Immagine: Ivan Bandura/Flickr
Gli scienziati e maghi dei dati hanno cercato di prevedere tutto, dalle malattie fino ai mercati finanziari, alle elezioni e alle rivoluzioni—e con un certo successo. Dopo che il ruolo presumibilmente strumentale dei social network nella primavera araba è venuto alla luce, i ricercatori hanno iniziato a scavare dentro i social media per capire se possono essere utilizzati anche per anticipare grandi rivolte sociali. Un nuovo studio del MIT pubblicato sul server di preprint arXiv è l’ultimo di questa serie.
L’autore dello studio, Nathan Kallus, dice di aver trovato un nuovo approccio per l’analisi predittiva che “convalida e quantifica l’intuizione comune che i dati sui social media e il web (al di là di fonti di notizie mainstream) sono in grado di predire eventi di una certa portata.”
Videos by VICE
Come prima cosa, Kallus ha mappato le rivolte in Egitto basandosi sulle informazioni diffuse dai media. Immagine : MIT
Utilizzando il colpo di stato in Egitto del 2013 come modello di prova, Kallus ha selezionato 300.000 fonti web in sette lingue diverse e le ha date in pasto a un computer, il quale ha processato una analisi del linguaggio naturale, delle parole chiave, e del sentiment per individuare indizi di una potenziale rivolta politica. Ha scoperto che, estendendo i modelli risultanti, avrebbe potuto prevedere le future proteste con “elevata precisione.”
Successivamente, Kallus ha provato ad analizzare la capacità di predizione dei social network. I quadrati di tonalità giallo-rossa indicano maggiori probabilità di una rivolta, mentre quelli viola-blu una probabilità inferiore. Immagine: MIT
Ok, bravo. Ovviamente, è molto più facile individuare modelli e indizi in retrospettiva, quando si sa già cosa si sta cercando. Purtroppo, la domanda sul fatto se l’algoritmo giusto possa trasformare Twitter in una sfera di cristallo è ancora senza risposta. Così è, del resto, se ancora pensiamo che possa essere davvero così.
Comunque, fare domande non fa male. Se “una mole massiccia di dati pubblici accessibile online”, come la chiama Kallus, consentisse veramente di fare previsioni sociali attendibili, quali potrebbero essere le conseguenze? Lo studio del MIT dice che mettere in guardia la gente dalle grandi proteste potrebbe prevenire violenze inutili. Quanto meno, aziende, governi e cittadini potrebbero adottare più misure di sicurezza non appena fossero in grado di anticipare un attacco.
Ma cosa succederebbe se i regimi oppressivi sfruttassero la sfera di cristallo per eludere o contrastare le manifestazioni pubbliche? Una chiaroveggenza troppo spinta rischierebbe di spostare il potere lontano dalla folla e di nuovo verso il singolo individuo, come sta già accadendo nel caso della sorveglianza online?
Non è una questione da folli. All’inizio dello scorso anno, prima che lo scandalo PRISM venisse alla luce, la notizia che le forze dell’ordine fossero impegnate nel monitoraggio e nell’analisi di informazioni degli utenti internet per anticipare alcuni crimini ha causato grande scalpore nelle cerchie di attivisti che hanno a cuore privacy e diritti civili. Un paio di anni prima, il Pentagono ha iniziato a studiare big data e algoritmi predittivi come parte della sua strategia di spionaggio—incentrata soprattutto su crisi politiche, rivoluzioni e instabilità sociale ed economica.
Ma, suppongo, a questo punto certi teorie distopiche sono premature. Gli esperimenti di previsione del futuro basati sui social media sono ancora pieni di trappole nascoste. Nonostante anni di tentativi, nessuno ha ancora capito come sfruttare la chimera di dati online a disposizione del pubblico per predire il domani. È un’impresa titanica—da solo, Twitter sforna 58 milioni di messaggi ogni giorno.
Prendiamo lo studio del MIT come esempio: su Twitter potrebbe anche esserci un grande tumulto che, per un qualsiasi motivo, poi non si verifica affatto. O qualcuno potrebbe, teoricamente, decidere di ingannare il sistema con tweet fraudolenti per fare disperdere una protesta già pianificata.
Insomma, non c’è alcun modo per dire se i social media saranno mai un spioncino efficace che guarda al futuro. Ma la sola idea che tutto ciò potrebbe anche essere vero, e probabilmente un giorno lo sarà, si è rivelata un’opportunità troppo stuzzicante perché possa essere ignorata dagli scienziati.
Altro
da VICE
-

-

The Apple Watch Ultra 3, because there aren't pics of a rumored, unreleased Ultra 4 yet. – Credit: Apple -

Bruce Willis -

Nickelodeon