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La scienza di Zoolander II

È uscito il trailer di Zoolander II. Se non avete visto il primo, guardatelo, parla di una cospirazione mondiale, vi apre gli occhi sul mondo dell’industria tessile, del lavaggio del cervello e del lavoro in outsourcing. L’intento di questo sequel è chiaramente quello di estendere il potere euristico del primo film all’intero universo. Alla sua nascita, addirittura. Conviene analizzarne la grandezza visionaria.

(Se ve lo state chiedendo e non vi siete ancora dati una risposta: certo, la voce robotica in sottofondo è di Steven Hawking. Ormai si è preso bene con il cinema, che credete.)

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In principio era il nulla, il vuoto assoluto. Poi il Big Bang e la nascita del tempo, il caos e la bellezza. Fin qui è tutto conforme alla scienza conosciuta, anche se sul Big Bang non sono proprio tutti d’accordo, pensate ai creazionisti. La bellezza che nasce insieme al tempo è una verità assoluta, alla fine in greco antico cosmo vuol dire ordine e quindi bellezza (i greci erano un po’ fissati, così come Derek Zoolander.)

La bellezza ha creato le galassie. E le galassie hanno creato a loro volta qualcosa di inimmaginabile, la vita, e qualcosa di ancora più incredibile, il cervello umano. Tutto nasce dall’ordine e quindi dalla bellezza. Geniale, no? Armonico, poetico, e allo stesso tempo scientifico.

E dopo miliardi di anni di evoluzione, si arriva alla domanda fondamentale, degna di un cosmo fondato dal e sul Bello: se Dio esiste, perché fa la gente brutta? È un po’ come chiedersi perché esiste il male.

Questa storia dell’universo, insomma, è una storia avvincente, una storia di bellezza. Siamo sicuri che se il giovane Siddartha fosse stato Derek Zoolander si sarebbe posto la stessa domanda.

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