Música

Sinkane ci ha raccontato due cose sulla scena indie di Brooklyn

Vi ho già consigliato la musica di Ahmed Gallab, aka Sinkane nella rubrica in cui noi di Noisey vi raccontiamo la nostra musica preferita. Sinkane è l’autore di uno dei dischi che ho ascoltato più volte negli ultimi mesi, Mean Love, di cui potete ascoltare la title-track poco più sotto.

Sinkane è un musicista di professione, un turnista che ha lavorato con artisti a quattro palle come Caribou, Eleanor Friedberger, of Montreal e… Jovanotti, ma ne parleremo meglio durante la piccola intervista via e-mail che trovate qui sotto. Dopo essersi trasferito da Londra a Brooklyn Ahmed ha sgomitato per anni, assorbendo arte e consapevolezza da tutti gli artisti con cui gli capitava di lavorare, finché non è riuscito a dare un’identità precisa alla sua musica, che nel tempo, e a mio parere soprattutto con Mean Love, ha subito una certa svolta in termini di qualità e piacevolezza.

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Il motivo per cui ho iniziato questa introduzione, anziché darvi subito in pasto l’intervista, è che abbiamo un paio di accrediti per il concerto di Sinkane di domenica al Biko di Milano, per sapere come vincerli vi basta andare in fondo all’articolo.

Noisey: Come si emerge in una scena florida come quella di Brooklyn? Sei in grado di spiegarci quel mondo?
Sinkane: The scena a Brooklyn è qualcosa in costante mutamento, un mare in cui nuotano artisti talentuosi e creativi che lavorano duro, per cui non c’è mai da sorprendersi se le cose più innovative vengono fuori da lì.
Quando fai esperienza di queste realtà non puoi che trarne delle buone ispirazioni, ma non è sempre tutto così fantastico, purtroppo. È un ambiente molto competitivo e che può portare a diversi problemi.
Quando mi sono trasferito a Brooklyn, nel 2008, avevo come la sensazione che la scena indie rock stesse vivendo un momento di transizione. Diverse realtà stavano iniziando ad avere successo e la loro attenzione si è spostata dalla comunità alla realizzazione di una carriera individuale. Più o meno tutti quei gruppi si sono spostati da New York e si sta ricreando un nuovo movimento legato alla musica indie rock.

Suppongo che non ci sia modo di emergere dalla scena di New York, ma che sia la scena ad emergere attraverso la musica di qualcuno. Questo succede ora e continuerà a succedere sempre, quindi credo che, per non farsi venire la depressione, si debbano sfruttare anche tutte le altre cose che questo posto ti mette a disposizione. Per quanto mi riguarda si tratta del cibo e dei parchi. Consiglierei il cibo e i parchi di New York a chiunque, sono due cose in grado di portarti via molto, moltissimo tempo.

Le tue radici come si intrecciano con questo ambiente? C’è molta dell’eridità sudanese che hai ricevuto, nella tua musica?
Le persone scrivono di quello che conoscono. Voglio poter raccontare al mondo chi sono, nella maniera più onesta possibile, quindi è naturale che ci sia una parte di Sudan che spicca sopra le altre nella mia musica.

Hai collaborato con tanti musicisti diversi, prima di cominciare una tua carriera da solista. Com’è suonare per artisti come Caribou? Sono esperienze che hanno influito sulla tua musica?
Ogni persona o gruppo con cui ho suonato mi ha insegnato moltissimo su come sia essere un musicista con tutti i crismi. Sono onorato di aver suonato con tante persone diverse, perché è una sorta di riconoscimento per la mia musica.
I Caribou sono le migliori persone sul pianeta e Dan Snaith è stato molto disponibile nei miei confronti: ha sempre supportato me e la mia musica e devo dire che se non fosse per lui non sarei dove sono oggi.

Però hai collaborato anche con un musicista italiano… C’è qualcosa che ti piace della nostra musica?
Sono un grande fan di Franco Battiato e Jovanotti. È proprio il secondo con cui ho collaborato recentemente: abbiamo registrato insieme un brano sul suo nuovo album, si chiama “All The People”. Lorenzo è un mio buon amico e sono entusiasta di fare musica insieme a lui.

Fico. Ok, stiamo offrendo un paio di accrediti per il tuo concerto al Biko di Milano. Cosa possiamo aspettarci?
È una festa! Ci piace molto lasciarci andare sul palco e anche fare un po’ di casino, le canzoni hanno un suono molto diverso da quello che hanno sul disco: c’è molta più energia.

Per vincere gli accrediti dovete mandare una mail a mattia.costioli@vice.com con oggetto “Sinkane Noisey”, ma se aggiungete un’immagine divertente avete più possibilità.

Segui Mattia su Twitter: mattia__C

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