Se l’Internet ci ha insegnato qualcosa è che la gente preferirà sempre lamentarsi che elogiare. Una merda puzza più di quanto profumi una intera piantagione di rose, e se sei popolare su Twitter significa che hai fatto qualcosa di sbagliato. Esempio: Kate Bush non è mai stata popolare nonostante siano trascorsi tre decenni dalle sue prime esibizioni, ma Lauryn Hill purtroppo lo è tuttora. Una settimana fa l’ex cantante dei Fugees si è esibita in diversi spettacoli consecutivi a Brixton suscitando l’ira di quasi tutto il pubblico in sala. “La data di stasera di #LaurynHill è stata una delle esperienze più confuse della mia vita,” si legge dal tweet di uno spettatore, e ancora un altro. “#laurynhill a #brixton è stata un’esperienza a dir poco frustrante. La sua voce è ancora magnifica ma lei è riuscita ad uccidere ogni entusiasmo. Da evitare.“
È comprensibile che Lauryn Hill non legga affatto le recensioni dei suoi live. In questo momento sarà giunta al fondo alla lista di cose da fare, dopo il recente soggiorno in carcere, le ricorrenti ispezioni del fisco e i contratti discografici poco chiari. Sono stati sicuramente annii movimentati per lei, nonostante il suo pubblico sembri dimenticarlo, la Hill è stata per anni oggetto di orrende recensioni, tutte indicanti le stesse colpe e difetti: un suono pessimo, tempi tutti sbagliati e una tendenza persistente a maciullare le proprie canzoni fino a farle sembrare tutte uguali. Come nella perdita di qualsiasi altra cosa a noi cara, possiamo genericamente far combaciare la risposta a questo tracollo della Hill con la sensazione di perdita descritta per la prima volta dalla Kübler-Ross, meglio conosciuta come “le cinque fasi dell’elaborazione del cordoglio”. Tenendo a mente questa definizione, eccovi le cinque fasi dell’elaborazione del cordoglio di chi si reca ad una data di Lauryn Hill.
Videos by VICE
NEGAZIONE
Avete perso il vostro primo cucciolo (uno che, abbastanza ironicamente, vi avevano comprato in primo luogo per sopperire a una perdita). Se chiudete gli occhi riuscite a figurarvi il tanto amato pesciolino rosso che nuota spensierato nella propria boccia, e magari a volte sperate che ritorni dal paradiso dei pesciolini rossi/scarico del cesso. Questo è il primo stadio cosiddetto della “negazione”, ove “l’individuo cerca di escludere la realtà o portata della sua situazione” e “comincia così a costruirsi una falsa ma preferibile realtà.”
È esattamente quanto capitato ai fan di Lauryn Hill nel 2011: la Hill ha acquisito con il tempo una pessima reputazione dal vivo, avendo suonato live solo sporadicamente dalla reunion dei Fugees e dal successivo ri-scioglimento di metà anni Duemila. Ad ogni modo, una serie di singoli in grande stile e la promessa di suonare per intero il suo classicone The Miseducation Of Lauryn Hill avevano allontanato per un attimo i numerosi scetticismi.
“Sono le 2 meno un quarto del mattino, ed è come se nell’aria si potesse percepire che abbiamo evitato un disastro” si legge da una recensione di uno spettacolo a New York. “Lo show sarebbe potuto incominciare molto più tardi, bypassando l’intimità per rivelarsi come incredibilmente rumoroso e dolorosamente incoerente, ma invece dell’immensa frustrazione per l’attesa passata, il ricordo dominante è la gioia provocata da ‘Fu-Gee-La’, è Lauryn che raggiante si gode se stessa in una maniera che non si vedeva da tempo. Ascoltarla è impegnativo, ma il risultato ti ripaga di ogni sforzo.“
In queste righe il recensore tenta ripetutamente di convincere il lettore (e anche se stesso) che non va poi così male. Fate caso soltanto al linguaggio: gli aspetti negativi vengono presentati come quasi-negativi: “abbiamo evitato un disastro“, “sarebbe potuto incominciare molto più tardi”, “Lauryn che raggiante si gode sé stessa“, “ascoltarla è impegnativo“. È un classico modo di limitare i danni, oltre che una lezione su come mentirsi da soli.
RABBIA
Il sentimento di negazione non dura per sempre: quando il dolore passa allo stadio successivo, lo fa con potenza inaudita. Affrontiamo ora “gli inappropriati sentimenti di rabbia e invidia“, che vedono la “persona in questione arrabbiarsi con se stessa, o con altri, o con un potere superiore e coloro vicini ad esso.” Questo è il preciso stadio di dolore che spinge le persone a twittare all’impazzata, digitandosi fuori la bile dal fegato, con odio, incolpando fantomatici fonici (nonostante non abbiano la minima nozione di ingegneria del suono) che non fanno bene il proprio lavoro. Questa particolare risposta fu denotata nel 2011 quando un blogger in particolare dichiarò “PEGGIOR. CONCERTO. EVER. Mi è bastato ascoltare metà della prima canzone per capirne il motivo, ero semplicemente costernato dal particolare ‘remix’ che stavano facendo sul palco,” si lamentava il blogger. “Molti nel pubblico, inclusi me e il mio amico, hanno risposto a questa nuova sonorità con sguardi sconvolti e talvolta risate nervose.”
COMPROMESSO
Chiunque sia stato offeso nell’animo, tipo quando un amico ti limona sotto gli occhi la tipa di cui sei innamorato o il tuo artista preferito ti fa spendere immeritatamente un sacco di soldi sudati con fatica, sa bene che la rabbia è seguita da un elemento di compromesso, è la classica “speranza che l’individuo possa annullare o evitare una causa di sofferenza.” Fondamentalmente, si tratta di un “per favore, non farlo più!” Esempio: dopo la tristezza provata in passato, nel 2012 il Guardian decise di essere più comprensivo “Questa sera la Hill è in ritardo di una semplice ora e mezza, non di tre implausibii ore come in passato” cominciava la recensione, con il tono di un uomo distrutto che si attacca disperatamente alla cannuccia di un cocktail. “Durante lo spettacolo, l’irrequieta Hill ha distorto in nuove forme il proprio repertorio, a tratti abbandonando interamente la struttura del brano in favore di improvvisazioni repentine, vocali allungate e dagli arrangiamenti completamente alterati con chitarre distorte. Tutto ciò è encomiabilmente l’opposto di un concerto nostalgico.“
Come per la negazione, questo stadio vede l’afflitto provare a immaginare la situazione sotto una luce diversa. Ovvero l’idea che, magari, se riusciamo a illuderci di vedere come roba artisticamente valida i suoi tic e la sua ossessione di stravolgere tutto, allora magari lei la pianterà. La più classica delle psicologie inverse.
DEPRESSIONE
Lo stadio successivo è quello ben conosciuto da coloro che spendono più di cinquanta sterline per un concerto e si ritrovano con Lauryn Hill messa così. Ecco cosa realmente è la depressione: “Purtroppo non ero al concerto di Kate Bush al teatro Hammersmith Apollo,” scrive il Telegraph del concerto di sabato a Brixton “Ero a sentire Lauryn Hill alla Brixton Academy.” Ahia.
ACCETTAZIONE
E ora il nostro ciclo si chiude con l’accettazione, che dovrebbe essere ciò a cui siamo giunti oggi. La vita è piena di elementi inevitabili e lo stadio finale della sofferenza è accettare tutto questo, proprio come la certezza della morte: è ormai divenuto prevedibile che a Lauryn Hill piaccia essere vista un po’ come un troll e ciò oramai non può cambiare, mentre tu, caro lettore, puoi ancora farlo. Non succeda più che chi si reca a una data della Hill sostenga di non essere stato avvertito su cosa lo aspetta. Ci sono una vagonata di cose che un performer può fare per andare d’accordo con il suo pubblico pagante, ma non in questo modo: un artista non dovrebbe mai cercare di assecondare i suoi fan e uniformarsi ad una formula ben oliata e testata, anzi fa parte dell’essere fan il decidere se partecipare o meno ad un concerto. Non avete più scuse.
Altro
da VICE
-

Robin Williams (Photo by Sonia Moskowitz/Images/Getty Images) -

(Photo by Jim WATSON / AFP via Getty Images) -

Seinfeld (Photo by FILES/AFP via Getty Images)
