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Party People Italia ci insegnerà come si fa festa

Nella mia carriera da non-giornalista sono andata esattamente a quattro conferenze stampa e devo ammettere che l’unico motivo per cui dovrei ambire all’effettivo tesserino di giornalista è il quantitativo di buffet cui gli scritti all’albo attingono nel corso di un anno, raggiungibili dopo uno sforzo minimo se non nullo: star seduti e ascoltare gente che blatera.

La mia prima conferenza stampa è stata quella per la sigaretta elettronica di classe Categoria, endorsata da grandi personalità del mondo dei motori, durante il boom delle sigarette elettroniche. Conferenza inutile quanto il successivo buffet dell’hotel super lusso in cui era avvenuta l’agonia, in cui l’acqua costava non meno di cinque euro. La seconda conferenza stampa cui sono andata era invece stata lussuosa ed esclusiva, ma me la sono tenuta per me perché l’argomento era davvero troppo esclusivo: ville di lusso. Certo, ora solo io so dove sono le ville di lusso, quanto costano, chi ti può affittare una villa di lusso, come puoi affittare la tua villa di lusso e soprattutto so cos’è il lusso perché ho avuto accesso esclusivo all’esclusivo buffet della conferenza stampa sulle ville di lusso. Alla terza conferenza stampa ho conosciuto, contemporaneamente, Matteo Renzi e Roberto Cavalli, dopodiché ho preferito mettere in pausa questa attività per qualche mese, perché stava diventando rischiosa.

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E insomma, ho capito che più un prodotto è di classe più la sua conferenza stampa avrà un buffet di classe, così ho deciso di mettere alla prova la Rai, anzi, MAMMA RAI, e vedere cosa mi avrebbe cucinato mamma dopo la conferenza per Party People Italia, documentario dedicato alla nightlife italiana (come potevate immaginare dal titolo) che andrà in onda da mercoledì su Rai Due, in seguito all’acclamato immenso successo del suo fratello maggiore Party People Ibiza.

Dopo aver cozzato con le ragazze all’ingresso della Rai le quali pretendevano da me un tesserino da giornalista che nemmeno col massimo impegno prestidigitale avrei potuto materializzare davanti ai loro occhi, riesco finalmente a inoltrarmi nella roccaforte di Corso Sempione, farmi dare la cartella stampa del programma (il cui simbolo è un copertone perché certe notti la macchina è calda) e dare un’occhiata preventiva al buffet, composto da pizzette e tramezzini, succhi e acqua. No tequila bum bum? Delusione forte.


Foto e scritta di Lupita Palomera

Arrivo nella piccola stanza adibita alla conferenza stampa, in cui colleghi (presumo tesserinati) di altri giornali si stanno prendendo per i fondelli a vicenda dandosi dell’hipster. Interviene lo stimato collega F.P. seduto un paio di file davanti avvertendoli: “Occhio a darvi degli hipster che dietro di voi c’è VICE.” Si voltano e mi guardano, poi fingono di nulla e cambiano argomento. Probabilmente non hanno idea di cosa sia VICE, tuttavia il mio ego del non-giornalista si sente ugualmente stanato e sotto tiro. Per reazione ho un moto di orgoglio nei confronti della Professione e sfodero il computer, sono l’unica là dentro ad avere un cazzo di computer. L’unica. Sono troppo più seria dei vostri iPad. Inizio a digitare come una stenografa ossessivamente sui tasti per dimostrare ai colleghi hipster che questa è la vera professionalità e il risultato di questa professionalità è che, a differenza degli altri, io ho registrato OGNI SINGOLA PAROLA pronunciata in quel frangente. Baaaam bitches.

La conferenza inizia con un’ammenda: nonostante sulla cartella stampa ci sia scritto che il Principe Maurice è un ex avvocato, ora drag queen, ci teniamo a specificare che il Principe Maurice non è né un ex avvocato né una drag queen. Interviene lo stesso Principe Maurice, uno dei protagonisti della Notte (oggi indossa un completo di Vivienne Westwood molto elegante e un cerchietto con le corna perché il diavolo è nei dettagli) e ammette che come donna è troppo racchia, quindi fa solo il trasformista, un’arte molto antica, nata a Venezia.

Una volta chiarito questo increscioso refuso si passa a parlare dell’altra grande ospite della conferenza e del programma: la contessa Pinina Garavaglia, presentata come animatrice delle notti milanesi. Interviene di seguito la stessa contessa, lamentandosi del termine animatrice e poco dopo del termine milanesi. Capiamo che certe notti confondono più del dovuto.

Finita la presentazione dei protagonisti e il successivo momento Franzen è ora di ripercorrere le tappe dell’avvincente stagione zero del programma: il documentario, andato in onda l’anno scorso, Party People Ibiza. Mentre parte il filmato in cui vengono presentati “David Guetta, Hardwell, Steve Aoki, le Nervo, Bob Sinclair, Carl Cox, Luciano, ma anche le migliori performance, e Gino che lavora nella pizzeria di due italiani, Simone e Martina, che si sono innamorati e sono venuti a vivere a Ibiza,” la contessa Garavaglia rimane incastonata davanti allo schermo.

La nostra Contessa riesce a scastonarsi giusto in tempo per il teaserone di Party People Italia che, ci dicono, avrà grandi ospiti della nightlife come Ilario Alicante, Ralf, Adam Beyer, David Morales, Franco Moiraghi, Alex Neri, Joseph Capriati, e i vinai. Molto curiosa di sapere come si inseriscono i vinai in questo contesto.

Il programma parlerà anche del party più atteso dal mondo della moda, il Firenze Forever, in cui c’è addirittura la fashion blogger Eleonora Carisi, “creato da Andrea Panconesi, un imprenditore fiorentino che ama la techno” ma anche di tanti “party gay performativi amati anche dagli etero come il Pervert e il Tunga.”

Oltre a queste feste ci saranno anche “diverse tipologie di party come le serate tra poeti, valzer e sfilate di moda nel salotto della Contessa Pinina Garavaglia, la lunga notte dell’otto marzo con i Centocelle Nightmare, spogliarellisti macho ma sensibili, la vocalist Andrea Delogu e la DJ Ema Stoccolma che si definiscono tamarre, le esibizioni del Principe Maurice, trasformista e performer venezano che si esibisce al Plastic e il Quid di Brescia in cui le ballerine diventano vere artiste e Nicola Simionato, cantante e artista, una delle star del party Muccassassina di Roma.”

Finito il video di presentazione, parla il responsabile di rete Fabio di Iorio, che definisce Party People Italia “un programma che segna una continuazione sulla musica “ALTRA” di Rai Due dopo The Voice,” e definisce i dj “le nuove popstar mondiali”. Parla del suo ottimo rapporto con il regista Alberto D’Onofrio, il cui documentario “non è un’inchiesta, ma è un racconto, la cifra del racconto è fortemente sua, Alberto è un raccontatore televisivo come Berselli o Mario Soldati, è un autore forte e nella sua scrittura c’è la cifra per cui questo programma è culturale e di servizio pubblico molto più di quello che può sembrare.”


Il servizio pubblico.

Tocca al regista Alberto d’Onofrio, che alla mia persona sembra un cugino disincantato di Teo Mamucari, che ci tiene a sottolineare il suo ruolo di regista obiettivo e distaccato: “grazie per la conferenza stampa, è importante riuscire a presentare un programma in questo modo, è un programma veramente creativo, Fabio di Iorio conosceva i miei lavori, io ho carta bianca sui contenuti e faccio ritratti di persone e party che mi piacciono. I ritratti li costruiamo insieme al personaggio, non a priori, non bisogna dimostrare niente, bisogna osservare la realtà in maniera imparziale. Sono molto distaccato dal mondo della notte: ho avuto la fortuna di vivere sette anni in America, quando ancora New York era la capitale della vita notturna. Vedevo un sacco di personaggi in questi locali, DJ e performer, soprattutto i performer facevano micro-spettacoli che spezzavano un party di sei ore. A New York come a Ibiza tutto è nato da party gay friendly, eccco perché si insiste su questa cosa.”

Il regista prosegue raccontando di come ci teneva a rappresentare la House e la Techno, anche se “parlando con i DJ niente è house niente è techno niente è commerciale niente è underground.” Parla poi, finalmente, delle feste molto esclusive della Contessa: “Tutti parlavano del party di Pinina Garavaglia, io non andavo in discoteca se non a New York oppure con la mia macchina da presa. Finalmente la contessa Pinina Garavaglia mi ha aperto le porte.”


La contessa Pinina Garavaglia apre le porte del corridoio.

Se finora la conferenza stampa mi aveva fatto venir voglia di prendere uno di quei cannoni spara coriandoli delle migliori feste di Ibiza e spararmelo direttamente negli occhi, l’intervento di Pinina Garavaglia, una donna che ha evidentemente riflettuto sul senso catartico e dionisiaco delle celebrazioni, mi fa profondamente cambiare idea. Riporto per intero il suo intervento:

“Dalla celebrazione notturna alla celebrazione del senso intrinseco della festa. Che è celebrativa e ricreativa. Casa mia è un teatro, si può pensare che sia una vetrina esibizionista invece è un teatro come la vita. Molto importante il senso dello spettacolo, ma soprattutto la trasposizione dello spettacolo in un momento ludico gioioso che è celebrativo. Il mio fine è far partecipare il publico perché la poesia deve essere consumata viva. Stimo molto quello che fa D’Onofrio perché è neutro e in questo momento c’è bisogno di neutralità, in tutte le cose e in tutte le visioni che ci circondano, che sono sempre in evoluzione. Ho accetttato perché ho fiducia in quello che lui rappresenta in questa sua neutralità e in questo suo gusto estetico prima di tutto, che l’etica e l’estetica vanno di pari passo. Quindi toglierei qualsiasi discorso che sia di analisi, di riferimenti obsoleti alla trasgressione che veramente devono essere superati, specialmente quando si parla di performance. Quindi il fatto delle performance è antico, perché anche Leonardo Da Vinci organizzava feste. Io mi ritengo una party planner perché organizzo feste, sia pubbliche che in casa mia. Rubens faceva le feste, Madame Pompadour faceva le feste. Io sono andata indietro di troppo, però non possiamo scindere da quello che è il senso estetico della festa, e soprattutto della notte. Adesso la notte è andata avanti, o indietro, perché adesso le feste avvengono di giorno. Alberto ha presentato uno spaccato notturno che è fondamentale perché è quello primario che è la notte col suo senso immaginifico. Ma il giorno oggi è già una potenza per la festa, infatti le feste più esclusive, più top e più ambite a Ibiza cominciano il pomeriggio. Cito il Blue Marlin che mi riguarda abbastanza da vicino, con Tommy Vee che apprezzo tantissimo come DJ. Io ho lavorato con tantissimi DJ mondiali, quando mi occupavo di un gruppo molto importante che si chiama Exogroove, che è diventato un culto. Ho cominciato con gli afterhour fino ad arrivare alle 24 ore, abbiamo girato tutta Europa. Ho preso spunto da Ibiza per fare tutte le performance e portare un’animazione di tipo teatrale nei locali. Io stessa ho conosciuto per prima e ho iniziato a questo tipo di lavoro anche il Principe Maurice. Le situazioni sono state le più disparate, compreso il musical. La notte è importantissima, ma bisogna andare veramente oltre perché ci sono celebrazioni diurne. Il dress-code dev’essere necessariamente rispettato, può andare dal perizoma alle piume. Le feste a casa mia hanno sempre un tema, e questo tema va eseguito proprio come uno spettacolo. Io dico sempre “i miei ospiti sono gli attori, ma anche gli spettatori, nello stesso tempo. Io posso fare la regia, ma è come un mosaico, senza di essi non si fa nulla. Quindi senza il pubblico e un pubblico di un certo tipo, che va anche portato a questo senso estetico e al senso dell’esibizione non si fa nulla.” Un bravo art-director sceglie delle cose anche facendo un pre-dinner, un pre-party, un pre-disco che apre le porte della notte. Abbiamo fatto una serata performativa molto interessante, mi sono esibita io come poetessa, era un piccolo aperitivo alla notte. Ringrazio tutti voi, ringrazio virtualmente tutte le persone che sono passate davanti in questo piccolo teatro. Oggi come oggi le feste vere iniziano presto e magari finiscono presto. Gli afterhours sono entrati in una nuova onda, ma il divertimento è fondamentale per la ricreazione dell’uomo. Ri-creazione, creatività, ma anche ricreazione positiva. Quindi noi che ci occupiamo di ricreare, di rappresentare questa necessità dell’uomo, che è il divertimento, che non è un oblio, ma una ricarica, che va aiutata nel modo meno degradante, ma anche disgregante. Il trash è finito perché è una proposta che aveva una provocazione, ma la provocazione va superata per far arrivare alla bellezza, alla poesia.”


Pinina, hai capito tutto.

Tocca al principe Maurice che racconta di come la sua preparazione classica, il pianoforte, il baritono, Klaus Nomi, lo hanno portato, tramite una buona componente di ironia (che appartiene all’eleganza dell’essere, come dimostra la Contessa), a portare qualcosa di pregno e intelligente in discoteche come il Cocoricò in passato e il Plastic oggi. Su “Plastic” si eleva un sommesso urlo del pubblico, da parte della signora che mi ha consegnato la cartella stampa.

La conferenza si chiude con la lapidaria frase: “Questo è il messaggio che dà l’Italia di notte.”

Dopo l’applauso dei colleghi, dato che è dall’inizio della conferenza che mi sentivo inferiore, mi adopero a fare domande agli autori/attori di questo importante documentario. Ovviamente parto dalla Contessa Pinina Garavaglia, che a questo punto vorrei diventasse la mia migliore amica, di cui vorrei approfondire il contributo filosofico, le chiedo infatti: “Che cosa insegnano le celebrazioni?” Mi risponde così:

“A Pasqua, a Natale, al suo compleanno, al matrimonio, cosa sono queste? Sono celebrazioni di un altro tipo. La celebrazione è comunque qualcosa che sancisce un momento particolare dell’esistenza, che nel tempo può essere diluito, ma non dev’essere programmato in una data specifica. Quando uno è libero dal suo quotidiano, il lavoro, gli impegni, qualsiasi tipo di costrizione, noi abbiamo un momento di libertà in cui possiamo esprimere, osservare, esibire o partecipare, quindi è una comunicazione importante. Ovviamente secondo i propri gusti, le proprie tendenze. Quindi una festa sull’aia ha lo stesso valore di un valzer, di una musica di Armin Van Buuren. La celebrazione è il bisogno di un sogno. E va sviluppato nell’onda di cui abbiamo bisogno, secondo i propri gusti e dove siamo situati nel mondo.”


Il regista Alberto D’Onofrio e Carl Cox, oramai pezzo di arredamento di Ibiza.

Chiedo a questo punto se i party gay friendly contribuiscono socialmente della causa gay o invece siano ghettizzanti per gli omosessuali in quanto “le drag che fanno spettacolo”?

Il regista mi risponde: “No, il contrario. Cioè, i party gay più belli diventano gay friendly perché cominciano a andarci le donne. Le donne sono la chiave di tutto, mi dispiace, di qualsiasi cosa. Con le donne arrivano gli uomini etero, perché non dimentichiamoci che, come diceva Bob Sinclair, l’anima dei party è il sesso, l’attrazione. Non bisogna per forza fare sesso, ma tutto è mosso dall’attrazione. Il fatto di volersi far vedere, di osservare gli altri, la vanità. Parlano di quel party dicono “Come? Non ci sei mai stato? Allora sei uno sfigato.” E poi i gay sono più bravi degli etero nei lavori creativi, è inutile che ce la meniamo, è così in tutti i campi. Questo non significa che gli etero non son capaci, ma secondo me c’è una supremazia nel mondo della notte. Credo che sia un modo per stimarli, per entrare in contatto con loro, perché poi una volta che vai a un party li conosci, ci parli finalmente.”

Interviene fortunatamente la Contessa, vero eroe della situazione: “Tu ne parli come se fosse una categoria a sé! Già dire gay mi dà fastidio.”

Il regista ribatte: “Eh ma a te, il mondo non è così. Io i gay li ho conosciuti ai party, ho cominciato ad entrare a far parte di un altro mondo. Quando sei etero vai in giro con gli etero, non vai in giro coi gay. Poi c’è da dire che i gay stanno aumentando, lo dicono tutte le donne, quindi bisognerà fare i party etero friendly.”

Concludono dicendo: “Questo sembra l’inizio di un nuovo format!”
Vorrei tanto poterci lavorare.

E insomma, questo è il messaggio della notte, questa è la notte italiana, tra zarri e poesie, spogliarellisti “macho ma sensibili”, perizomi e piume, gay artisti, feste esclusive e afteroni. Non vedo l’ora di chiudermi in casa.

Buona festa a tutti, poeti della notte.

Segui Virginia su Twitter: @virginia_W_

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