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Randi il Magnifico

Milano, 18 aprile 2015: sono seduto tra il pubblico all’Enterprise Hotel di Corso Sempione ad aspettare insieme ad altre persone l’arrivo di un personaggio molto particolare, un illusionista famoso in tutto il mondo. Quando entra da una porticina laterale la prima cosa che si nota è la sua bassa statura che, unita alla folta barba bianca e all’andatura lenta, lo fa sembrare un fragile vecchietto. All’improvviso, lasciando tutti a bocca aperta, il vecchietto balza sul palcoscenico e comincia a chiacchierare con i presenti.

È James Randi, nome d’arte del canadese Randall James Hamilton Zwinge, uno come se ne incontrano pochi. Infatti nell’ambiente lo chiamano “Randi il Magnifico”.

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A 86 anni è uno dei più famosi “maghi” a livello planetario e la celebrità di cui gode è dovuta anche al suo ruolo di “investigatore del paranormale”. Non parlo di chi fa servizi “giornalistici” su miracoli, possessioni o mostri di varia natura, ma di un esperto nell’illusione che ha scelto come missione quella di smascherare gli impostori che sfruttano trucchi o finzioni religiose per guadagnarsi la fiducia, e soprattutto i soldi, della gente che cade nelle loro trappole.

Ma qui a Milano Randi vuole per prima cosa presentarsi in quella che è la sua specialità, l’escapologia. Chiama sul palco due persone, io sono una di quelle. Ci dà un pezzo di corda e ci chiede di legargli le mani dietro la schiena il più stretto possibile. Eseguiamo. Due secondi dopo, con molta nonchalance, ci chiede, indicando con la mano destra, “Passami quello sgabello”, e poi con la sinistra accennando al tavolo, “Portalo più vicino”. Ci vuole qualche istante perché il pubblico si accorga che i nostri sforzi non hanno avuto successo e scoppi in una fragorosa risata, il ghiaccio è rotto.

D’altra parte questa è la più straordinaria abilità di Randi, quella di liberarsi da corde e catene in situazioni anche molto pericolose, attività in cui si è cimentato fin da giovanissimo. Il ragazzo prodigio ha iniziato a Toronto a diciotto anni e si è esibito per la prima volta in TV nel 1956 , sul canale americano NBC. Nel corso della trasmissione rimase 104 minuti in una bara sigillata immersa nell’acqua, infrangendo quello che era stato fino ad allora il record del celeberrimo Houdini. Da lì in avanti apparve in molti show come “The Magic Clown” e di lui parlarono le più importanti pubblicazioni del settore tra cui “The Linking Ring”. Ebbe anche una trasmissione tutta sua nel 1989 dove esaminava e sbugiardava personaggi che sostenevano di avere poteri psichici: “Exploring Psychic Powers…Live”. Raggiunse un tale livello di fama che lo chiamarono a far parte nel 1973-74 del tour della rockstar Alice Cooper, dove appariva in veste di boia e scienziato pazzo,e per il quale ideò molti dei macabri attrezzi usati in scena.

La notorietà di Randi raggiunse il suo apice nei primi anni Ottanta, tanto che fu accusato da James Alcock, professore all’università di Buffalo, di essere in realtà un vero stregone, che difendeva i suo poteri spacciandoli per trucchi! Fu allora che decise di lanciare la One Million Dollar Paranormal Challenge, una sfida che promette un milione di dollari a chiunque possa dimostrare, valutato da mezzi scientifici, di possedere una qualsiasi facoltà paranormale. Sono passati molti anni ma nessuno c’è ancora riuscito. Spesso si è trovato a combattere direttamente chi si diceva dotato di poteri extrasensoriali.

Uno dei casi più clamorosi, che ha ricordato durante la performance a Milano, è stato lo scontro con Uri Geller, celebrato in tutto il mondo per il suo presunto potere telecinetico: il suo pezzo forte era piegare i cucchiaini con la forza del pensiero. Un trucco. Randi ha dimostrato in nostra presenza che anche lui possiede tutte le incredibili capacità che Geller sostiene di avere. Ha preso una forchetta in mano e, fissandola, in meno di trenta secondi l’aveva piegata in due. Come? Usando il calore delle mani, ma sopratutto, come Geller, una forchetta di una lega particolare. Dopo le accuse di Randi, Geller lo citò in giudizio, ma perse la causa e fu costretto a pagare una penale. La querelle tra i due non è ancora terminata.

L’autore con Randi.

Randi ci ha raccontato che proprio questa esperienza lo ha convinto, insieme ad alcuni amici, come il matematico Martin Gardner, lo psicologo Ray Hyman e altri personaggi di fama internazionale come Carl Sagan e Isaac Asimov, a fondare il CSICOP (Committee for Scientific Investigation of Claims of the Paranormal) una associazione senza scopo di lucro che si prefigge di dimostrare, dove necessario, la falsità di apparenti fenomeni paranormali. Un paio di anni dopo, nel 1978, ha fatto anche da padrino alla nascita del gruppo italiano del CICAP ( Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) fondato tra gli altri da Piero Angela, che da allora si batte con lo stesso obbiettivo del CSICOP.

Detentore di due Guinness World Records che premiano le sue migliori performance di escapologia, oggi “Il Magnifico” gira ancora il mondo tenendo conferenze e spettacoli come quello a cui abbiamo assistito e divertendo il pubblico con lezioni di magia e razionalità.

Salutandoci ci ha fissato negli occhi e sorridendo ci ha raccomandato di non credere a tutto quello che vediamo perché spesso è illusione. E sceso dal palco ha ripreso l’aspetto di un fragile vecchietto.

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