Foto di Sam Wong
Qualche mese fa, due giovani donne del Queensland sono state filmate mentre a bordo di un autobus aggredivano verbalmente e fisicamente un pensionato aborigeno parzialmente cieco. In quel video c’è tutto il contributo dall’Australia al canone globale del tamarro: la tamarra australiana. Ogni paese ha la sua quota di giovani irritanti, offensivi e insopportabili; l’Australia è uno dei pochi che può vantare una categoria capace di commettere atti di stampo razzista indossando scarpe da 40 dollari, occhiali da 300, un cappello da cowboy e un abito da sera.
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La tamarra australiana può sembrare difficile da distinguere dalle ragazze normali. I vestiti che indossa rimandano al look delle cantanti latinoamericane dei primi anni Duemila. Si fa lampade e lavora in posti con nomi come Ice, Magnetic o Xposed. Ma ciò che la distingue è l’aggressività pura e originaria con cui rafforza il suo matriarcato suburbano, controllando chiunque intorno a lei con un mix terrificante di competizione sessuale, malignità rancorosa e la fiducia in sé derivante da una buona dose di cocktail.
Le tamarre si muovo in branco, di giorno e di notte. Prima del tramonto si aggirano per centri commerciali di periferia indossando tute da ginnastica e 40 dollari di trucco, dando della puttana alle commesse di Cotton On Body perché non condividono lo sconto dipendenti. Quando cala la notte fanno la muta e riemergono come farfalle dalla voce stridula. È il massimo risultato con zero peli sul corpo. Sono mogli di calciatori senza mariti calciatori. Ragazze del meteo che si vestono sempre e solo come se ci fosse il sole e 36 gradi.
Foto di Bradley Scott
La pietra angolare delle loro interazioni sociali è l’alcol. Nel tardo pomeriggio incontrano gli amici sulla veranda di casa dei genitori. Vivere con mamma e papà ha i suoi vantaggi: non devono mai imparare a fare la lavatrice, possono usare l’impianto stereo di casa per ascoltare Jason Derulo e possono spendere i soldi in cocktail.
I rapporti con le amiche sono estremamente complicati: sono amicizie nate nei primi giorni di scuola e resistite ad anni di passivo-aggressività. Sai già chi sono le loro amiche anche se non le conosci, questo per le migliaia di selfie pubblicati ogni volta si trovano a meno di 15 metri dallo specchio del bagno. Per questo stesso motivo, sai anche che aspetto hanno i bagni delle case delle loro amiche—spoiler: gli asciugamani sono viola. È con loro che bevono prima di uscire per incontrare i ragazzi con cui si ubriacheranno. Bere serve a molteplici scopi: ti fomenta a sufficienza per abbagliare il fotografo del locale e, se sei in vena, per menare qualcuno.
Sotto la superficie e i capelli al 50 percento umani non c’è altro che spensieratezza. La tamarra australiana è impegnata in un’eterna battaglia per tenere il passo dei ragazzi. Il che significa umiliare qualunque stronzo le ronzi intorno in un dato momento.
Foto di Bradley Scott
Più di tutto, la tamarra australiana apprezza la forza. Di conseguenza è impossibile che stia con un debole, e contemporaneamente non è la donna di nessuno. Uscire con lei vuol dire essere un bell’accessorio. I loro ragazzi saranno anche quei duri che quando si ubriacano menano gli sconosciuti senza motivo, ma a casa vengono dominati e resi docili.
La tamarra australiana beve per essere una di loro, ma anche per distruggerli. Queste relazioni sono speciali, perché più di tutto la tamarra ama denigrare il proprio ragazzo davanti agli amici. I ragazzi sono completamente succubi. Queste giovani donne sono in grado di competere con gli uomini sullo stesso campo da gioco. E dato che nella cultura australiana il consumo di alcol è inestricabilmente legato all’identità nazionale, per molti giovani australiani il campo da gioco è questo. La combinazione tra alcol e vestiti scomodi porta a una di queste due conseguenze: costringere la tua amica bruttina a fare scambio di scarpe o picchiare qualcuno.
Foto di Sam Wong
Ogni fine settimana, in qualsiasi locale, ci sono sempre due o più ragazze che si picchiano. Non ci vuole molto: Madison ha insultato Caz? Tegan ha rovesciato il Bacardi di Amee? Stacey ha rigato la macchina di Sheryl? Qualcuno le prenderà. Ma cosa c’è nella cultura australiana che ci fa sentire così in diritto di fare qualsiasi cosa? Forse è perché possediamo un continente con la popolazione di un borgo? Probabilmente no, ma essendo cresciuti in un paese dove la ricchezza è la norma e gli eccessi abbondano, non deve stupire se le persone pensano di meritarsi tutto. Cresciamo aspettandoci il meglio, e chiediamo di essere trattati bene.
In generale le risse sono diventate una sorta di passatempo nazionale. Le aggressioni ingiustificate—un tempo un modo di vivere tipicamente australiano—vengono scoraggiate tramite l’istituzione del coprifuoco, mentre le punizioni per la violenza nello sport—altra antica tradizione nazionale—sono più frequenti che mai. Gli unici luoghi in cui il nostro desiderio nazionale di fare a pugni è vivo e vegeto sono le discoteche il sabato sera. Perché nessun agente di polizia, nessuna legge, nessun modello positivo da seguire potrà impedire alla tamarra di dare una lezione a quella troia.
Mettendo da parte quanto detto finora, però, l’iper-aggressività delle femmine alfa australiane ha anche i suoi lati positivi: la priorità all’amicizia tra donne, la capacità di dominare maschi sottomessi e la prestanza fisica. È quasi un’affermazione del potere femminile—o, perlomeno, del fatto che, nel loro punto più basso, uomini e donne sono davvero uguali.
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