Ho conosciuto Piro diversi anni fa: stava suonando e si era rotto una gamba, si è fatto una bottiglia di tequila e ha finito il concerto tra bestemmie e canzoni suonate malissimo. Da quel giorno in poi mi è sempre stato simpatico, e nel corso degli anni ci siamo conosciuti meglio. Ma oltre a suonare, Piro — insieme ad Alessandro Cardinali — passa un sacco di tempo a casa a leggere, guardare Storie Maledette e a creare videogiochi. Non a caso, il team di Giochi Penosi, è finito su questi canali già un paio di volte per i loro lavori: GREZZO 2 e SUPER BOTTE&BAMBA II TURBO.
Domenica prossima i due saranno a Milano per presentare il gioco e per parlare dei lavori in corso durante il festival a tema videogiochi indipendenti Retrofuturo. Così ho pensato di passarli a trovare per farmi raccontare qualcosa dei loro nuovi lavori.
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(L’intervista ha subito diverse censure e tagli.)
Motherboard: Allora, che mi dite di SUPER BOTTE&BAMBA 2 TURBO?
Nicola Piro: Ci abbiamo lavorato anche oggi, contiamo di pubblicarlo il prima possibile. Ci siamo rotti le palle; non è possibile che ci abbiamo messo tutto questo tempo. Un po’ perché nella vita non facciamo solo questo, abbiamo avuto tre milioni di cazzi, siamo finiti in rosso, io so’ diventato un tossico e questo è quanto. No, cazzate a parte, vorremmo essere pagati in futuro per fare ‘ste stronzate ed è questo il motivo per cui ci stiamo mettendo un po’.
Che vi manca?
Alessandro Cardinali: Ci mancano un po’ di personaggi, fatti quelli siamo pronti.
N: Non solo, se vogliamo dirla tutta abbiamo aggiornato il combat system, abbiamo inserito delle mosse nuove e abbiamo cercato di farlo il più simile possibile ad un gioco retrò picchiaduro – in pieno stile anni 90, in modo che sia più soddisfacente giocarci. Anche perché la demo faceva vedere solo un po’ di mosse che erano sempre quelle per tutti i personaggi.
La demo ha girato abbastanza, no?
N: Sì abbastanza, la puoi comunque scaricare gratis sul sito. Quando andavamo ai festival — tipo al Lucca Comics avevamo venduto sulle 200 copie. Dai sì, c’è stato un po’ di seguito e come ti dicevo prima, finire il gioco completamente è la cosa che più ci preme ora, il 28 saremo ad un evento a Milano e volevamo presentare il gioco completo, ma siamo un po’ in alto mare.
A: In due mesi vogliamo chiudere definitivamente.
Non ci siete stati da poco a Milano?
A: Sì!
Com’è andata?
N: Molto bene, solo una cosa non ci è andata giù: il barista! Si chiamava Fabio, non ha voluto farci il nostro drink preferito: lo Jaegerbomb, una sciccheria a base di Red Bull e Jaegermeister. Si è giustificato dicendo che in quel locale si prendono solo cose di qualità al modico prezzo di 8 euro a cocktail, ma cazzo se io ti chiedo quel drink fammelo e sta zitto! Per il resto ci siamo divertiti molto.
Torniamo a noi! Una volta finito il gioco che farete?
N: Faremo come abbiamo fatto per GREZZO, lo metteremo in download gratuito sul sito e se la gente è interessata può comprare la scatola e le varie cazzate ai festival. Su ‘sta roba non ci mangiamo, questo è il problema.
‘”Goduria anale” nel senso che vieni inculato.’
E quindi con i soldi come pensate di fare?
A: In realtà visto che abbiamo anche qualcosa di serio in mente, l’idea era quella di fare un crowdfunding. Le cazzate, quelle le faremo sempre e le pubblicheremo a tempo perso con la stessa formula ma ora dobbiamo per forza fare una raccolta fondi.
N: Così siamo anche sicuri di realizzare quello che ci pare, dato che siamo finanziati da chi vuole il prodotto. Sicuramente ci lavoreremo meglio. Abbiamo sempre cercato di non fare questa cosa perché, un po’ per via del nostro approccio punk che abbiamo sempre avuto e poi perché non sapevamo bene — visto i contenuti dei lavori — quanto poteva essere legale finanziare questa cosa.
A: E sicuramente non lo sarà…
A proposito non vi è mai arrivata qualche querela?
N: No, siamo stati bravi a pararci il culo: non abbiamo mai diffamato nessuno, mai stati troppo eccessivi.
Be’ insomma, sparare a Padre Pio a qualcuno può disturbare, no?
N: Ma guarda, alla fine è un gioco molto di nicchia, non è una cosa mainstream, non si vede da nessuna parte a meno che non vai tu a cercarlo e lo cerchi proprio perché vuoi un prodotto del genere. Un gioco dove spari al Papa, nel caso di GREZZO 2, non si trova a meno che tu non te lo cerchi. La gente non si è offesa, non abbiamo mai ricevuto minacce né campagne contro di noi. È stato visto come satira ed è sempre rimasto relegato al mondo underground.
A: Sì, è tutta roba destinata agli addetti ai lavori e basta. Non è che il chierichetto di quindici anni si mette a giocare a GREZZO 2 o SUPER BOTTE&BAMBA.
C’è comunque una forma di denuncia dietro a ciò che fate?
N: Sì, ma in forma becera e banale, molto terra terra. BOTTE&BAMBA comunque non rientra in questa cosa, forse ci rientra più GREZZO.
A: L’obiettivo non è questo, non vogliamo dire “oh guardate l’Italia fa schifo e la televisione pure”, ci si ride sopra perché l’abbiamo sempre saputo.

Esatto, proprio il videogioco che stavate aspettando.
E dei lavori che avete in mente che mi dite?
N: Una volta finito BOTTE&BAMBA, pensavamo di aprire questa campagna di raccolta fondi per questo gioco che abbiamo in mente, probabilmente un sequel di GREZZO, fatto però meglio, con più contenuti. Un gioco più serio ma che segue comunque i precedenti. La novità sarà un restyling grafico, sempre retrò ma con attori digitalizzati in carne ed ossa, dovrà risultare “realistico” ma dovrà comunque riuscire a far ridere, tanto. Sarà sempre uno sparatutto in prima persona, frenetico, violentissimo, scorretto, eccessivo, ambientato in Italia, magari su una realtà di paese tipo la nostra [Perugia] con gli stereotipi italiani classici.
Pensavano di rilasciare un trailer nel giro di 5 mesi in cui la gente possa vedere di cosa si tratta. Il gioco sarà più serio, con una storia dietro che appassioni di più, anche se l’ideologia di fondo è sempre la stessa. I giochi precedenti sono piaciuti un po’ in tutto il mondo, persino in Cina. Quindi perché non provare a fare qualcosa di più serio? E detto fra noi è la cosa più seria a cui abbiamo pensato finora.
Le altre idee sono come sempre quello di prendere in giro i giochi a cui abbiamo sempre giocato anche noi, avevamo pensato ad un gioco di calcio gestionale: INTERNATIONAL SUPERSTAR SUPER BOTTE&BAMBA II TURBO CAMPIONATO.
Ahah cioè?
A: È un gioco del calcio.
N: E del cazzo!
A: Lo scopo è quello di fare almeno una partita ma per riuscirci ci metti una vita perché hai tutti i problemi che ha il presidente di una squadra di calcio: bancherotte fraudolente ad esempio. Devi risolverli tutti anche se il tuo obiettivo comunque è giocare le partite, però chiaramente dovrai pensare a tutte le altre cose, i calciatori che vanno a troie, che si schiantano con le macchine, Ibrahimovic che pippa la bamba. Ci saranno Maradona e Ronaldo grassi, gli allenatori dovranno essere Cosmi, Gaucci, tutta ‘sta gente: solo quei presidenti che hanno fatto grandi danni. Una volta che riuscirai a giocare la partita, cosa improbabile, la partita si svolgerà nel peggiore dei modi possibile: si devono fare i falli, il pallone andrà in tutt’altra direzione, con la fisica del gioco completamente a puttane.
A: Ci faceva ridere l’idea di un gioco con la faccia di Gaucci che chiacchiera mentre giochi.
“Avevamo pensato ad un gioco di calcio gestionale: INTERNATIONAL SUPERSTAR SUPER BOTTE&BAMBA II TURBO CAMPIONATO.”
E altri lavori in cantina?
N: Allora innanzitutto stiamo lavorando ad un gioco strategico in tempo reale: ITALICUM 2066. Ambientato in un’Italia disastrata divisa in signorie ma in un futuro post apocalittico. L’Italia sarà divisa in Napoletania, Mediolanum, Calabriasaudita, Roma Ladrona, e tutte le popolazioni naturalmente dovranno parlare con il proprio dialetto.
Ogni popolo ha un’abilità diversa: i milanesi hanno le macchine, fanno i palazzi, sono super seri perché commerciano, i napoletani rubano, i calabresi hanno i fucili a canne mozze e i sardi si possono accoppiare con gli animali, creando così degli ibridi, dei mostri schifosi. La particolarità del gioco è che è uno strategico come Age Of Empire ma tu inizi con un uomo e una donna, li devi far scopare, fargli fare dei figli, arrivando a creare così la tua civiltà.
Così però diventa un gioco infinito, Piro.
N: Ma che cazzo me frega? Fammi parlare! Insomma, poi puoi anche costruire gli edifici tipici italiani e metterci dentro gente come Berlusconi o Gigi D’Alessio, Pieraccioni – ogni signoria avrà i suoi monumenti e i suoi personaggi speciali caratteristici.
A: Non essendo programmatori professionisti prendiamo cose che già esistono e le modifichiamo, come abbiamo fatto con GREZZO e BOTTE&BAMBA ad esempio — entrambi fatti con Google Immagini. Poi c’è la nostra versione di un altro gioco classico, cioè il gioco delle navicelle spaziali che si chiama GODURIA ANALE 3!
N: Un classico da sala giochi, di quelli a scorrimento orizzontale, ma particolarmente hardcore, perché se tu scazzi nel gioco rischi di rovinarti il computer, quindi devi giocare bene. Si creano dei crash e altre cose che ti rovinano i dati. Andando avanti nel gioco capisci che c’è qualcosa che non va: è il gioco che in realtà gioca con te, si crea questa situazione di angoscia. Un’escalation di terrore, in parole povere: “goduria anale” nel senso che vieni inculato.
A: Poi ovviamente, ci saranno immagini altamente disturbanti di cazzi con i funghi, emmorroidi e cose del genere.
Ma chi giocherebbe mai ad una cosa così?
A: C’è gente a cui piace il sadomaso, è un po’ lo stesso principio adrenalico. Il mondo è un posto strano.

Un tipico match in SUPER BOTTE&BAMBA II TURBO.
Avete mai trovato qualche contatto per il lavoro che fate?
N: Dici qualcuno disposto ad investire soldi su queste cazzate? Più che altro non lo fanno perché le software house serie che producono i videogiochi stanno sotto determinate regole che a noi ci rimbalzano addosso. I nostri giochi sono per adulti e sono pure scorretti, nessuno investirebbe mai su qualcosa che potrebbe essere ritirato dal commercio all’istante oppure passi problemi legali.
A: Poi in campo videoludico non ci sono grandi innovazioni, si tende a riproporre un po’ sempre le stesse cose senza rischiare.
N: Gli sviluppatori della scena indipendente naturalmente sono quelli che osano di più perché non hanno nulla da perdere, non devono sottostare a logiche di mercato. A livello grosso non ho visto nessuno gioco che abbia osato più di tanto negli ultimi cinque anni. Non ci sono grandi novità, non c’è più il rischio.
Ti faccio un esempio, il mercato a cui puntiamo noi sono i giocatori veri, quelli che riescono a capire certe dinamiche che noi paraculiamo e prendiamo in giro all’interno di un gioco, le conoscono alla perfezione quindi capiscono la citazione e vogliono un gioco diverso dal solito e che non segua le stesse logiche che sottostanno agli altri giochi. I nostri prodotti sono semplicemente senza paletti e senza limitazioni. Non vogliamo rinunciare alla libertà che c’è nel crearli.

Un passaggio di GREZZO 2.
In giro c’è qualcuno a cui vi ispirate o che trovate interessante?
N: Come ti dicevo il mercato dei videogiochi in Italia va in avanti grazie a programmatori indipendenti che si impegnano e propongono idee che sono fuori dai classici standard come RIOT: un simulatore di incontri tra rivoltosi e poliziotti.
A: Sì, RIOT è una delle cose più serie che abbiamo visto in giro.
N: Sì, assolutamente. L’autore ha utilizzato veri contesti di rivolta, tipo il G8 di Genova. È un gioco che ti fa pensare e riflettere sulle cose. Devi pensare in quale parte schierarti, una cosa che mi piacerebbe anche per GREZZO dove invece non è possibile decidere da che parte stare, puoi solo limitarti a non uccidere la gente per strada.
Nei prossimi giorni che farete?
N: Da qui a maggio saremo in giro tra i più importanti festival dedicati al mondo degli sviluppatori indipendenti italiani ma non solo. E promuoveremo naturalmente le idee dei giochi di cui ti abbiamo parlato per vedere anche la risposta delle persone. E ci drogheremo!
A: In generale, prima che andiamo a bere, voglio dire che nei giochi futuri abbandoneremo il mondo legato ai social, ai Meme e YouTube.
N: Dell’ immaginario italiano delle celebrità da prendere per il culo, ci siamo un po’ stancati. Vogliamo fare un gioco che garantisca alla gente una bella esperienza di gioco, non vogliamo che il gioco solo venga ricordato solo perché dentro ci stanno Sgarbi e Galeazzi che fanno a botte, ormai sta roba lascia il tempo che trova. Nonostante tutto continueremo sempre a realizzare giochi nel nostro cazzone e scanzonato, senza farci troppi problemi nel fare un determinato tipo di satira.
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