Poco più di due mesi fa, quando era ancora 2013 e Lei debuttava in Europa con una première al Festival di Roma, Scarlett Johansson vinceva un premio come migliore attrice. Che non è una notizia sconvolgente di per sé—Scarlett Johansson nella sua carriera ha vinto qualche premio, come per esempio un BAFTA e il premio per il Miglior Combattimento agli MTV Movie Awards. La particolarità del premio è che, nel film, Scarlett Johansson interpreta la voce di un sistema operativo. Di cui Joaquin Phoenix si innamora.
Benché l’attrice non sia stata nominata all’Oscar per il suo ruolo (il voice acting, come la recitazione in motion capture, è una categoria troppo poco convenzionale), il suo premio a Roma è un riconoscimento praticamente senza precedenti, al di fuori delle cerimonie dedicate a celebrare l’intera carriera dei doppiatori e in cui generalmente viene nominato Seth MacFarlane.
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È chiaro, quindi, che quando si arriva in Italia, dove i film vengono doppiati, si crea una voragine di aspettativa per cui a qualcuno, a un certo punto, toccherà il compito di doppiare la voce di un’attrice che è stata definita “sensuale” dai tabloid più volte di quante non sia caduta sul marciapiedi. Un’attrice che ha vinto il premio per avere interpretato “la voce” in un film.
In questo caso, la scelta è voluta ricadere su una voce che offrisse un’interpretazione della voce della Johansson, piuttosto che sulla voce di un doppiatore. Perciò si è deciso di rivolgersi a un’attrice, nella fattispecie a Micaela Ramazzotti.
Innanzitutto, il trailer italiano di Lei è uscito ieri, potete vederlo qui sotto e giudicare per voi stessi, tenendo bene in conto che la voce maschile del sistema operativo suona proprio come quella di un doppiatore e Joaquin Phoenix somiglia a tutti i designer milanesi.
In secondo luogo, il doppiaggio italiano esiste. Prendiamone atto, facciamocene una ragione, e impariamo a distinguere tra i doppiaggi fatti in fretta e furia eliminando ogni rumore di fondo e i doppiaggi ragionati, quelli che a volte vengono addirittura apprezzati più dell’originale. Ne avevamo ha già parlato su VICE con un’intervista a Carlo Valli, la voce italiana di Robin Williams. La versione che l’attrice italiana porta sullo schermo non è troppo distante da quella di Black Widow—è roca, ha una vaga inflessione, è accogliente. Insomma, all’apparenza suona fallibile e (perdonami, dio degli aggettivi predicativi) civettuola, che in linea generale è l’effetto desiderato sul protagonista del film.
Resta da vedere il lavoro compiuto in tutto Lei, in uscita il 13 marzo. D’altra parte, se Scarlett Johansson avesse il mare sarebbe una piccola Micaela Ramazzotti.
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