I Dylan God sono un duo elettronico originario della Valdossola e composto da due fratelli (Andrea e Alberto Serra), cosa che a me personalmente manda ai matti (e provoca un casino di invidia) per motivi che approfondiremo in seguito. Hanno iniziato a darsi da fare un paio d’anni fa, quando avevano temporaneamente spostato la base a Londra, impegnandosi dapprima in una chill-electro molto liquida, per diventare via via più quadrati e muscolosi e buttanrsi poi definitivamente su un suono techno bello tirato, che ha preso forma soprattutto nell’ultimo EP Test. Essendo ovviamente loro gli autori del Noisey Mix in carica, ho deciso di fargli qualche domanda per fugare un po’ di mie curiosità.
VICE: Vorrei partire dall’ultimo remix che avete fatto, quello per i Vanity.… Oltre a essere molto distante dall’originale (il che non è necessariamente un male o un bene), è molto più cupo e profondo delle vostre produzioni passate. Come mai?
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Andrea Serra: Si è decisamente più freddo e industrial rispetto alle cose che abbiamo fatto nei primi due EP, abbiamo cambiato un po il tiro rispetto alle prime produzioni dopo esser stati qualche anno fa Berlino. Prima producevamo cose più melodiche e con ritmi più spezzati, ma maturando e assistendo all’evoluzione della “scena” elettronica in generale non ci sentivamo più di fare le stesse cose.
Nel senso che volevate seguire il trend?
No io direi proprio l’opposto, in Italia qualche anno fa nessuno si cagava la techno anzi c’era ancora un residuo di ondata indie-rock e si incominciavano appena a sentire in giro le cose che noi ascoltavamo normalmente. Invece la scena techno a Berlino era viva e in piena evoluzione, era uscito da poco Feed Forward dei Sandwell District che in un certo senso è stato un disco rivoluzionario, almeno per quanto mi riguarda, e anche la scena inglese stava passando dalla dubstep-bass a cose più dure e cupe.
Concordo, mi pare che non sia mai stata abbastanza decantata la potenza di quel disco… ha davvero spazzato via un bel po’ di roba
Guarda, penso sia una delle migliori cose che ho mai comprato in vinile. Quando ho sentito per la prima volta “Hunting Lodge” ho pensato che era la musica che volevo fare. Idem mio fratello, direi.
Ne so qualcosa… Ho letto una recensione in cui vi definivano “londinesi” tra verigolette, a parte la creatività un po’ becera e a caso di certi critici, ti sembra una definizione calzante? O c’è un suono techno italiano a cui vi sentite invece vicini? Sembra sempre più difficile definire delle scene locali, anche se è un po’ un peccato…
Ahahah si si l’abbiamo letta anche noi, credo che li avessero usato l’aggettivo londinesi perché fondamentalmente il progetto Dylan God è nato a londra un paio di anni fa effettivamente. E James Aparicio, l’ingegnere del suono con cui abbiamo collaborato per i primi due Ep è di Londra, appunto. Come dici tu, non credo che un aggettivo del genere possa definire un suono o un artista, appartenente ad una scena piuttosto che ad un’altra, sarebbe riduttivo. In italia c’è un sacco di gente di cui ascoltiamo roba e che non credevamo neanche italiana inizialmente!
Tipo?
Beh i ragazzi di CRS, Conrad van Orton e soci, oppure MTD e Tracy di Sonntag Morgen su tutti, anche se l’etichetta che ci ha veramente sorpreso quando abbiamo scoperto che era di base a Milano è stata M_REC. Lo abbiamo scoperto per puro caso perché il ragazzo che cura i nostri master, Pat Coefficient era appena uscito proprio su M_REC poco tempo prima
In generale come vi piace lavorare a tracce altrui? E nel caso, preferite deviare molto dalla fonte o mantenerla come riferimento?
Non abbiamo mai uno schema preciso, dipende quasi sempre dalla traccia su cui dobbiamo lavorare. Quel remix di cui parlavamo prima, in particolare, ha avuto un travaglio piuttosto burrascoso visto che lo avevamo cominciato in maniera totalmente diversa. L’originale ci piaceva, ma nella prima versione non eravamo riusciti a sfruttarne i suoni come volevamo, così abbiamo deciso di ripartire da capo ed è venuto fuori quello “definitivo.” Perdona la domanda, ma lEP uscito su Labrynth l’avevi sentito poi?
Yes, effettivamente credo sia quello in cui si sente di più l’influenza SD, anche se con quel po’ di acido in più che non guasta mai.
Be’, lo prendiamo come un complimento.
La prossima uscita come sarà?
Bella domanda, non ci abbiamo ancora pensato! Sicuramente techno però ad entrambi piacerebbe anche includere qualcosa di più sperimentale, sull’ambient/IDM. Stile Autechre di Garbage per intenderci.
Ultima domanda: com’è essere fratelli in una band?
Da un lato sicuramente positivo, perché hai più confidenza e con l’altro e quindi puoi dire subito se una cosa ti piace o ti fa cagare, e collaborando secondo me è una cosa fondamentale, il compromesso non mi è mai andato troppo a genio. Dall’altro questa confidenza alle volte degenera, e quindi magari per delle cose insignificanti si arriva a litigare e a buttare via intere tracce. Ti risparmio la parte sulla divisione del budget per studio, synth, attrezzature varie ma quella è sottointesa.
È una cosa di cui ero curioso perché penso sempre a quando sia io che mio fratello suonavamo: io facevo noise, lui roba tipo power metal, non avremmo mai potuto suonare insieme haha
[Ride] Guarda a noi non è andata tanto meglio, anche mio fratello ascoltava metal ,ed io ero l’unico che si sbonnava di musica elettronica da “sbarbo.”
E come lo hai convertito?
Be’, passandogli roba pian piano, dai primi Daft Punk di Homework a Selected Ambient Works di Aphex Twin
TRACKLIST:
1- Peter Van Hoesen – Attribute 39 (Donato Dozzy Remix)
2- Voices From The Lake – 531 KHz
3- Woo York – Cold Welding
4- Vanity – Limbo (Dylan God Occult Dub)
5- Oscar Mulero – Second Layer
6- Coefficient – Tesseract
7- The Persuader – Fusion Of Thoughts (Pär Grindvik’s Rework)
8- Dylan God – Untitled
9- Chris Page – The Last Mrs. Tanqueray
10 – Ctrls – Shift
11- Rrose – The Surgeon General (No Child Left Behind)
12- Svreca – Vilna (Orphx Remix)
13- Dylan God – B1
14- Dylan God – Outro
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