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Se prendiamo per buoni gli ultimi dati, allora nel solo 2014 PewDiePie––Felix Kjelberg, uno YouTuber svedese di 25 anni residente a Brighton e ideatore dei celebri video Let’s Play––avrebbe guadagnato 7,45 milioni di dollari (tramite la sua compagnia, la PewDie Holding AB). Il sito specializzato Destructoid è stato uno dei tanti che ha diffuso la notizia, uscita per prima sul quotidiano svedese Expressen, dando inizio a una serie di commenti prevedibilmente negativi rivolti a Felix.
“È così che si guadagna da vivere la gente oggi? Vergogna!” si legge in uno degli articoli a lui dedicati, a cui fanno eco decine di “Trovati un lavoro vero.” “Sei inutile quanto Justin Bieber,” gli scrivono alcuni, mentre tale “able to think” precisa: “Non l’ho mai visto, ma da quello che si dice in giro sembra uno stupido. È famoso tra i ragazzini, e questo ti fa capire a che livello è. Ai giovani piace solo la m…”
Indubbiamente, “able to think” ha ragione su una cosa: siamo stati tutti degli adolescenti, alcuni di voi lo sono ancora, e sono sicuro che a quell’età tutti noi abbiamo indirizzato i nostri interessi verso cose orrende. Io, ad esempio, pensavo che l’Angelo Azzurro fosse un cocktail buonissimo e che i VAST facessero della gran musica. Ve li ricordate i VAST? Certo che no, ma io me li ascoltavo continuamente.
Ma non aver mai visto PewDiePie significa solo che stai usando internet nel modo sbagliato. Non è il classico vlogger macchietta la cui parabola non può che consumarsi in fretta: il canale Youtube di PewDiePie è quello con più iscrizioni al mondo, e con più di 14 milioni di iscritti rispetto al secondo. Praticamente è in cima alle classifiche dall’agosto del 2013, e ha racimolato più visite individuali di chiunque altro nel sito di condivisione video di Google––più di Rihanna, One Direction, Katy Perry, Ellen DeGeneres ed Eminem. È l’unico YouTuber che si occupa di videogiochi a essere nella top 10 dei canali di YouTube. Dopo di lui c’è VanossGaming, che occupa il dodicesimo posto, con “soli” 13 milioni di iscritti.
PewDiePie è onnipresente, e se passate spesso da un video all’altro su YouTube, prima o poi lo incontrerete. Il suo target è un pubblico giovane che ha abbandonato in massa mezzi obsoleti come la televisione. Continui upload. Divertimento analogico. Lo stile di PewDiePie––grezzo, spigoloso, ma entusiasta e con un grande cuore––riesce a toccare le corde giuste di un pubblico adolescente che è cresciuto con internet. È un fratello maggiore per milioni di estranei: li fa ridere e li aiuta a conoscere tutte le fissazioni con cui potranno infastidire i genitori più tardi.
L’ascesa delle YouTube-celeb––elencarne qualcuna non sarebbe altro che grattare la superficie di un iceberg che si espande nelle profondità (ma, per quanto riguarda YouTuber che si occupano di videogiochi possiamo citare Stampylonghead, Markiplier e SeaNanners)––è stata una cosa DAVVERO BUONA per l’industria dei videogiochi, che ha felicemente teso la mano a PewDiePie e ai suoi colleghi. Tra gli upload di Kjellberg ci sono dei playtrough del cult Catherine, o del detective game Jazzpunk, o ancora del gioco indie To The Moon. È sempre aggiornato (o viene aggiornato dai suoi contatti) su tutte le cose più strane e divertenti del mondo dei videogiochi, e condivide queste chicche con un pubblico vastissimo.
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“È il mezzo giusto per questo momento,” così lo sviluppatore Mike Bithell vede YouTube. Mike è uno dei molti sviluppatori indipendenti con cui ho parlato di recente, e che presto farà uscire la sua seconda creazione, Volume, che segue il precedente Thomas Was Alone. “YouTube è stato importantissimo per la pubblicizzazione di Thomas Was Alone, e con Volume mi impegnerò molto per assicurarmi che ogni YouTuber abbia la propria copia, e tutto l’aiuto di cui avrà bisogno. Per uno sviluppatore come me, il valore di un singolo video di YouTube è gigantesco.”
Sam Watts, dello studio Tammeka, con sede a Brighton, sta lavorando a un gioco a realtà virtuale di nome Radial-G: Racing Revolved. Anche lui apprezza molto il lavoro degli YouTuber, e pensa abbiano maggior impatto rispetto ai media tradizionali. “Abbiamo assistito all’ascesa di YouTube, con Let’s Play, come a quella di Twich e gli AMA di Reddit; sono un modo diretto per connettere i fan e la community senza dover spendere milioni in PR e marketing.” In pratica, qualcuno come PewDiePie che gioca a Jazzpunk contribuisce mille volte di più alla diffusione del gioco che ogni altro mezzo convenzionale al mondo. Ci sono state più di 5 milioni di visualizzazioni per il playtrough di Kjellberg, e solo 14.000 per la recensione di Gamestop.
Forse alcuni ci sono finiti sopra per caso, ma il successo di Kjellberg è gestito in maniera accorta. È anche molto bravo a spendere i suoi soldi. Come riporta Destructoid, fa regolarmente donazioni di beneficenza, e ha organizzato personalmente raccolte fondi con obiettivi umanitari e ambientali.
E, anche se ci è passato, oggi si rifiuta di fare delle pubblicità, o, come dice lui, di “massimizzare le entrate.” Intervistato dalla rivista svedese Icon nel 2014, ha detto: “penso che chi mi segue sarebbe deluso. Ho visto altri YouTuber iniziare a vendersi e so che è sbagliato. Per me è meglio che il canale cresca, piuttosto che concludere qualche piccolo affare.”
Probabilmente non leggerò il suo libro, e non guarderò tutti i suoi video, ma ho un grande rispetto per PewDiePie. Credo che la sua popolarità sia dovuta a un mix di talento e tempismo; il boom di popolarità di Let’s Play ha coinciso con l’ascesa del suo brand, e sono sicuro che se non fosse stato lui, qualche altro YouTuber sarebbe finito sulla copertina delle riviste, avrebbe ottenuto fama e fortuna e si sarebbe visto recapitare tutta una sfilza di commenti negativi. E questa è una cosa che anche lui, con eleganza, accetta.
Sa che tutto potrebbe finire domani. Non succederà, ma lui è comunque preparato. “Sento che YouTube mi ha dato più di quanto desiderassi e di quanto mi aspettassi,” ha detto a ESPN a giugno del 2015. “Ho sempre avuto un atteggiamento tale da essere preparato a non ricevere più visite il mese successivo. Penso che sia la cosa più sana da fare. Ho iniziato a fare lo YouTuber perché mi annoiavo, non perché volevo diventare famoso. Non è così importante. Non sto trovando una cura per il cancro. Non è una cosa così speciale, caricare video su YouTube.”
È vero, ma PewDiePie è stato una forza inarrestabile che si è fatta largo nel mainstream, e che ha fatto meraviglie per videogiochi che altrimenti sarebbero stati ignorati. Che lo si voglia o no, lui fa la differenza––non sta curando il cancro, è vero, ma il suo lavoro rappresenta una possibilità di evasione nella giornata di molte persone. E tu, cosa stai facendo della tua vita?
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