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L’oggetto misterioso che è sopravvissuto a un buco nero

Accadono cose strane al centro della Via Lattea, e gli astronomi stanno assistendo alla scena.

Nuove immagini rilasciate oggi dall’European Southern Observatory rivelano che, contro ogni aspettativa, una nube gigantesca di polvere conosciuta come G2 è sopravvissuta all’incontro più ravvicinato di sempre con il buco nero supermassiccio della nostra galassia—suggerendoci così che si tratti di qualcosa di più di una semplice nube. Queste immagini sono state scattate con il Very Large Telescope (VLT) dell’ESO situato in Cile, e forniscono la visuale su G2 più dettagliata mai prodotta. 

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Immagini del VLT di G2 al peribothron. Fonte:ESO/A. Eckart​

Sembra che G2 sia uscita dall’incontro non solo intatta, ma neanche stupita.

Non è certo quello che gli astronomi si aspettavano che accadesse. Quando G2 è stata identificata per la prima volta come nube di gas, nel 2011, era stato dato per scontato che il nucleo galattico l’avrebbe consumata nel momento in cui avesse raggiunto il peribothron—termine con cui si indica il momento di massimo avvicinamento di un oggetto ad un buco nero.

Molteplici gruppi di ricerca sono stati formati per osservare la carneficina durante l’estate del 2014. Ci si aspettava uno zampillio di “fuochi d’artificio” cosmici mentre G2 era consumata dal nucleo vorace, e c’era una certa emozione data dal riuscire a cogliere il primo approccio di quella che si credeva una nube di gas ormai “condannata”.

“L’idea di un astronauta vicino ad buco nero che si stira fino a somigliare ad uno spaghetto ci è familiare grazie alla fantascienza,” ha detto il fisico Stefan Gillessen, in una dichiarazione dell’ESO nel 2011. “Ma ora possiamo vedere la cosa accadere davvero, ad una nube scoperta di recente.”

“Non sopravviverà all’esperienza.” ha aggiunto.

Una sequenza video di G2 mentre sorvola il buco nero massiccio. Fonte: ESO/A. Eckart

Ma come una versione astrale di Gloria Gaynor, G2 era decisa a sopravvivere. Quando è riemersa dalla sua danza della morte nel Novembre 2014, ha sorpreso parecchio quasi tutti i suoi osservatori. Le foto dell’ESO rese pubbliche oggi confermano che la nube non si è scheggiata un’unghia al peribothron, facendo sospettare che non si tratti affatto di una nube di gas, in realtà.

“Abbiamo controllato tutti i dati recenti e in particolare quelli del periodo del 2014 in cui è avvenuto il contatto più ravvicinato con il buco nero,” ha dichiarato l’astronomo Adreas Eckart, che ha guidato il gruppo che ha scattato le nuove immagini.

“Non possiamo confermare alcuna deformazione della fonte,” ha continuato. “Di certo non si comporta come una nube di polvere senza nucleo. Pensiamo che si tratti di una giovane stella avvolta nella polvere.”

Alcuni astronomi sono arrivati al punto di ipotizzare che G2 possa essere un sistema stellare binario che si sarebbe fuso in una stella sola per opera della forza spaventosa del buco nero. Non si capirà cosa sia il misterioso oggetto orbitale al centro della galassia finché non si effettueranno altre osservazioni del suo curioso comportamento.

Qualsiasi cosa sia G2, è tosta e compatta a sufficienza da aver tenuto testa a un buco nero che è 4.5 milioni di volte più grande del sole, lasciando gli esperti attoniti. Sembra plausibile che ci farà ancora un paio di sorprese prima che gli scienziati trovino un modo per sollevare il suo velo polveroso e rivelare la sua vera identità.

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