Tutti i modi in cui gli uomini nascondono la loro ansia

In tutto il mondo, una donna ha il doppio delle probabilità di un uomo di soffrire d’ansia. Questo, almeno, stando ai dati ufficiali.

Ma l’ansia non è una cosa oggettiva, una malattia che si può diagnosticare osservandola al microscopio in un laboratorio. Per ottenere questa statistica allora i ricercatori si sono basati sull’autodiagnosi: sulle persone che si presentano da un medico o da uno psicologo e ammettono, “Sì, soffro d’ansia.”

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E le cose che ti spingono a farlo—ad andare da un medico, ad ammettere di avere l’ansia e persino a prendere coscienza che le tue paure e le tue insicurezze siano una forma d’ansia—dipendono da una serie di fattori sociali, dai ruoli di genere, da cosa vuol dire essere una donna o un uomo nella società. Personalmente, in quanto psicologa clinica e specialista in disturbi d’ansia, scommetto che questa grande differenza tra il numero di donne e il numero di uomini che soffrono d’ansia esiste solo nei dati ufficiali.

Dunque, perché la maggioranza degli uomini con l’ansia passano inosservati? Mentre la scienza sta ancora indagando sulle differenze biologiche dell’ansia tra uomini e donne, io penso che questa differenza stia tutta nel modo in cui l’ansia si manifesta.

Può presentarsi in modo classico, ovviamente: come preoccupazione e agitazione. Ma può anche presentarsi in modi diversi. È una questione scivolosa: quando provi a definirla, riemerge sotto un’altra forma.

E anche se non esistono forme specifiche di “ansia maschile” e di “ansia femminile,” cosa succede in una società dove, per gli uomini, avere paura è motivo di vergogna? In cui ai ragazzi viene insegnato a non dare a vedere quando sono nervosi o preoccupati? In cui è accettabile mostrare rabbia ma non paura? Succede che ci sono alcuni segnali comuni con cui gli uomini manifestano la loro ansia. Ecco quali.

ABUSO DI ALCOLICI

Mentre le donne tendono a rivolgersi alle amiche quando sono preoccupate, gli uomini tendono a rivolgersi all’alcol. È vero che l’alcol “agisce” sull’ansia. Per esempio uno studio ha scoperto che per ogni drink che si beve l’ansia sociale diminuisce del quattro percento. Ma sul lungo periodo, l’alcol consente agli uomini di evitare le loro ansie invece che affrontarle, il che non fa che peggiorare le cose. È come provare a tenere un pallone sott’acqua: funziona per un po’, ma alla fine il pallone tornerà sempre a galla.

RABBIA

Chiunque sa che di fronte allo stress i modi comuni di reagire sono due: fuggire o, appunto, reagire. “Fuggire” è il comportamento standard che ci viene in mente quando pensiamo all’ansia: mettersi in disparte, chiudersi in bagno, uscire di casa per andare da qualunque parte, ma non dove siamo. “Reagire” è un altro discorso. Quando gli uomini si sentono minacciati tendono a reagire, per cui l’ansia può causare scoppi di rabbia, come delle esplosioni che nascono per il lento accumularsi di frustrazioni.

IRRITABILITÀ

“Nervoso”, “preso male”, “schizzato”: qualsiasi parola si scelga di usare ci si sta riferendo all’irritabilità, uno dei marcatori meno conosciuti dell’ansia. Quando hai i nervi scoperti è inevitabile che lo schiamazzo dei tuoi colleghi in ufficio o il suono dei clacson degli altri guidatori mentre sei in auto ti facciano uscire di testa.

DEPRESSIONE

Nella clinica specializzata in ansia in cui lavoro mi capita spesso di vedere uomini che sono caduti in depressione a causa delle loro preoccupazioni. L’ansia li porta a escogitare metodi per evitarle, e questo a sua volta li porta alla depressione. Per esempio gli uomini che soffrono di attacchi di panico tendono a evitare attività che possono affaticarli, come andare in palestra. Quelli che temono il giudizio altrui tendono a evitare di frequentare altre persone o rifiutano gli inviti a uscire con gli amici. Gli uomini cercano di controllare l’ansia diventando più ‘rigidi’ con se stessi, ma vivere costantemente secondo la massima “se vuoi che una cosa sia fatta bene devi fartela da solo” lascia poco spazio per godersi la vita. Col tempo, la vita perde i suoi piaceri. E dato che si sentono incapaci di sconfiggere l’ansia e pensano che le cose non miglioreranno mai arrivano alla disperazione e alla depressione.

Detto questo, il modo in cui l’ansia si manifesta può essere diverso negli uomini e nelle donne, ma l’ansia in sé rimane quella. Sia per gli uomini che per le donne ha le stesse caratteristiche: è vaga, tende a farci ingigantire rischi e minacce e ci dice che faremo schifo in qualsiasi cosa faremo nella vita. Ma c’è un’altra cosa che vale per tutti: il fatto che l’ansia si può curare. Non importa come si manifesta la vostra: cercate di farlo. Non lasciate che vi rovini la vita.

Ellen Hendriksen è psicologa clinica al Center for Anxiety and Related Disorders (CARD) della Boston University e creatrice del podcast Savvy Psychologist.

Questo articolo è apparso originariamente su Tonic

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