
– PARIGI LGBT
– DOVE DIVERTIRSI DA SOBRI
– COME EVITARE DI ESSERE DERUBATI O PESTATI
– COME NON FARE I TURISTI
– PERSONE E POSTI DA EVITARE
– CONSIGLI UTILI
– UNA PLAYLIST YOUTUBE DI DUBBIO GUSTO
– MAPPA DI VICE
(Foto di Melchior Ferradou Tersen)
DOVE DIVERTIRSI LA SERA
Se il modo in cui una città beve rivela il modo in cui pensa, Parigi è piena di persone che odiano divertirsi e si detestano. Purtroppo, la capitale è stata invasa dai club di merda con una severa politica di selezione all’ingresso dove la gente va esclusivamente per sfoggiare le proprie scarpe. Se volete davvero andare in discoteca, dimenticatevi qualsiasi locale che non sia il Rex (1, Boulevard Poissonière, 2ème arrondissement ), il Java (105 rue du Faubourg du Temple, 10ème arrondissement) o La Machine du Moulin Rouge (90 Boulevard de Clichy, 18ème arrondissement ). Questi sono i tre posti dove la gente va per ballare.
Nel centro di Parigi, i club più famosi sono il Social Club, il Nouveau Casinò, il Wanderlust e Chez Moune. Qui c’è il solito mix di buttafuori con lo sguardo assassino, bevande costose e sfigati, ma occasionalmente invitano dei dj decenti, quindi vale la pena tenere sotto controllo i loro calendari. Vicino al Canal St Martin, il Comptoir Général (80 Quai de Jemmapes, 10ème arrondissement) organizza mostre e proiezioni. Durante il fine settimana il ristorante diventa un’enorme pista da ballo, il che lo rende il posto migliore di Parigi per bere del punch circondati da ritratti di dittatori africani.
Vale anche la pena fare un salto a serate come il Concrete, che si tiene su una chiatta sul Quai de la Râpée. In calendario ci sono artisti francesi piuttosto noti, ma l’aspetto migliore è che le feste tendono a svolgersi quando i parigini dormono, tipo alle sette di domenica mattina o quando la gente dovrebbe essere al lavoro. Il Gazza è un’altra bella serata che porta in città artisti del calibro di Karen Gwyer, Huerco S, Patten e altre situazioni sul confine tra sound art e dance music, un non-genere descrivibile come rumore ripetitivo e confusione.
Per chi vuole festa fino alle prime ore del mattino, meglio uscire dal centro. In periferia molte serate sono organizzate dal collettivo 75021 al 6B di Saint-Denis (6-10 Quai de Seine, 93200 Saint-Denis). Questo locale enorme conta ben 161 resident ed è uno dei pochi posti dove si può ballare senza per forza strusciarsi su un estraneo ad ogni sospiro. Ci sono un sacco di sale diverse, un paio di dancefloor e delle zone per rilassarsi sui divanetti.
Sì, ci siamo resi conto di aver incluso la possibilità di addormentarsi su un divano come una situazione interessante per un rave, ma questa è Parigi.
DROGHE
Le droghe a Parigi non hanno esattamente una reputazione eccezionale e tendono a essere tagliate con un sacco di robaccia, ma questo non impedisce comunque alla gente di assumerne in ogni occasione disponibile. Le droghe più popolari sono l’erba, lo “shit” (che è l’affettuoso termine locale per il fumo), la coca, il crack e l’MDMA, ma nessuna è rinomata per la sua qualità. Parigi è molto distante dal porto più vicino, quindi specialmente la cocaina viene tagliata varie volte prima ancora di arrivare in città.
Sia l’erba che lo “shit” sono piuttosto costosi, di solito 12-25 euro al grammo, ma sono anche i più comuni. Sentirete un sacco di spacciatori da strada salmodiare “erba, coca, shit” in giro per Pigalle, Blanche o Barbès-Rochechouart; evitateli.
Rue Emile Cordon a Saint-Ouen è una piazza di spaccio conosciuta da molti parigini—e dai poliziotti. L’acquisto di cannabis è punibile con una multa tra i 50 e i 1.700 euro. Tuttavia, anche se le leggi sono severe, la polizia non sempre le applica. Spesso confiscano semplicemente la roba e sgridano il ragazzino spaventato.
Il crack ha raggiunto le periferie di Stalingrad, Barbès, Chateau Rouge e Porte de la Chapelle e le sta rovinando tutte. La zona della stazione di Saint-Denis è la capitale del crack dell’Ile-de-France, il che significa che è anche un buco nero di miseria e bastardi.
Ecstasy (circa 10 euro a pillola), coca o MDMA (50-80 euro al grammo) stanno di casa nei grandi club. Ogni viaggiatore dovrebbe essere consapevole del fatto che la polizia è molto meno indulgente con queste, quindi farsi beccare potrebbe creare molti problemi e dare un bel dispiacere alla mamma.
(Foto via)
POLITICA, PROTESTE E RAZZISMO
Di questi tempi Parigi è soggetta ad una rigida legislazione anti squat, e i pochi rimasti sono già noti (e tenuti d’occhio) dal comune. La Miroiterie (88 rue de Ménilmontant, 20ème arrondissement) era uno dei migliori squat di Parigi. Purtroppo uno dei muri dello stabile è crollato lo scorso aprile, ferendo due persone e causando la chiusura definitiva del locale.
Se non vedete l’ora di andare ad una manifestazione per poter fumare bombe e fingere di essere in The Dreamers, a Bastille il primo sabato di ogni mese c’è la “Vélorution”, dove i ciclisti si riuniscono per fermare il traffico. Non è proprio come nel Maggio ’68 ma almeno si riesce a fare incazzare gli stessi tassisti che vi hanno spennato da quando avete messo piede in città.
(Foto di Melchior Ferradou Tersen)
Se siete in vena di disperazione indignata tenete presente l’account Twitter @LaManifPourTous, che organizza manifestazioni contro il matrimonio omosessuale.
Sappiamo che lo stereotipo vuole che tutti in Francia scioperino ogni tre giorni, ma la verità è che non siamo mai stati così apatici. Ultimamente le proteste più vaste sono state organizzate da gente che crede che la Bibbia sia da intendere letteralmente, quindi siamo ad anni luce da Montaigne e Voltaire.
La maggior parte dei parigini ama sostenere che siamo così multiculturali da non notare neanche l’immigrazione, anche se questo succede principalmente perché gli immigrati vengono trattati proprio come tutti gli altri parigini: ignorando la loro esistenza. In città, e soprattutto in periferia, ci sono grandi comunità di immigrati, e i giovani arrabbiati delle banlieue sporadicamente si scontrano con polizia in sommosse che possono durare per giorni.
(Foto di Arthur Liminana)
Recentemente, il comico Dieudonné M’Bala M’Bala (il tipo che ha inventato il gesto “quenelle” [il saluto nazista al contrario usato in campo dal calciatore Nicolas Anelka]) è stato accusato di fomentare l’antisemitismo nel paese, soprattutto tra i giovani musulmani. Ma la triste realtà è che in Francia c’è un sacco di antisemitismo.
(Foto di Melchior Ferradou Tersen)
DOVE MANGIARE
Phô 14
129 avenue de Choisy, 13ème arrondissement
Pho 14 è la migliore taverna del 13ème arrondissement. La diaspora vietnamita ci va ogni giorno, producendo un brusio costante di parole impossibili da capire, pronunciare o scrivere. L’aspetto non è dei più invitanti e dovrete sedervi su seggiole di plastica per bambini, ma il cibo è delizioso ed economico. La zuppa vietnamita è eccellente, soprattutto se accompagnata da una buona birra Saigon e da involtini primavera croccanti.
Café De L’industrie
16 rue Saint-Sabin, 11èmearrondissement
È un fatto ben noto che Parigi ha più bistrot che piccioni, ma questo è particolarmente economico. Il Café de l’Industrie offre menù classici (anatra, salsicce e patate, bistecca, ecc) con prezzi ragionevoli (8 euro per salsiccia e patate). L’arredamento è in stile “coloniale”, il che è ovviamente strano, ma a livello estetico i dipinti africani e i ritratti d’epoca sono molto belli. Potreste sentire qualche cretino dire che “ci sono un sacco di posti migliori in cui mangiare”, e se siete abbastanza ricchi da poter pagare più di 50 euro per una portata, dovreste provare La Coupole (102 boulevard Montparnasse, 14ème arrondissement) o il Royal Vendôme (26 rue Danielle Casanova, 2ème arrondissement) e non tornare mai più.
Louchébem
31 rue Berger, 1er arrondissement
Questa steakhouse si trova dentro un’ex macelleria del centro. Per 23,90 euro è possibile gustare fesa di manzo, costolette d’agnello e osso di prosciutto con purè fatto in casa. Mandatelo giù con due litri di un buon rosso francese e assaporate la sazietà e la stitichezza a suggello di ogni gran pasto.
Voy Alimento
23 rue des Vinaigriers, 10ème arrondissement
Il nostro ristorante vegetariano preferito era un piccolo negozio di ingredienti biologici importati dal Sud America—Malpighia glabra, maca, clorella in polvere, solo per citarne alcuni—e ora è una taverna popolare. Con 12 euro si può avere un pasto completo con purè di castagne, soia marinata, urucum e crespelle di mais viola—nessuno dei quali era considerato un alimento in questa città prima di cinque anni fa.
L’as Du Fallafel (o King Falafel)
32-34 rue des rosiers/26 rue des rosiers, 4ème arrondissement
I due indirizzi di King Falafel appaiono in ogni guida turistica di Parigi, e a ragione. I falafel sono così buoni che potrebbe capitare di dover aspettare un po’, ma il quartiere è così pieno di uomini ebrei col cappello, coppie carine e fashionisti isterici da tenervi occupati mentre aspettate.
(Foto di Melchior Ferradou Tersen)
COSA MANGIARE
Croissant al burro
Questa è una pietra miliare della cucina francese, e nessun visitatore a Parigi dovrebbe risparmiarsi questa bomba mattutina da 200 calorie. Un buon croissant dovrebbe essere leggermente croccante fuori e tenero dentro. Se volete provare il migliore di Parigi, andate da Du pain et des idées (34 rue Yves Toudic nel 10ème arrondissement).
Bo Buns
Non molto tempo fa, queste meravigliose scodelle di noodles vietnamiti erano patrimonio di chi professava uno “stile di vita sano ed esotico”. Oggi li mangia più o meno ogni parigini. Andate a Belleville o nel 13ème arrondissement, i mitici quartieri asiatici di Parigi dove anche i menù di McDonald’s hanno un font cinesizzante sui menù.
Macarons
Se mangiare macarons è la vostra idea da cartolina di un viaggio a Parigi, o se siete un blogger di moda in cerca di qualcosa da Instagrammare, il posto dove andare è Ladurée (75 avenue des Champs-Élysées , 8ème arrondissement). Prima di lasciarvi andare, sappiate che nessuno oltre ai turisti li mangia nella vita reale. Ma sono molto carini.
Panini burro e prosciutto
Grazie all’inflazione sta diventando sempre più difficile trovare un panino mangiabile a meno di 3 euro. Puntate sullo jambon beurre, che è ancora uno degli snack più popolari della città. Mangiato per lo più da studenti di filosofia e banchieri, nessuno dei quali rispetta la tradizione francese della pausa pranzo di due ore. I migliori panini jambon beurre sono da Chez Aline (85 rue de la Roquette, 11ème arrondissement).
Hamburger
Come la maggior parte delle città occidentali, Parigi è recentemente diventata il teatro della corsa frenetica all’”hamburger perfetto”. Questi tendono ad essere costosi, ma sono sempre soddisfacenti, quindi provatene uno da Big Fernand (55 rue du Faubourg Poissonière, 9ème arrondissement o 32 rue Saint-Sauveur, 2ème arrondissement), dove i proprietari sono così snob da non utilizzare la parola “hamburger” ma il grottesco equivalente francese “hamburgé”. Altre opzioni di buona qualità sono il Blend (44 Argout Street, 2ème arrondissement) o il Beef Club (58 rue Jean-Jacques Rousseau, 11ème arrondissement).
(Foto di Melchior Ferradou Tersen)
DOVE BERE
Ménilmontant / Belleville
Per le guide turistiche si tratta di un quartiere “cosmopolita e colorato,” che fondamentalmente significa che è pieno di alimentari asiatici e bar sport di proprietà di immigrati che preferirebbero prendere a calci negli occhi i turisti piuttosto che stringergli la mano. Il quartiere è stato ignorato per lungo tempo, finché tutti non hanno realizzato che si tratta della zona ideale per un drink economico. Sul boulevard de Ménilmontant troverete facilmente bar che servono le medie a 3,50 euro.
La Butte Aux Cailles
Una volta la Butte aux Cailles era una collina ricoperta da prati e anche oggi conserva l’atmosfera di un piccolo villaggio lontano dai grandi viali e dalle strade sovraffollate che caratterizzano il centro di Parigi. C’è stato un tempo in cui le persone non potevano bere in pubblico, ma grazie agli abitanti che han fatto la voce grossa, ora è possibile godersi una birra per strada: il che riprova che i francesi a volte protestano per una buona ragione.
Pigalle / Montmartre
A Pigalle troverete il turismo sessuale e a Montmartre ci saranno le coppiette in visita alla Basilica del Sacro Cuore, ma tra l’una e l’altra scoprirete un sacco di bar economici.
Les Batignolles
Se Parigi inizia a nausearvi, puntate dritto al quartiere meno parigino di tutti. Troverete uno dei pochi parchi dove è ancora possibile ascoltare il cinguettio degli uccelli e avvistare cigni neri. C’è anche un ex ambulatorio chirurgico convertito in bar/ristorante dove è possibile sfondarsi con qualche pensionato del luogo.
Il Canal de l’Ourcq
Durante l’estate, i parigini amano ammassarsi tutti insieme sul Canal de l’Ourcq. Se riuscite a trovare un posto a sedere dove nessuno ha pisciato, la zona è molto bella e costellata di chiuse e ponti. E se davvero volete fare come i francesi, ordinate un pastis al Bar Ourcq (68 quai de la Loire, 19ème arrondissement) e tentate la fortuna a bocce (boules).
DOVE DORMIRE
e avete intenzione di restare a Parigi per più di tre giorni, probabilmente è meglio se vi affidate ad Airbnb. Si tratta di una decisione saggia, soprattutto se si considera che gli alberghi parigini sono irrimediabilmente cari. Se è la vostra prima volta a Parigi e siete alla ricerca di un appartamento, il quartiere migliore dove cercare è probabilmente Charonne, soprattutto se siete in coppia. È anche una delle poche zone ad essere sia pulita che nell’est di Parigi, ovvero dove potete trovare bar aperti dopo le 7 di sera e strade popolate da persone vere. Ci sono un sacco di locali carini, posti economici per mangiare, bere e passeggiare senza paura; basta evitare la zona losca davanti all’ospedale Saint-Antoine dove i piccioni vanno a morire e c’è puzza di vomito, guano e pneumatici bruciati.
Se siete un po’ più esperti della città, potreste provare Lamarck e Jules Joffrin. Sono nella zona nord-est di Parigi, dietro al Sacro Cuore, in una landa di quartieracci e club semi-clandestini ma anche di locali live di tutto rispetto e meravigliosi ristoranti. Fondamentalmente, qui si concentrano il meglio e il peggio di Parigi. Lamarck e Jules Joffrin sono meno apocalittici di Abbesses e Pigalle e anche abbastanza lontani dagli orrori di Porte de Clignancourt o Château Rouge.
Se state pensando di trascorrere più di due settimane a Parigi, affittare un appartamento fuori città potrebbe essere una buona idea. Una piccola cittadina in periferia vi darà comunque la sensazione di essere a Parigi, solo con molte meno persone isteriche e stazioni della metropolitana. Quindi, se preferite questa opzione, l’unica scelta che avete è Montreuil. Bagnolet è troppo sordida, Les Lilas è piena di giovani coppie attive che chiamano i figli con nomi di cantanti folk, Pantin sta ancora cercando la propria identità, Vincennes è troppo borghese e Saint Denis e Aubervilliers troppo ghetto.
Se dovete stare in un hotel, il Mama Shelter (109 rue de Bagnolet, 20ème arrondissement, a partire da 79 euro a stanza) è una scelta abbastanza buona. Ricordatevi di prenotare in anticipo perché fanno un sacco di soldi con quelli che arrivano all’ultimo momento. Certo, l’arredamento è fin troppo curato e al bar servono cocktail che si chiamano come album rap degli anni Novanta, ma c’è una pizzeria incredibile al piano terra e l’hotel si trova proprio di fronte alla Flèche d’Or, una vecchia stazione ferroviaria trasformata in un locale per concerti e serate. E soprattutto, sarete vicino a Ménilmontant, una buona zona per cercare un appartamento non appena capirete che prenotare un hotel è stata una pessima idea.
(Foto di Melchior Ferradou Tersen)
PARIGI LGBT
Sebbene la situazione cambi da quartiere a quartiere, generalmente Parigi è accogliente verso la comunità LGBT ed è molto improbabile essere picchiati perché ci si tiene per mano con il proprio partner. Anche se molti francesi erano riluttanti a legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso, quelle persone non rappresentano la maggioranza a Parigi.
Il quartiere più gay friendly è il Marais, nel centro di Parigi. Qui potreste trovare l’uomo o la donna dei vostri sogni, ma solo se indossate le scarpe giuste.
Se volete sperimentare la scena dei party gay, provare il Flash Cocotte. È una festa pazza, la musica è ottima e si balla fino all’alba. Non arrivate troppo tardi o finirete ad attendere in fila per ore. Un’altra opzione è il party per lesbiche e bisessuali aggressivamente denominato Wet For Me, che si tiene alla Machine du Moulin Rouge.
(Foto di Melchior Ferradou Tersen)
DOVE DIVERTIRSI DA SOBRI
La Petite Ceinture
Questa vecchia ferrovia abbandonata circonda tutta la città, con giardini e varie stazioni deserte; andarci è completamente illegale, quindi non andateci, piuttosto provate a immaginarvela.
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Jardin des Plantes
Questo bel giardino botanico vi farà dimenticare di essere in una città devastata dall’inquinamento e dai rifiuti. Ci sono alcuni musei di dinosauri in zona, che sono sempre un posto divertente dove trascorrere una giornata.
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Les Puces de Saint-Ouen
È un insieme di 14 mercati, ognuno con le proprie specialità. Il mercato delle pulci di Saint-Ouen è pieno di vestiti, mobili e cose d’epoca, e vale la pena di dare un’occhiata in giro anche se non si ha in programma di acquistare un armadio di 200 anni da portarsi indietro attraverso la Manica su un Eurostar.
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Bois de Boulogne
La maggior parte dei parchi a Parigi sembra progettata dai vetrinisti di Harrods, ma questo bosco è incredibile. È grande circa due volte e mezzo il Central Park, ci sono laghi e prati enormi.
Canal Saint-Martin
Ok, in estate ci sono troppe persone, ma dovreste andarci a bere qualcosa anche solo per vedere i cigni che cercano di mangiarsi le lattine di birra.
La Cartonnerie
Questo vecchio laboratorio di 450 metri quadri è uno dei posti migliori per le mostre d’arte contemporanea. È al 12 rue Deguerry nell’11ème arrondissement ed è pieno di vecchi macchinari e mobili bellissimi.
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(Foto di Melchior Ferradou Tersen)
COME EVITARE DI ESSERE PESTATI O RUBATI
I piccoli truffatori sono ovunque a Parigi, soprattutto nelle zone turistiche. Li troverete spesso alla Basilica del Sacro Cuore, a Notre Dame, in Place Saint-Michel, a Châtelet e vicino alla Torre Eiffel. Qui è dove i gruppi criminali trascorrono il loro tempo a derubare i turisti convincendoli a giocare a “bonneteau”, un gioco d’azzardo con tre carte.
A Barbès-Rocherchouart troverete un sacco di persone disposte a vendere carte telefoniche o sigarette importate dall’Africa. Sono estremamente gentili e i loro prezzi sono piuttosto bassi, ma i loro prodotti fanno schifo. Inoltre, state attenti ai borseggiatori sulla metro. Soprattutto a Saint-Denis o sulla linea 13, dove i ladri più abili sembrano riunirsi per saccheggiare i turisti più ingenui e confusi.
Un’altra truffa ben nota è quella “dell’anello d’oro”. Può capitarvi ovunque a Parigi ma tende a seguire la stessa routine. Sarete avvicinati da qualcuno che vi dirà che ha trovato un anello per terra. Sembrerà oro è avrà una stupida incisione col numero di carati. Vi chiederanno se è vostro, e quando direte di no, ve lo daranno lo stesso. Poi vi chiederanno i soldi. Perché è pur sempre oro dopo tutto no?! No, ovviamente.
(Foto di Melchior Ferradou Tersen)
COME NON FARE I TURISTI
È un fatto noto che i parigini siano degli stronzi, e non proveremo certo a dimostrare il contrario. La verità è che non badiamo molto ai turisti. Troviamo adorabile il fatto che le persone si facciano dei selfie vicino alla Torre Eiffel o sfreghino le tette di bronzo di Dalida a Montmartre. È bello vedere che le persone sono felici di essere qui.
L’eccezione sono i turisti francesi che vengono a visitare la capitale perché “i club sono molto meglio qui a Parigi.” E quindi pagano 10 euro per una bottiglia di acqua piovana da Colette e poi fanno un giro nei locali alla moda, tipo il Silencio o il Baron, cercando di farsi foto con le celebrità minori. Cercate di evitarli.
Non fate come loro. Inoltre, cercare di non fare gli americani, perché li odiamo, loro e le loro “Freedom Fries”.
PERSONE E POSTI DA EVITARE
Le persone che affermano di essere dei “veri parigini”
Questa è la lezione numero uno che le persone che visitano Parigi per la prima volta devono imparare: mai, mai fare amicizia con chi si vanta di essere “un vero parigino.” Queste persone vi faranno mangiare le lumache, visitare le catacombe, vi inviteranno a una mostra d’arte al Centre Pompidou e vi faranno ubriacare sul Pont des Arts, nonostante nessun locale faccia niente di tutto ciò. Più tardi vi confesseranno che in realtà sono di Lione, Nantes o persino di Strasburgo. Quelli che davvero sono di Parigi sono così orgogliosi della loro città che non lo ammetteranno mai. È un casino.
I Techno boy
Se avete la sfortuna di imbattervi in un ragazzo mal rasato con le cuffie, seduto davanti al suo portatile con addosso una maglietta da nerd, ecco il nostro unico consiglio: allontanatevi in fretta. Questo ragazzo potrebbe essere un DJ. O se non è un DJ, probabilmente è il manager di vari DJ. E se non è un manager allora probabilmente è qualcuno legato al clubbing francese. Fin da quando Laurent Garnier prima e i Daft Punk poi hanno trasformato la scena, Parigi è stata inondata di sfigati con le Air Max e gli occhiali da sole scuri. A loro piacciono gli scherzi da scuole medie, le scoregge sonore e fare l’elenco delle proprie conquiste sessuali.
Hipster di destra
Non abbiamo idea del perché questo fenomeno sia così imperante solo a Parigi e non nel resto di Francia, ma la capitale è la patria di un sacco di trentenni che si vestono da hipster, lavorano nei media o per un’agenzia pubblicitaria e passano il tempo a lamentarsi del fatto che i francesi pagano troppe tasse. Diranno ai loro bambini di “avviare un’attività all’estero”, perché “grazie alle tasse, in Francia non c’è futuro finanziario.” Sono persone orribili e tutti li evitano scrupolosamente, persino i tizi della techno. Per qualche ragione, l’unica cosa che amano tanto quanto il neoliberismo è la musica rap di merda.
Burger King
Nel 1997 Burger King ha lasciato la Francia perché non riusciva a competere con McDonald’s o Quick (una catena belga di fast food) e la mancanza di Burger King divenne un altro motivo per cui lamentarsi. Almeno fino all’anno scorso, quando un nuovo Burger King ha aperto a Saint-Lazare e migliaia di persone hanno atteso fino a due ore per degli hamburger, compresi i giornalisti desiderosi di scrivere un pezzo sulla nuova moda. Nessuno dovrebbe mai aspettare due ore per mangiare un hamburger di Angus in una brutta stazione ferroviaria.
Silencio
Questo club è stato progettato da David Lynch, il che è apparentemente sufficiente per convincere la gente a pagare 840 euro di tessera annuale per diventarne membro. Non vale neanche la pena di una visita occasionale.
Indiana Cafés
Questi ristoranti Tex-Mex sono praticamente ovunque, e sono fondamentalmente l’equivalente francese degli Hard Rock Café.
Rive Gauche
Questa zona sulla riva sud della Senna viene chiamata “bohemienne”, “controculturale” e “creativa”, che sono tutti eufemismi per “terribilmente cara.”
Linea 13 della metro
Più di 600.000 persone usano questa linea ogni giorno. A meno che non si tratti di una questione di vita o di morte, non siate uno di loro. È la linea più affollata di Parigi, tutti la odiano e puzza come una discoteca in un radiatore.
Colette
Un “concept store” il cui concetto è quello di vendere felpe troppo costose, giocattoli d’arte e scarpe orrende. Quando è stato derubato di 600.000 euro di prodotti lo scorso marzo, la battuta che girava era che i ladri dovevano essere andati via con tre orologi e una tote bag.
(Foto di Melchior Ferradou Tersen)
CONSIGLI UTILI
Mance
Quando si va al ristorante, le mance sono incluse nel prezzo totale. Le uniche persone che le lasciano sono gli americani—non capiscono che i camerieri francesi non hanno bisogno di inginocchiarsi davanti ai loro clienti per sopravvivere fino alla fine del mese. Naturalmente, se il cameriere o la cameriera sono davvero sexy, si può sempre lasciare qualche euro.
Non c’è bisogno lasciare mance al bar. In taxi, lasciate 10 euro se la tariffa è di 9,90; ma i taxi sono così costosi che potreste proprio evitare di utilizzarli. Prendete l’autobus notturno, come fa ogni ubriaco e ogni parigino povero.
Frasi utili
Buongiorno – Bonjour (Quando si incontra qualcuno che potrebbe essere vostro padre o vostra madre) o salut (Quando si incontra qualcuno con cui potreste uscire / scambiare fluidi corporei)
Prego – De rien (molto semplice) o je t’en prie (quando si tenta di impressionare qualcuno con cui si vuole fare sesso)
Sono di fretta, stronzo! – Je suis pressé, connard!
UNA PLAYLIST YOUTUBE
Ormai saprete in cosa consiste la musica parigina; ci piace solo se ci aiuta a sembrare fichi mentre fissiamo l’orizzonte pensando alla tristezza. Nota: Questo non è un elenco esaustivo o cosa, è proprio quello che mi è venuto in mente mentre stavo lavorando a questa guida a mezzanotte di venerdì.
MAPPA DI VICE
Credo sia tutto.
Scommetto che andrete lo stesso a quel cazzo di Silencio.
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