Recensioni


NENEH CHERRY


DUM DUM GIRLS

Videos by VICE


UNTOLD


MARIA ANTONIETTA

AGGETTIVO SETTE

Cinquanta Sfumature di Marrone Tanta Borra

Nessuna pasta cacio e pepe delle due di notte ti darà tante certezze come quando Mortecattiva se ne esce con dischi nuovi. Fare rap non è obbligatorio, ma anche se parli di falli, merda, aids e misoginia non sarai mai marrone come lui. Sorridete sempre, ciao.

SEZYYLABBRA

VIRUX & KAPPA-O
Gola Profonda
Hard

PHARRELL WILLIAMS G I R L RCA

Pharrell ha questo diritto-dovere di starmi sul cazzo, ma poi succede sempre che guardo un suo video di quando era giovane e cado nel baratro del ritenerlo bono. È un problema, soprattutto perché tendo a ignorare la sua completa trasfigurazione in Marcelo Burlon senza barba e pelato, affetto da una vaga Robinthickite. G I R L non è niente di che, un nulla che tende al bellino ma non ci arriva mai, roba per cui può andare in visibilio solo chi frequenta regolarmente gli ambienti milanesi più stronzi. O Il Cile. O una di quelle persone smodatamente felici del ritorno del Winner Taco.

SCHOOLBOY Q
Oxymoron
Top DAwg/Interscope

È in ritardo perché ci tiene a noi e si stava facendo bello. È come scegliere di cenare all you can eat dai cinesi, un solo disco e cinque sonorità diverse, il tutto condito da quell’idea di salmonella, solo un pizzico, quanto basta per ottenere un’esperienza in cui piacere, attenzione e scaltrezza si fondono meravigliosamente.

COM TRUISE Wave 1
Ghostly

Non sono mai stata uno di quei bimbi fissati con il sogno di fare l’astronauta, forse perché le mie sorelle mi hanno segnato a vita con la visione di Apollo 13, ma soprattutto perché avevo ben più nobili aspirazioni, tipo lavorare al casello dell’autostrada o diventare medico legale. Sentendo l’ultimo EP di Com Truise un po’ mi dispiace: sarebbe la colonna sonora perfetta se mai mi trovassi a fluttuare per il nulla cosmico in una fichissima tutina da cosmonauta.

UNTOLD
Black Light Spiral

Hemlock

Praticamente ogni uscita di Untold fino ad oggi consiste in lui che decide di accannarla con qualsiasi cosa stesse facendo prima. A questo giro ha fatto la house a pezzi con l’accetta e poi ha usato il cadavere per costruire un Frankenstein funk con il membro a trivella di Tetsuo. Mi deprime solo pensare che qualsiasi sua prossima mossa sarà certamente inferiore a questo mezzo-capolavoro di disco.

MAJOR LAZER
Apocalypse Soon
Mad Decent/Secretly Canadian

Oh guarda un nuovo EP di Diplo, no non quello, ecco… No ho sbagliato ancora, aspetta è questo arancione? Fondamentalmente: chi se ne fotte. Tanto se prendete quello prima e ci buttate sopra un cappello ridicolo e della naftalina (metonimie per Pharrell e Sean Paul) suona uguale a questo.

COOLY G Hold Me Hyperdub

C’è una discoteca a Milano in cui ti danno palloncini con il gas esilarante. Più di una volta ho assunto una dose quadrupla di gas, ma, dato che non percepivo alcuna contentezza farlocca, mi sono rassegnata ad altre sostanze. Per me Cooly è allo stesso modo esilarante, nel senso che mi vedo costretta a passare ad altro.

PERC The Power & the Glory Perc Trax

Ali Wells si è svegliato una mattina incazzato nero e politicamente consapevole, per cui ha deciso che si può usare la musica come modo di mostrare le chiappe a David Cameron e scoreggiargli in faccia un sacco di beat distorti. Non c’è più il rigore militarista di un tempo, in compenso c’è un senso sarcastico di caos e paranoia assolutamente coerente coi tempi. E sticazzi se non fa più ballare i tamarri.


L’UOMO RAGNO COMUNISTA

EVIAN CHRIST
Waterfall Tri Angle

PATTEN
Estoile Naiant
Warp

Dare del buono a un disco su Warp è come dare il dieci al primo della classe, non ci provo nemmeno gusto. La cavalla di razza delle label negli ultimi tempi ne sbaglia poche, è diventata come la musica classica: non più tanto di nicchia, si fa comprendere, ma resta raffinata e pure un minimo snob. Insomma, questo delizioso secondo LP di Patten è meno pretenzioso e confuso dei lavori precedenti, più pulito, in abito da sera.

OFF! Wasted Years VICE STORM O Sospesi Nel Vuoto Bruceremo In Un Attimo E Il Cerchio Sarà Chiuso Coproduzione

Ho ripescato qualche disco arcòr un paio di settimane quando è iniziato a girare il fotomontaggio XGIOVANARDIX MODENA STRAIGHT EDGE e ho pensato che tutta quell’estetica ce la siamo scordata in modo troppo brutale, così ho rimesso nel piatto roba tipo Abstain o Turmoil e sì, insomma, c’è pure un motivo per cui non la ascolto più. Ecco, in generale non sono convinto che il rock peso stia meglio oggi di quanto stesse quindici anni fa, ma gli Storm{O} non ti fanno sentire una merda se hai saltato la palestra per una settimana.

MARCO ARMO

WHITE SUNS Totem The Flenser

Sono ancora in tre: uno suona la batteria, uno fa casino e canta, l’altro fa casino e basta. La loro particolarità è sempre stata quella di assomigliare contemporaneamente all’inferno e a qualcosa di fragile e irrimediabilmente rotto, sanguinante, sfacciato. Suonano ancora così, ma hanno raggiunto un livello di disciplina per cui anche nei momenti più sbracati sembrano avere il perfetto controllo del flusso, tanto da non morire subito dissanguati e mostrarti esattamente quanto può soffrire un essere umano prima di stramazzare del tutto.

REVERENDO CARLO NINTENDO
 

SUNN O))) & ULVER
Terrestrials
Southern Lord

No, dai. Se siete arrivati al punto di riciclare una session che vi aveva fatto cacare nel 2008, non so quale delle due band sia messa peggio. D’altro canto, pure O’Malley va in giro a dire che non è davvero niente di che, per cui facciamo che non ce ne fotte un cazzo.


MR.GREEN DI CLUEDO

SUN KIL MOON
Benji
Caldo Verde

L’OFFICINA DELLA CAMOMILLA
Squatter
Garrincha

Che ridere, di solito è la segreteria del Politecnico di Milano che contribuisce alla necrosi dei miei organi interni, ma a sto giro ho voluto dare una possibilità anche all’Officina Della Camomilla, convinta di poter al massimo farmi due risate. Errore. Squatter è una roba ai limiti del criminale, e più cerco di articolare opinioni a riguardo più capisco che non ce n’è bisogno. D’altra parte è colpa mia se decido di addentrarmi volutamente in questi acquapark della merda e di tuffarmi a bomba nella prima piscina con onde artificiali—sempre di merda—che trovo. Solo colpa mia.

KATY B Little Red Sony

MARIA ANTONIETTA
Sassi
La Tempesta

Partecipate anche voi all’orrido dramma del povero recensore che ha incolpevolmente perso le parole. Non perché non sappia come articolare quello che pensa di Maria Antonietta, quanto perché il solo pensiero di sparare su una croce rossa così grossa e lenta lo fa sprofondare in un profondo coma simile alla morte. Se rimoriremo democristiani è anche colpa della scena indie marchigiana. E di Brunori, ma che te lo dico a fa’…

LO FANG Blue Film 4AD

Devo essere onesta con me stessa e con voi, gentili lettori: per tutta la durata di questo album il mio istinto è stato distogliere l’attenzione. Più precisamente in questo modo: ho ripassato le poesie di Bondi e ho creato un cartello col suo nome su Hollywood Sign Generator. Devo dire che i dischi inutili stimolano la mia fantasia.

DUM DUM GIRLS Too True Sub Pop ST. VINCENT s/t Loma Vista/Republic

Migliore del disco con David Byrne ma peggiore di tutti gli altri. Anche gli altri erano peggiori di tutti quelli prima, il che fa di St.Vincent un’artista in costante decrescita ma anche un’artista coerente con la propria parabola artistica. Però la gag delle copertine uguali su Rumore e sul Mucchio è stata divertente.

SAN VINCENZO BECK Morning Phase Capitol ARISA Se Vedo Te Warner

NENEH CHERRY

Blank Project

Smalltown Supersound

Non è vero che se il disco è molto buono la recensione ti viene meglio, anzi la maggior parte delle volte un disco davvero buono ha questa capacità bizzarra di toglierti gli argomenti e farti iniziare a dire stronzate generiche con cui non riusciresti ad abbindolare manco un riminese. Se i dischi fossero tutti buoni scrivere di musica sarebbe una merda. Però a volte è anche bello non sapere che cazzo scrivere e ricevere in cambio buona musica, ecco.

LAIBACH

Boot!

The Thing Records

Circa una ventina d’anni fa i Laibach hanno deciso che la cosa più geniale possibile sarebbe stata iniziare a fare schifo, un po’ per esplorare il territorio comune tra musica pop (il più eurotrash possibile) e totalitarismo, un po’ per sentirsi anche liberi di non avere idee né effettivo talento musicale. Fa niente, tanto il loro lavoro concettuale dà un senso persino a questo nuovo sound, un mix improponibile di Mo-Do e scarti dubstep (credetemi: fa VOMITARE), in più il fatto che siano riemersi proprio all’alba di una possibile terza guerra mondiale gli dà un sapore tutto particolare.

SYSTEM HARDWARE ABNORMAL

S.Tart

Nouvasarin NINE INCH NAILS VS. COIL

Recoiled

Cold Spring

BROKEN ENGLISH CLUB

s/t

Jealous God

Grazie a Yog-Sothoth qualcuno c’è finalmente riuscito. Broken English Club è un progetto di elettronica oscureggiona, coi piedi ben piantati nella tradizione post-punk sheffieldiana che però, una volta tanto, non ha fatto di tutto per usare gli stessi identici suoni scassacazzo simil-Ottanta. Si sente che discende dai migliori Cabs o dai Clock DVA dei primi dischi, ma è riuscito a digerirne l’influenza senza farsela penzolare dall’ano.

BRADIPO ASCOLANO

FIRE! ORCHESTRA
Second Exit Part 1

Rune Grammofon

AKTION
s/t

Hate

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