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Questa simulazione della NASA sottolinea l’importanza della ricerca climatica

Mentre il Presidente-eletto Donald Trump annuncia le proprie scelte per il suo Gabinetto, è ormai sempre più chiaro che la sua amministrazione sarà profondamente influenzata dal supporto per i combustibili fossili e per alcuni soggetti apertamente negazionisti nei confronti del cambiamento climatico. Per tenere fede a questa tendenza, Robert Walker, il senior space advisor di Trump, ha proposto di modificare il focus delle ricerche NASA, suggerendo di non curarsi più della scienza terrestre e del cambiamento climatico, che ha definito “operazioni di monitoraggio ambientale politicamente corrette” durante un’intervista con il The GuardianThe Guardian.

Questa simulazione recentemente pubblicata dalla NASA mostra il ciclo atmosferico globale della CO2 e offre uno spunto di discussione piuttosto forte per fermare il desiderio dell’amministrazione Trump di marginalizzare la ricerca per il cambiamento climatico.

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Video: NASA’s Goddard Space Flight Center/Kathryn Mersmann & Matthew Radcliff

La visualizzazione mostra il ricircolo atmosferico della CO2 nel mondo nell’arco di un anno con un livello di dettaglio mai visto prima—Dal 1 settembre 2014 fino al 31 agosto 2015. La scelta di rappresentare la superficie della Terra come la proiezione appiattita di una mappa rende l’insieme allo scenario che si trova all’interno di una di quelle palle con la neve dentro, solo che gli allegri fiocchi di neve in realtà sono emissioni di gas serra tossici.

La simulazione è basata su delle osservazioni ad alta risoluzioni ottenute dal satellite Orbiting Carbon Observatory-2 (OCO-2) della NASA, lanciato nel luglio 2014. L’OCO-2 invia circa 100.000 rilevazioni del CO2 al giorno, una mole enorme di informazioni che viene poi processata attraverso il cluster di supercomputer Discovery al NASA/Goddard Center for Climate Simulations. Nata dalla forza logica dell’insieme di diverse squadre NASA, il video rivela dei retroscena fondamentale circa il “flusso del carbonio”, o il corso del carbonio lungo la terra, il mare e e l’aria.

“Non possiamo misurare ad alta risoluzione l’intero flusso lungo tutto il pianeta,” ha spiegato il membro di OCO-2 Lesley Ott, uno scienziato del ciclo del carbonio del NASA Goddard, in una dichiarazione. “Stiamo cercando di costruire gli strumenti necessari per fornire un’immagine accurata di ciò che sta succedendo nell’atmosfera e tradurre ciò in un’immagine precisa di ciò che sta succedendo nel flusso del carbonio. C’è ancora molto lavoro da fare, ma questa visualizzazione è un passo molto importante nella catena di scoperte circa il diossido di carbonio.”

In altre parole, la NASA ha cominciato a lavorare ai più sofisticati strumenti di osservazione climatica del mondo, ed è sull’orlo di introdurre dei dispositivi ancora più precisi, incluso il Joint Polar Satellite System (JPSS), il cui lancio è programmato per il 2017.

Tagliare i fondi della NASA dedicata alle scienze terrestri e al cambiamento climatico non causerà soltanto una perdita dell’impeto acquisito dall’agenzia governativa, che rischia di perdere il suo ruolo di leader mondiale, ma causerà anche una perdità inconcepibile di dati circa la complessità del ciclo del carbonio e il suo impatto sul cambiamento climatico. La posta in gioco è davvero molto alta, ed è importante cercare di capire se la salute del nostro pianeta sia un argomento la cui veridicità possa essere tacciata da accuse di “politicamente corretto.”

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