Música

Noisey Mix: Valerio Cosi

Valerio Cosi è una specie di prestigiatore. Fin dai primi esperimenti di connubio tra synth e sax, nel 2006, sia da solo che con Enzo Franchini, la sua musica trae linfa da sfere sonore di natura spesso opposta, ma che complessivamente si compensano l’una con l’altra. È il primo a non gradire catalogazioni e termini definitivi—come ambient, drone, kraut—perché, come appena spiegato, il suo è un attraversamento trasversale di ognuno di questi generi, e l’intensità emotiva dei risultati ne sono la più grossa conferma.

C’è una sfera pulsante di elettronica, bassi, crampi di suoni che spesso caratterizzano techno e noise, fuse a psichedelie free jazz e, appunto, kraut, che trascinano mente e corpo sull’orlo di precipizi da cui difficilmente avranno voglia di allontanarsi. Gli ultimi due arrangiamenti di quanto descritto fino a ora risalgono entrambi al 2014, e sono Sounds For Vajont, in cui l’artista pugliese sospende in musica sentimenti e paure della tragedia friulana, e Plays Popol Vuh, in cui invece rivisita alcuni brani della band kraut per eccellenza cercando di accentuarne gli input carnali/spirituali, con conseguenze piacevolmente apocalittiche.

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Live a Macao. Grazie URSSS.

Il mix che ci ha preparato oggi è una vivida rassegna di questi mondi, elettronici e materici, che fremono in ogni sua composizione, sotto altre forme. Le tracce che lo costituiscono sono quindici e Valerio ha voluto raccontarcele una ad una. Noi intanto rimaniamo a guardare giù dal precipizio.

Noisey Mix: Valerio Cosi by Noisey Italia on Mixcloud

Tracklist:

01. Moe Tucker – “Blue, All The Way To Canada”
Questo brano di Maureen Tucker è così semplice e scarno, potrebbe farvi venire in mente il sound dei Velvet o dei Crazy Horse. La cosa più intrigante è l’uso della spoken voice che diventa una componente musicale di grande spessore.

02. Caribou – “Can’t Do Without You”
Mi sento molto legato a Dan ed i suoi Caribou per motivi professionali e personali. Ero inizialmente molto scettico circa Our Love. Riascoltandolo mi sono ricreduto del tutto, questo brano è un “instant classic” che cresce ascolto dopo ascolto.

03. James Holden – “The Caterpillar’s Intervention”
The Caterpillar’s Intervention di James Holden è il brano che non ho mai realizzato in tutti questi anni.

04. Anna Caragnano & Donato Dozzy – “Starcloud”
Un lavoro di Donato Dozzy per sola voce di Anna Caragnano. Richiede abbandono all’ascolto, è semplice ed evocativo.

05. Flying Lotus – “Coronus, The Terminator”
Adoro il finale con il coro femminile. Flying Lotus è un arrangiatore coi fiocchi.

06. Albert Ayler – “Thank God For Women” (Edit)
Che altro aggiungere?

07. Ariel Kalma – “Saxo Planetariel”
Un brano che mi ricorda molto altre mie cose per solo sax e textures elettroniche molto spacey e dilatate.

08. Tim Hecker & Daniel Lopatin – “Intrusions” (Edit)
Hecker e Lopatin hanno una bella intesa quando lavorano assieme. Lo spazio sonoro si fa siderale e la sensazione è quella di sentirsi dispersi in una metropoli, al freddo e al gelo.

09. Container – “Dissolve”
Puro e duro.

10. Toby Dammit – “Modus Operandi”
Questo lavoro di Toby Dammit per sole percussioni ed electronic treatments è estremamente dinamico e catartico, da elettroshock. In pochi lo conoscono ed è un vero peccato. Modus Operandi è un capolavoro di tensione ritmica.

11. Morkebla – “See-through beings” (Edit)
Ultimamente mi sono trovato a scherzare e dialogare con Morkebla, lui è un’ottima compagnia. L’altro giorno ascoltavo uno dei suoi lavori e così ho scelto di includere questo brano nel mixtape.

12. The Modern Lovers – “She Cracked”
She Cracked mi ricorda New York City, e per me questo significa davvero tanto. Hanno i Velvet nel sangue e si sente. Cosa c’è di meglio se non l’avere i Velvet che ti scorrono nelle vene?

13. Laurie Anderson – “Tightrope”
Un altro brano analogo a quello di Maureen Tucker, spoken voice e musica. Perfetto mentre sei solo alla guida di notte… Sono affascinato da questo preciso utilizzo della voce: lei è una delle voci femminili più sensuali che io abbia mai ascoltato.

14. Paul de Jong – “Age of the Sea”
Un brano di Paul, al quale sono altrettanto legato professionalmente, tratto dal suo primo album solista post-The Books. Il suo violoncello mi commuove come poche altre cose.

15. Pharoah Sanders – “Love Is Everywhere” (Edit)
Mi mette sempre di buon umore, ideale nei momenti peggiori e deprimenti. Un antidepressivo in musica che restituisce il sorriso e la voglia di vivere.

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Segui Sonia su Twitter—@acideyes

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