Ieri era il 20° anniversario della caduta del Muro di Berlino, un giorno che dovrebbe essere celebrato indossando stupidi berretti, bevendo Coca Cola e Budweiser, sgranocchiando roba di McDonald’s e banane (ci credete che non passavano neanche le banane, ad est del muro?) e guardandosi dei porno cantando a pieni polmoni Heroes di Bowie. Ma questa giornata che celebra la liberazione dalla precedente DDR è un giorno di dolore per Eija-Riitta Berliner-Mauer, la sconosciuta moglie svedese del Muro di Berlino (se non avete ancora letto nulla in proposito, è tutto vero, e il suo orientamento sessuale si chiama “objection-sexuality”, che significa l’attrazione emotiva e sessuale per oggetti come muri, staccionate, ponti, e via così). Sì, ci siamo letti tutte le storie su di lei, ma siamo comunque curiosi di sapere com’è di persona. Ancora meglio, abbiamo ricevuto una storia in fotografie dal titolo A Concrete Love Story, pubblicata da tre giovani norvegesi. Che hanno ovviamente trascorso del tempo con lei, e per questo li abbiamo chiamati.
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VICE: Heilà, grazie per averci spedito le immagini di Eija-Riitta Berliner-Mauer. Lei è comparsa su tutti i media in giro per il mondo: era scocciata delle gente che la infastidiva, o le faceva piacere tanta attenzione?
Brian Cliff Olguin: Non è che avevamo intenti mediatici, ma a dire il vero era un progetto per la scuola dal tema “emarginazione”. Kyrre, Marcus e io studiamo fotogiornalismo a Højskolen i Oslo e lei era il soggetto perfetto, anche se avevamo paura che sarebbe stata mentalmente instabile. Si rivelò invece veramente gentile e ci invitò il giorno stesso, visto che il giorno seguente doveva portare il gatto dal veterinaio. Il gatto morì tragicamente il giorno successivo, quindi fummo fortunati a riuscire a vederla prima, perché poi fu veramente triste e sconsolata.
Com’era la sua casa?
Vive in una enorme casa rossa in un posto chiamato Liden, in mezzo al nulla a un’ora da Sundsvall, Svezia del nord. Quando siamo arrivati lì abbiamo trovato un sacco di ragazzini che la andavano a visitare per dei progetti scolastici. Lei ha una specie di museo, al pianoterra, pieno di modellini di ponti, staccionate, muri, trenini e chissà cos’altro, tutti oggetto della sua passione.
Quindi mette in mostra il suo materiale pornografico per gli scolaretti che la vanno a trovare?
Uhm, l’hai detto tu, non io! Ha costruito tutto lei, nel museo. Tutti, nei dintorni, sapevano chi era, e probabilmente è un museo molto famoso.
Oh, cavolo. Qual è l’attrazione principale?
Oltre ai modellini del muro, direi l’enorme ghigliottina al centro del museo. Quando ce l’ha mostrata si è riferita a lei come “bollente”.
Ah sì, sul suo sito scrive di come le persone con la “objection-sexuality” trovino sexy gli oggetti che possono uccidere. Ti sei mi sentito strano a passeggiare là dentro?
No, non è stato tanto strano, e lei era davvero gentile. Anche se aveva un recinto in camera sua, vicino al letto. Diciamo che abbiamo evitato accuratamente di toccarlo, visto che sembrava essere il suo amante.
Quindi lei fa sesso con gli oggetti?
Glielo abbiamo chiesto, e lei ha risposto: “È una cosa privata, ma non è diversa da una qualsiasi altra relazione”. Quindi vuol dire che lo fa. Non ha rivelato sentimenti particolari per il recinto in camera sua, ma aveva una cotta evidente per il recinto che stava fuori.
Ma così tradisce il muro!
Beh, è una rapporto a distanza, quindi si concede degli oggetti che le stiano vicini come amanti. Ci ha detto: “alcuni esseri umani hanno anche loro degli amanti”. Ma il muro è il suo grande amore. Ha paura a viaggiare, e questo è il motivo per cui lei e suo marito si sono visti solo due volte.
Quindi come funziona, cammina fissando gli steccati e si eccita per, diciamo, uno scaffale del supermercato?
Ci ha detto che per lei sono molto più attraenti gli oggetti dalle linee sottili e verticali, come un recinto o una parete, e per questo trova molto più sexy il Muro di Berlino, piuttosto che la Grande Muraglia Cinese: perché è più sottile. Ovviamente ha un certo gusto, o un “tipo”, o come lo vuoi chiamare.
Haha, la Muraglia Cinese è troppo grassa per lei?
Sì, è molto convinta di ciò che le piace o meno.
Le hai parlato giusto ieri: come si sentiva per questo 20° anniversario della caduta del Muro di Berlino?
Dice che il 9 novembre 1989 è stato il giorno più terribile di tutta la sua vita: suo marito era stato ferito. È stato l’anno in cui suo marito è andato in pensione. Non abbiamo voluto chiederle altro, si vedeva che stava per scoppiare in lacrime.
Ma non è almeno contenta per le persone che vivevano nella vecchia DDR?
Per lei non c’entra la politica. Ha anche detto: “Quello che penso delle celebrazioni del 9 novembre non lo si può pubblicare. Io non celebro le tragedie”. È stato un giorno davvero orribile, e non le piace che altre persone oltre a lei posseggano un pezzo di suo marito. Kyrre ne aveva uno, e lei gli ha puntato addosso il dito.
Il matrimonio: è genuino o è solo simbolico?
Sembra che un giovane tedesco che condivide la stessa passione per gli oggetti abbia risposto per il muro. Lei ha anche scritto delle poesie per lui, sulle sue pareti. Forse potete finire l’articolo con una di quelle?
The Berlin Wall, you gave me a meaning
The Berlin Wall, you gave me a meaning in life.
You, my dear, have made me so happy.
My dear Berlin Wall, you make me crazy of love for You!
All I want is to be close to you.
The Berlin Wall, you are so magnificent, you are so sexy.
I enjoy every moment I’m together with you.
The Berlin Wall, you mean ALL to me!
Scritta da Eija-Riitta Berliner-Mauer nel 1977.
Immagini di Markus Aarstad, Kyrre Lien, e Brian Cliff Olguin
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