Questo è “Matt”. Ha voluto che oscurassimo la sua faccia per ovvie ragioni. Ha anche detto di aver scattato centinaia di foto del campo con il suo cellulare, che però ha lasciato lì. Mannaggia.
Sapete cosa non è divertente? Essere sequestrato da qualche testa di cazzo per lavorare come uno schiavo. Credetemi, è successo a un ragazzo che conosco.
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Ho incontrato “Matt” (non è il suo vero nome, ma non voglio che venga pestato per aver parlato con me) tramite il fratello del mio coinquilino. Matt dice di essere stato truffato con la scusa di un viaggio in Europa da alcuni membri dei Connors—famiglia di zingari inglese balzata alla cronaca per un recente processo che ha visto sette dei suoi membri accusati di avere tenuto 24 persone prigioniere in un campo di lavoro nell’Hertfordshire. Durante la sua permanenza nella struttura dei Connors, Matt era costretto a truffare dei pensionati per migliaia di sterline, in cambio di una misera retribuzione. Credo ci siano cazzoni come questi all’origine del folle disprezzo dei media per gli zingari. Ho chiesto a Matt di raccontarmi la sua esperienza.
VICE: Ciao Matt. Allora, come sei finito in questa trappola?
Matt: Be’, conoscevo più o meno il capo, avevo lavorato per uno dei suoi figli, e un giorno si è presentato a casa mia, chiedendomi se volessi andare a lavorare in Olanda. Ha detto che mi avrebbe fornito una roulotte di lusso, che avrebbe pagato il mio cibo, la roba da bere, la roba da fumare, eccetera, quindi sembrava un buon affare. Ha aggiunto anche che avevo solo un’ora per decidere, così mi sono detto, “Fanculo, lavorerò in un Paese in cui la marijuana è legale, con tutte le spese pagate—cosa posso volere di più?”
Ok. E poi?
È venuto a prendermi la sera dopo, mi ha messo su un traghetto, mi ha portato nel bel mezzo del nulla e mi ha detto di iniziare a lavorare. Quando siamo arrivati erano le 5 del mattino, e questo senza che avessi chiuso occhio. Si aspettavano che iniziassi a lavorare senza che mi fosse stato spiegato niente. Dopo un po’ mi sono accorto che non eravamo neanche in Olanda, ma in Belgio.
Ottimo inizio. Cosa ti hanno fatto fare?
Ho messo a posto un giardino, lo preparavo perché potessero metterci la ghiaia. Ovviamente non lo facevano come si deve. Usavano solo sabbia e pietrisco. Che cialtroni.
James “Big Jim” Connors (a sinistra) e Tommy Connors sono stati arrestati l’anno scorso, dopo che la polizia aveva trovato 24 “schiavi” che i due avrebbero tenuto in ostaggio in un campo a Leighton Buzzard, Herts.
E com’era la tua “roulotte di lusso”?
La sera in cui sono arrivato non avevano niente di pronto, quindi ho dovuto dormire in uno dei camion con un lituano che non parlava una parola di inglese. E sì, mi avevano promesso un posto meraviglioso con la TV, la cucina a gas eccetera. Mi avevano detto che sarebbe stato un posto così carino che la mia ragazza sarebbe potuta venire a fare una piccola vacanza con me, ma era una topaia. Stava letteralmente cadendo a pezzi per la muffa, non c’era il gas, niente lenzuola o cuscini sul letto e le finestre erano per la maggior parte distrutte. Si poteva accendere e spegnere la luce, ma quella era la cosa più lussuosa.
Sembra delizioso.
Era un’enorme presa per il culo. Il posto in sé non era male, in zona c’era un bel laghetto, e poi un po’ di zingare sexy che scrostavano i tetti delle roulotte con gli spazzolini da denti. Ma se uno dei padri o dei fratelli avesse beccato qualcuno a dare una sbirciatina alle ragazze, lo avrebbe preso a calci in testa, quindi questo rendeva il tutto meno bello.
La cosa peggiore di tutte era che i tizi erano perennemente alla ricerca di nuovi dipendenti, e continuavano a stipare le persone nella mia roulotte, finché non ci siamo ritrovati in cinque o sei a condividere quel buco di merda.
Credo che a quel punto avrei fatto i bagagli.
Be’ sì, però ho pensato, “Sono venuto fin qui, tanto vale restare e provare a guadagnare qualche soldo.” Mi avevano detto che ci avrebbero pagato i pasti ogni giorno o che avrebbero cucinato per noi, ma da quando sono partito fino alla fine della prima notte—ben più di 24 ore—non mi hanno dato che una salsiccia. Ho mangiato qualcosina il secondo giorno, ma niente quello dopo o il successivo, e il negozio più vicino si trovava a un’ora di cammino, che non è esattamente quello che vuoi fare dopo avere lavorato per 16 ore come ci costringevano a fare.
Pensi ti avrebbero lasciato andare fino al negozio?
Forse sì, ma solo perché mio padre li conosceva. Altrimenti se ne sarebbero approfittati ancora di più. Il tizio lituano veniva trattato come una merda—niente cibo né acqua per tre giorni di fila. L’acqua dei rubinetti non era potabile, quindi lo stavano praticamente facendo morire di fame. Tra le persone che avevano raccattato c’erano anche due rumeni. Li pagavano 15 euro al giorno e davano loro un barattolo di maionese come razione settimanale di cibo.
Schiavitù bella e buona: quasi niente cibo né acqua e un salario miserrimo.
Sì, e la roba che ci facevano fare era davvero infima. C’era una signora molto anziana, doveva avere almeno 90 anni, che voleva rifare il suo vialetto perché era pieno di buche. Siamo andati là e il tizio con cui ero le ha detto che avrebbe fatto il lavoro per 11,000 sterline. Una fregatura, in pratica. Lei non voleva, così lui l’ha coperta di insulti e andando via ha rotto di proposito il pezzo di compensato che copriva alcune delle buche più grandi, passandoci sopra con il furgoncino. La signora camminava a stento, e dopo quella volta le sarebbe stato impossibile tirare fuori la macchina dal vialetto e guidare.
Quindi lui l’ha praticamente bloccata in casa perché lei non voleva dargli 11,000 sterline?
Sì, esattamente. Quello stesso tizio una volta mi ha lasciato al lavoro intorno alle 11.30 del mattino, dicendo che doveva solo fare un salto in un negozio, e non è tornato fino a mezzanotte e mezza. Ho finito quello che dovevo fare dopo dieci minuti al massimo, e mi sono seduto su un muretto sotto la pioggia, in jeans e maglietta. L’ho aspettato per 13 ore. Certo, nel mondo ci sono cose peggiori che stare seduto sotto la pioggia, ma non avevo niente con me, e pensavo di essere stato abbandonato.
Si trattava di una specie di rituale del controllo?
No, quando sono tornati mi hanno rifilato una scusa del cazzo sulla polizia che li aveva fermati e per qualche strana ragione ci era voluta mezza giornata per risolvere la questione. Mi sono infuriato. Si erano fumati tutta la mia roba ed erano ubriachi marci.
È stato in quel momento che sei arrivato al limite della sopportazione?
Esatto, la mattina dopo ho preso la mia roba e gli ho detto di portarmi alla stazione. Dopo un po’ di tentativi uno mi ha finalmente dato un passaggio. Tutti i soldi che avevo guadagnato—che erano comunque molto meno di quanto mi aspettassi, avendo dovuto comprare da mangiare e da bere—se ne sono andati per un biglietto del treno per tornare a casa. In pratica, sono andato lì per guadagnare i soldi per comprare una macchina, e sono tornato con niente.
Che merda. Aspetta. Non volevano lasciarti andare via?
Sì. Cioè, non volevano portarmi in stazione. Mi hanno chiesto cos’avessi di meglio a casa, e io ho risposto, “Be’, la mia vita, i miei amici, il mio lavoro, la mia famiglia e una camera da letto che non è ricoperta di muffa,” e il tizio ha iniziato a parlare del fatto che “non avevo più bisogno della mammina ormai”—una scusa un po’ stupida, per uno che apparentemente viveva per la famiglia.
“Matt” in momenti più felici
Hai visto qualcun altro nella tua stessa situazione? Pare che questi “rapimenti” siano in crescita.
Sì, ho incontrato un paio di ragazzi dello Yorkshire. Uno di loro si trovava in una situazione simile alla mia, e l’altro era un fuggitivo. Doveva andare in prigione, quindi era scappato e quello era l’unico lavoro che fosse riuscito a trovare. Poi c’era un altro tizio, come me, che era stato portato in Belgio e aveva perso il passaporto, quindi era bloccato lì.
Hai avuto problemi con loro da quando sei tornato a casa?
Certo, ogni tanto vengono ancora a bussare alla mia porta cercando di darmi ordini, come “Ricomincerai a lavorare per noi,” oppure, “Devi darci il tuo camion.” È strano: si comportano come se non fosse successo niente, e non ha senso denunciarli perché la legge non può toccarli. Hanno ancora la maggior parte degli attrezzi che avevo portato con me, e so che non li riavrò mai. Starò semplicemente lontano da loro e non gli permetterò di pensare di avere un potere su di me.
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