Mister lonely – Harmony Korine

Cinque anni fa Harmony Korine ha girato un documentario su David Blaine e poi è scomparso dalla faccia della terra. Ogni tanto faceva delle comparsate per girare uno spot pubblicitario o un video musicale, ma per la maggior parte del tempo è rimasto rintanato da qualche parte a Parigi abbuffandosi di McDonald’s o di eroina, a seconda delle versioni. Poi, dal nulla, è tornato e ha cominciato a girare Mister Lonely, un film agrodolce che racconta la storia di un sosia di Michael Jackson che finisce in una comune per sosia di celebrità. L’abbiamo incontrato per cercare di capire cosa lo ha spinto a sparire per un po’ e come mai ha deciso di tornare.

Vice: Dove sei stato tutto questo tempo?
Harmony Korine: Beh, diciamo che ho sentito il bisogno di staccare da un sacco di cose. Non riuscivo bene a capire cosa mi stava succedendo, ed ero piuttosto scontento della situazione in cui mi trovavo. Più che altro ho voluto provare a reimpostare la mia vita separandomi dal contesto al quale appartenevo. Così ho passato un paio di anni a fare il bagnino e ho anche fatto l’aiuto-muratore. L’ultima cosa che mi interessava era girare un altro film. Mi sentivo come se avessi già tirato fuori tutto quello che avevo, come se non avessi più nient’altro da dire.

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Come hai superato questo malessere?
Sono entrato a far parte di un gruppo, che si può definire quasi un culto, i cui appartenenti sono chiamati Malingerers, che ho conosciuto mentre mi trovavo a Panama. Praticamente erano tutti dei pescatori. C’erano settanta uomini e più o meno una dozzina di mogli ed erano tutti alla ricerca di questo pesce chiamato appunto Malingerer, che è una specie di carpa dorata con tre puntini sulle branchie. Nessun pesce del genere era stato fotografato dall’inizio del secolo scorso. Ho pensato “Wow,” rendo l’idea? Mi sembrava un sogno. Così ho passato sei mesi con loro a nuotare e pescare.

Ne hai mai trovato uno?
Beh, ad un certo punto ho sentito dire che un uomo d’affari giapponese offriva una grossa ricompensa—quasi un milione di dollari—per un Malingerer, notizia che mi è arrivata come una coltellata in piena schiena. Così ho cominciato a discuterne con Hector, uno dei leader del gruppo, che ha finito per ammettere che quella era la vera ragione per cui lo cercavano. Poi, mentre stavo facendo i bagagli per partire, sono stato avvicinato da una delle mogli dei pescatori con cui ero entrato in confidenza, che era solita passeggiare con un guinzaglio a cui legava il suo cane invisibile. Mi ha chiesto in che cosa credevo. Le ho risposto che non ne ero sicuro. Poi mi ha dato il suo guinzaglio, che ho portato con me a Nashville.

Poi cos’è successo?
Vivevo nello scantinato di un mio amico e ho appeso il guinzaglio al muro. Dopo più o meno due settimane, lo giuro, una notte ho sentito abbaiare. Poco dopo questo episodio ho cominciato a sognare suore che viaggiavano in aereo, suore che andavano in bicicletta sulle nuvole, e tutto ha iniziato a mescolarsi. Ho capito che era giunto il momento per ricominciare a girare film.

Diresti che è stata un’esperienza catartica?
Sicuramente mi ha ispirato molto. Non avrei mai voluto sparire per tutti questi anni e poi tornare con qualcosa che era semplicemente…tetro. Sono tornato con l’intenzione di fare qualcosa che contenesse più speranza, o che potesse comunicare una sensazione di bellezza, della magia che è collegata a certe cose, magia che prima non avevo mai colto.

Come mai hai deciso di chiedere a Jason Spaceman di comporre la colonna sonora per Mister Lonely?
Non lo so mica. Credo sia perché la sua musica mi ha aiutato ad uscire da certe cose.

È divertente perché Samantha Morton (che nel film fa la parte di una sosia di Marilyn Monroe) ha appena dichiarato in un’intervista che nel 2006 è quasi morta d’infarto ed è stata assistita nella guarigione proprio da Jason Pierce.Cos’è, il vostro guru della salute?
Hahahahaha. Se tu avessi incontrato Jason troveresti il tutto ancora più assurdo! Magari è soltanto un parafulmine per malattie e deformità. Hahahahaha.

Come sei finito a Panama?
Dodici anni fa mio padre [il regista di documentari Sol Korine] ha cominciato a lavorare su un progetto a Bocas del Toro, che si trova a ridosso dell’oceano ed è interamente circondata dalla giungla. Quando mio padre e i suoi soci ci sono arrivati era immersa nella giungla, non c’era neanche una strada. Così hanno passato un sacco di tempo, un paio d’anni, a cercare di costruire qualcosa. Sono riusciti a costruire un’abitazione alimentata ad energia solare proprio nel mezzo della giungla.

Ti piace Panama? Io ci sono nato.
L’adoro. Vorrei viverci per sei mesi l’anno. Forse è il mio posto preferito al mondo. Conosci Casco Viejo? E’ come il quartiere francese di New Orleans. I colori e le forme sono davvero fantastiche e tutto è abbastanza strano e piccolo e a volte spaventoso. Le periferie sono senza senso. Vorrei girarci dei film. E le donne panamensi sono… [lunga pausa]

Senza senso.
Sei mai andato in uno strip club?

No.
Io e mia moglie siamo entrati in questo strip club e c’erano tipo 70 ragazze per cinque ragazzi. Le ragazze panamensi, se hai una passione per i sederi… Hanno i sederi più belli al mondo. Citami pure.


Ehi, mi ricordo di aver sentito dire che anni fa, quando ti è andata a fuoco la casa, hai perso l’intera sceneggiatura di un film. E’ vero che hai pagato delle persone della NASA per recuperare l’hard-drive del tuo portatile che si era sciolto completamente?

Mi è costato quasi 15,000 dollari, e tutto quello che sono riuscito a recuperare è una singola frase che diceva: “The speech is pointless; the finger is speechless.” Ecco cosa ho recuperato. Credo sia la frase più costosa della storia.

Cos’altro stai facendo ultimamente?
Mi sono sposato e ho una casa. Ho scritto un altro film. E poi ho girato questo documentario su una donna di Haiti chiamata Sister
Sherlock. E’ una ballerina di tip-tap che vive a Baton Rouge e fa una sorta di tip-tap che io ho chiamato “voodoo tap-dance.” Praticamente ha inventato una serie di movimenti che, se li osservi, dovrebbero farti entrare in
trance. Così ho passato un po’ di tempo con questa donna e il risultato non è un film, ma è qualcosa di bello da mostrare al mondo.

Mentre giravi ti sei comprato delle scarpe da tip-tap?
Sì, l’ho fatto davvero. Sono di sopra in camera mia.

Splendido.
Mi piace ballare il tip-tap con le scarpe slacciate. Ci guadagni in libertà di movimento.

Le indossi per uscire?
No. Non vorrei mai rovinarle, checcazzo.

Mister Lonely è appena uscito in Italia.

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