L’odio su internet fa vendere costumi

Un paio di giorni fa la Parah, azienda produttrice di intimo, costumi e pigiami, è salita agli onori della cronaca per aver utilizzato la Minetti come modella durante la propria sfilata nella Settimana della Moda milanese.  

I social-genius dell’azienda lombarda sono pienamente riusciti nel loro intento, ovvero far parlare del marchio e renderlo ufficialmente il brand più odiato dagli italiani nel 2012. Presto però dovremo verificare quale sarà l’impatto di questa fantastica mossa su un altro reparto piuttosto importante per un’azienda che vende costumi, ovvero la vendita di costumi. Forse, mentre progettava la trovata, il reparto marketing pensava di lavorare per un’azienda produttrice di insulti via facebook, e non di corsetteria.

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Quelli che vedete qui sotto sono solo un paio di esempi tratti dalle svariate migliaia di commenti lasciati tra ieri oggi sulla pagina facebook dell’azienda:

Probabilmente passerà parecchio tempo prima che qualcuno vada di proposito a comprarsi un costume Parah. O forse siamo noi che stiamo indietro anni luce rispetto a questi visionari del marketing, a questi Leonida della comunicazione online, che prima degli altri hanno capito che quando qualcuno lascia un commento sulla tua pagina vuol dire che sicuramente comprerà un tuo prodotto, anche se il commenta recita: Non comprerò MAI PIU’ un vostro articolo!!!!!! VERGOGNA

Mente scriviamo questo articolo  i messaggi di odio e le minacce la popolarità del marchio continua a crescere, e a questo punto tutti si stanno chiedendo quale sarà la prossima mossa della Parah, quali testimonial proverà a mettere in campo per continuare a cavalcare questa hate-wave e portare a termine la sua opera di autodistruzione. Ecco alcune ipotesi: 


RENATA POLVERINI 

OK, questa scelta è ovvia. È lei la star del momento, Mrs. Trending Topic. Certo, non avrà l’appeal da mignottone d’alto bordo della sua collega, ma sono certo che la stragrande maggioranza degli italiani troverebbe più offensivo vedere sfilare in costume una cinquantenne mezza flaccida che, non so, farsi rubare sotto il naso milioni di euro spesi per organizzare feste con gente in toga mascherata da maiale. Aspettate un attimo: con Renata questo problema non si pone! Potrete avere entrambe le cose allo stesso tempo! 

FATTORE ODIO: 8/10

SARA TOMMASI

Sono convinto che fino all’ultimo quelli della Parah fossero indecisi tra lei e la Minetti, preferendo la seconda per il fatto che la Tommasi, probabilmente, avrebbe  sfilato con la figa di fuori, senza “valorizzare” a dovere il prodotto. A pensarci bene, la Tommasi è messa così male che molti vedrebbero un’operazione del genere come una sorta di opera caritatevole. Un fraintendimento da evitare.

FATTORE ODIO: 4/10 

KATE MIDDLETON (SENZA PEZZO DI SOPRA)

Anche in questo caso, come in quello di Sara Tommasi, il costume verrebbe valorizzato solo a metà, ma vogliamo considerare il potenziale numero di hater raggiungibile? Una cosa è essere il brand più odiato d’Italia, ma ricevere commenti e insulti da ogni parte del mondo porterebbe tutto al next level. A questo si aggiungerebbe lo sdegno ufficiale dei Reali inglesi, e sono davvero pochi i brand che possono vantare risultati del genere. Probabilmente l’opzione che funzionerebbe di più, ma anche il testimonial più difficile da raggiungere. Il sogno proibito di ogni PR masochista. 

FATTORE ODIO: 7/10 

ALESSANDRO SALLUSTI

Odiato dai più a causa di un leccaculismo che rasenta il fanatismo psicotico, Sallusti ora rischia di finire male. Nel caso in cui le cose dovessero davvero precipitare, la Parah potrebbe dare un’ulteriore dimostrazione del suo cattivo gusto utilizzando Sallusti come testimonial per rilanciare i suoi pigiami maschili: un modello classico nel caso degli arresti domiciliari, o questo motivo a righe nel caso di permanenza in carcere. In entrambi i casi, una hit assicurata. 

FATTORE ODIO: 6/10 

AMANDA KNOX 

Poche ragazze riescono a incarnare quella sottile linea tra purezza e perversione sessuale/omicida come Foxy Knoxy. Ma non è questo il punto: scegliere Amanda non solo non mancherebbe di attirare ondate di odio a livello globale, ma rischierebbe di far scoppiare un caso diplomatico tra due nazioni, USA e UK, storicamente alleate. Provate a immaginare la pubblicità: Stati Uniti e Regno Unito sull’orlo della crisi diplomatica, magari di una potenziale guerra, e tutto grazie ai costumi Parah. Questo sì che si chiama pensare in grande. Prendete appunti, aspiranti social media strategist. 

FATTORE ODIO: 9/10 

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