Recensioni


PETE SWANSON


WAVVES

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POLAR FOR THE MASSES


FUTURE
F.B.G.
: The Movie
Epic / Free bandz

con le fashion-borchie banger talmente ignoranti
SPACE DIMENSION CONTROLLER Welcome To Mikrosector-50
R&S

Anni di lavoro per tirare su la storia di un concept album all’interno di musica che sulle prime si direbbe da ballare… certa roba non è mica esclusiva dei Daft Punk, oh. Di fatto è più un radiodramma che dance, e l’atmosfera sembra quella di uno sci-fi caciarione e ironico come Space Truckers, con suoni electro-funk vecchissimi quindi divertenti, tipo un misto di Juan Atkins e Afrika Bambaataa.
I BORG

SHLOHMO
Laid Out

Friends Of Friends

È statisticamente dimostrato che quando esce nuovo materiale di Shlohmo i dati demografici subiscono un’impennata, sta ai governi delle singole Nazioni ora regolamentare la diffusione delle sue produzioni musicali per il conseguente controllo delle nascite. Se siete omosessuali non cambia, a quanto pare rimanete incinti ugualmente.
MINISTRO CANALETTA

AUTECHRE
Exai
Warp

Ho strizzato le meningi ed è venuto fuori qualcosa, un poltiglia informe.
“Bladelores” clamorosa: una specie di landscape di scuregge mefitiche. “1 1 is” invece pare la colonna sonora di un’eutanasia nello spazio. Due ore a rischio decomposizione per ritrovarsi a ballare la versione AE di un junk/dubstep/idm deforme, sintesi perfetta di scienza e malattia mentale. Sono diventato deficiente e chiedo l’assegno di invalidità a VICE.
FALSO INFALLICO

GIRAFFAGE
Needs
Alpha Pup

Musica riverberosa con voce pitchata. Praticamente uguale identico a tutti gli altri pitchoni che abitano la fauna musicale ultimamente. Anche se smettessero domani di cagar fuori roba del genere non me ne accorgerei.
PITA RAVONE

ATOMS FOR PEACE Amok
XL qui sotto VIOLETSHAPED s/t Violet Poison

Sono in due: un rifugiato italiano a Berlino e uno spettro privo di corpo e identità, ma capace di programmare percussioni così solide che quasi quasi le uso per spaccarti la faccia. Sono il male incarnato sul dancefloor, roba utile ad accogliere la consapevolezza che pure Mefistofele si è rivenduto la tua anima per un iPhone rubato.
POETA MENARCA JR.

PETE SWANSON Punk Authority
Software

Praticamente il musicista con le idee più chiare al mondo, l’uomo-macchina-modulare Swanson è un anno e mezzo che mi fa rimanere sempre di più a bocca aperta a ogni traccia che sputa fuori. Sì, insiste sempre sulle stesse cose, ma ogni volta con più convinzione, più groove, più BOTTA. Caciara sbriciolata e cassa dritta che sveglia i morti, il punk del 2013, davvero… molto più che noise o techno.
ORCO GIUDA

MATMOS
The Marriage Of True Minds
Thrill Jockey

Riuscite a leggermi nella mente? No? Cazzo, mi sarei risparmiato la fatica di spiegare ciò che in poche parole è impossibile fare. Quest’album è un eccitante esperimento electro-paranormale e i nostri due Divini Otelma hanno usato la telepatia per comunicare con cavie umane che in tutta risposta hanno avuto allucinazioni a base di giganti triangoli verdi. Non ci avete capito niente, vero? Be’, “E.s.p.” inizia con un poltergeist recitante l’omonima canzone dei Buzzcocks. Accattatevillo or gtfo.
MOVIMENTO 5 STAEDTLER

DEPECHE MODE
Delta Machine
Columbia

Mentre ho salutato con entusiasmo il progetto VCMG, ho visto invece in questo album il futuro dei pensionati. Gahan ha smesso con i vizi, i DM hanno messo le pantofole. Addirittura il singolo è un plagio di Mario Lavezzi/Pooh del 1985. Il resto è un ritorno al blues, roba che può riuscire solo agli Swans. Chiamate un meccanico.
PAUER SBURRENGER

HERVÉ Art Of Disappearing
XL

Frege dice che una funzione f(A)=B è una funzione che associa ad ogni elemento di A uno e un solo elemento di B. Posto l’insieme A “mondo reale” e l’insieme B “cavalli”, Frege dice che gli elementi del sottoinsieme B1=”cavalli con le ali e la spada in testa” dell’insieme B restano senza corrispettivo nell’insieme A. Hervé dimostra che Frege dice cazzate.
BERTRAND JACK RUSSELL

TRIBULATION The Formulas Of Death
Ivictus / Aina Offensive

Metti gli strumenti in mano a dei ragazzini, falli crescere nel nord della Svezia a polpette e black/death e vedi come ti smontano e rimontano la storia del metal estremo con due album che sanno di naftalina e zolfo come manco i classici di Mario Bava. Aggiungici che dal vivo risvegliano tutta la Goetia… e fai bene a riporre l’autostima nella custodia della chitarra.
VENTRICOLO MESTO

PISSED JEANS
Honeys
Sub Pop

La prima volta che ho incrociato i Pissed Jeans dal vivo mi sono quasi spaccato il naso. La seconda ero in Polonia e mi sono quasi lussato la mascella. Anche se la Sub Pop è riuscita a farli diventare grunge a forza di randellate, non vi preoccupate: vi spaccherebbero comunque il muso pure se facessero polka-core con le vene indianofile. Cazzo che punk.
SID RINGHIO

KLAM s/t
Autoprodotto

Non c’è niente di peggio delle recensioni dei dischi italiani in cui l’autore scrive cose tipo “niente di nuovo sotto al sole ma un prodotto fresco e pieno di grinta,” o cose simili—vuol quasi sempre dire che l’autore e il batterista sono amici. Quindi per prima cosa chiedo preventivamente scusa a tutti voi; seconda cosa giuro che non conosco i Klam, sul serio, e terza cosa la recensione: sh**gaze-pop di stampo vintage-emo, la cosa più scolastica e scontata del sistema solare, ma diocristo così scalcinato cafone e diretto che davvero rischia di essere il mio disco-cuoricione del 2013.
GIANNI BUGNI CHIUSI

POLAR FOR THE MASSES Italico Lagrandev

Non basta un suono di basso grosso così a redimere un album che racchiude molti dei peggiori vizi musicali possibili: groove mosci come la minchia di un novantenne, voce pedante, melodie così banali che mi si sono squagliate le ossa dalla noia… Tipo i Subsonica che provano a fare noise rock, il che è l’immagine sonora più brutta che io riesca a concepire. Nota positiva: si sono almeno risparmiati l’inevitabile cameo di Capovilla.
PAVAROTTO LEBALLE

HUNGRY LIKE RAKOWITZ The Cross is Not Enough Blasphemy Worldwide / Grindpromotion

Ciao fichetta! Sono qui per ricordarti che puoi benissimo continuare ad ascoltarti un paio di tonnellate di musica pelosa, lungocrinita, battente bandiera metallica e convincerti a muso duro della resistenza auricolare tua. Oppure puoi dedicarti in toto agli Hungry Like Rakovitz, capire che i Converge sono stanchi della vita e godere di una manata in faccia che certamente ti meriti.
JOSEPH KELSO

THE WILDMEN
s/t
Shit Music For Shit People

Non wild come le pisciate in bocca dei Black Lips che furono o l’anoressia blues alla ’68 Comeback, ma se da ragazzini vi chiudevate in bagno con un disco degli Standells sulle ginocchia e vostra madre si incazzava perché avrebbe preferito vedervi arrapati sul paginone centrale di Max… be’, allora il disagio scorre in voi copioso e dal r’n’b dei Wildmen potreste trarre il giusto godimento.
RON ABBA


NICK CAVE & THE BAD SEEDS
Push The Sky Away
Anti

Oh, Nick, ma com’è che c’hai tutti quei soldi e sei ancora pervaso da quello spirito malinconico che ti fa fare ‘sti dischi della madonna? Dammene un po’ a me, tanto non ti fanno felice, no?
MANNAIA GUERRILLA TOTEM

WAVVES
Afraid Of Heights
Mom+Pop

Non importa che musica fai se rimani te stesso, sembra sussurrare Nate Williams alla terza o quarta incarnazione della propria carriera: mollato lo shitgaze caciarone dei suoi unici dischi buoni, ha staccato la spina per diventare il grande autore garage-pop della sua epoca (King Of The Beach), trovando persino un briciolo di terreno fertile presso critica e pubblico. Non contento, le anticipazioni del nuovo disco sembrano tirare verso i peggiori Weezer/Foo Fighters, e se mi permettete io mollo il colpo prima che mi arrivi addosso il disco intero. Hai capito che schifo rimanere se stessi certe volte?
OTTO CAC

BON JOVI
What About Now
Island

Hanno staccato il tubo dal chitarrista di Bon Jovi, meno male. Ora è uno zarro in libertà.
MOTOCICLETTA DIECI HP

APPINO
Il Testamento
La Tempesta

Il “rock indipendente italiano” è quella cosa che ogni volta che la dici o la scrivi si spengono un paio di stelle. Qua ci sono due del Teatro Degli Orrori che fanno da badanti al cantante degli Zen Circus, eppure, per qualche motivo, sono convinto che si possa fare persino di peggio.
GIOVANNI RAINA

DAVID BOWIE The Next Day
Columbia

Dopo un Reality o un Hours ero un pelo animato dalla speranza di un tardivo Bowie completamente rincretinito ed avviluppato su se stesso, in preda a un delirio solipsista mal cagato dal resto del mondo e sorretto da qualche dj incapace ma alla moda nel far uscire un disco in cui vaneggia testi privi di senso su casse minimal-house o qualcosa del genere. Tipo i dischi più matti di Alan Vega. Al posto di questa cosa mi sono beccato un quadratissimo, rispettabilissimo e democristianissimo The Next Day, con le sue belle canzoncine millelire che citano il passato di Bowie senza piratarlo, più o meno come la (strepitosa, sì) copertina. Che tristezza
FRANCESCO FARABEGOLI

JUSTIN TIMBERLAKE
The 20/0 Experience
RCA justincazzoditimberlake.  AMICO FROCIO RALEIGH MONCRIEF
Dusted
Anticon

Raleigh Moncrief viene da Sacramento, luogo in cui sono stati inventati il battesimo, la prima comunione e la cresima. Purtroppo nella mia battaglia contro i sacramenti anche lui dovrà essere eliminato.
NON ME LO EMERITO

INGA COPELAND
Don’t Look Back, That’s Not Where You’re Going
World Music Don’t Look Back, That’s Not Where You’re Going The Narcissist


THE HAXAN CLOAK
Excavation
Tri Angle

Boia, mi sa che questa è la prima uscita Tri Angle priva di quelle maledette vocine piene di delay. In compenso ci sono canti di banshee e spiritismi gregoriani, ci piacciono di più. In tutto e per tutto fratellino dub-esoterico dei Demdike Stare, The Haxan Cloak continua a spingere di più sul fronte puramente horror e gli riesce da dio: certe costruzioni rasentano il genio puro, e i suoni fanno godere di sacro terrore. Soprattutto la quantità esasperante di bassi.
PETER VENKMAN

ANTHONY CHILD
The Space Between People And Things
NNA Tapes

Qualche volta Surgeon si leva la divisa techno, si ricorda il suo vero nome e si mette ai fornelli a basare una quarantina di minuti di ambient isolazionista coi fiocchi. Da un lato c’è un durissimo scudo di synth, cromato e freddo; dall’altro una scampagnata tra uccellini dolci che si trasformano man mano in punteruoli psichici.
BALOO DECIMONONO

MERZBOW / GUSTAFFSON / PANDI
Cuts
Rare Noise

Un’altra cosa a tre da grandi improviser, registrata un casino di tempo fa e fatta uscire ora perché gli mancava un disco per il giovedì della scorsa settimana. Un macello dall’inizio alla fine: mattoni su mattoni e la solita sordità, con giusto qualche momento più dinamico. Brutalissimo in una maniera tanto tanto prevedibile ma incoraggiante.
JANSENIST PUSHER


BE MY DELAY
Hazy Lights
Boring Machines

Volendo, possiamo fermarci impietriti sulla soglia dell’orizzonte psichedelico degli eventi, segnato dalla massa sonora di Marcella Riccardi. Un piede pulisce timidamente la merda calpestata all’esterno, l’altro già si inoltra dentro al risucchio eterno. Ti trovi in un androne cosmico: l’essenziale, la scarnificazione mentale. Hazy Lights lo dice in musica, con chitarra, voce ed effetti ti restituisce quanto ti aspetta: un’anima.
FLANN O’BRIEN

I CONTRO
Sempre
Autoprodotto

Tecnicamente sarebbero una parodia. Si sono messi di impegno a cercare il suono più forzatamente punk di sempre, e non ce l’hanno fatta, perché io di cassettine anarcopanc che suonano pure più stronze di così ne ho sentite a pacchi. Però sono riusciti lo stesso a sfiorare l’apoteosi di quello spirito hardcore e grind all’italiana che, in realtà, è la musica concreta di ogni angolo suburbano in cui qualcuno ora sta bestemmiando contro un destino infame.
URCO DEMONIO

BARN OWL
V
Thrill Jockey

Non so mai cosa pensare dei Barn Owl. Finora si erano dimostrati sempre dei bravi guaglioni, anche se aflitti da una Earth-dipendenza apparentemente incurabile. Insomma, bravi ma basta. Adesso sembra abbiano svoltato lievemente, senza esagerare, dove tira il vento dell’hype. È il loro disco più vario e originale, e allora perché non mi dice un cazzo lo stesso?
LORDO TAURIDE

NAC/HUT REPORT
Angel-like Contraction Reverse

Double Hallucinative

L’andazzo è no wave, storto, elettrozoppo. C’è dell’eletronica spaesata e una chitarra assolutamente controvoglia. Perfetti… non fosse che la tipa ha un gusto della melodia e una voce del tutto inappropriati, quasi da alternative rock anni Novanta. Il problema vero, però, è che questo suo gusto MI PIACE e li rende piuttosto originali. Oddio cosa mi avete fatto scrivere…
IL SINDACO DEL NOISE

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