L’avete sentito dire tra i banchi di scuola, al bar coi tavoli d’alluminio e gli aperitivi a 8 euro, nello spogliatoio prima della partita di calcetto con i vostri colleghi in giacca e cravatta. L’avete letto su Facebook, in bacheca, tra milioni di status. Se vivete a Roma l’avete sentito più di chiunque altro.
Da fenomeno linguistico relegato a sgrammaticati rapper in cerca di gloria su YouTube, “cagna” ricorre oggi tra gli hashtag di Instagram e Twitter. La similitudine canina è irresistibile per decine di ragazze che scherzano su se stesse o sulle proprie amiche, mentre il lessico delle “cagne” diviene oggetto di satira tagliente. I maschi, dal canto loro, non riescono a dire altro: l’estate romana li costringe a bofonchiare di “sguinzagliamenti di cagne” o a giungere a conclusioni antropologiche del tipo “tutte cagne”. Non c’è birretta in cui non scappi un commento su “che cagna è quella”, mentre il morbo si diffonde, esorbita dal GRA e si sparge per la penisola.
Videos by VICE
“Cagna” varca il Rubicone.
Ma di cosa parliamo quando parliamo di “cagne”?
È qualcosa di ben diverso dal generico maschile “cane” (1. Incapace, inetto; 2. Bastardo, cattivo) grazie a una connotazione essenzialmente sessista. “Cagna” traduce “mignotta”, “troia” o “puttana”, e non ha neppure una doppia valenza come l’inglese bitch.
Il termine “cagna” indica un atteggiamento discinto nei costumi sessuali di alcune ragazze, ma al contempo anche una presunta superficialità —se “cagna” può voler dire sia “troia” che “idiota” è perché le due offese sono già associate per una sorta di equazione. Come cercherò di mostrare, l’uso linguistico di “cagna” nasconde un forte moralismo che emerge all’interno di contesti dove in realtà la libertà sessuale sembra qualcosa di ormai consolidato e di cui tutti possiamo godere.
Cartello affisso dietro il bancone di un noto locale di Ponte Milvio. Foto di Teodora Pasquinelli.
LE ORIGINI
L’epiteto “cagna” in riferimento alla donna è ricorrente già nel mondo classico. In Grecia, le donne venivano associate ai cani per via della posizione marginale che avevano nella società. Soprattutto in riferimento alle adultere: il tradimento femminile era particolarmente inaccettabile perché le donne dovevano essere fedeli come i cani, ma dall’altra parte era insita nella natura “animalesca” essere indomabili. Ci si dovrebbe poter fidare, ma a volte non si può.Efesto nell’Odissea scopre sua moglie Afrodite a letto con Ares e la definisce kynopidos kour, ragazza-dalla-faccia-di-cane.
L’immagine animalesca nell’offesa al femminile non è nuova. Era presente, in origine, anche nel termine “troia”, che letteralmente sarebbe la scrofa. Secondo alcuni, la parola deriverebbe dal porcus troianus, un maiale ripieno di cacciagione che ricordava ai romani il cavallo di Troia, colmo di uomini al suo interno. Forse anche a “cagna” sta già toccando lo stesso destino di “troia”.
L’USO ATTUALE
La progressiva sostituzione che ha portato la parola “cagna” ad avere la meglio sul più crudo “mignotta” rende il termine più facilmente digeribile anche se utilizzato con lo stesso intento e significato. In effetti “cagna” sembrerebbe corrispondere a un più vasto universo di senso, non necessariamente inerente il sesso ma comunque sessista
Il senso della parola è intrinsecamente offensivo, ma la sua venatura scherzosa copre il contenuto discriminatorio, e se affermo che “cagna” è una parola offensiva passo per uno che fa del moralismo. Ma a essere moralistico è proprio l’uso, per quanto spensierato e apparentemente libertario, della parola “cagna”, che in definitiva significa “ragazza che ha degli atteggiamenti contrari alla morale.”
Dichiarazione di voto al Villaggio Olimpico. Foto di Lorenzo Marsanich.
Ora la stessa società che preme affinché le donne siano evolute e disinvolte, il giorno dopo le accusa di essere stupidi esseri inaffidabili e irriflessivi. Non solo: a volte sono le stesse ragazze a dare delle “cagne” alle altre e perfino a se stesse (“ho fatto la cagna”, “mi sento cagna”).
Esempio dalla semiosfera di “cagna”
CAGNE SU FACEBOOK
Su Facebook il fenomeno linguistico “cagna” dilaga. Tra le pagine troviamo: Tutte cagne, Le cagne son tutte uguali, Cagna time, L’arte di essere cagna, Chiamarsi “cagna” senza apparenti sembianze canine e Non sapevo di essere cagna. A queste si aggiungono pagine che non hanno la parola “cagna” nel titolo ma fanno comunque un uso ripetuto del termine, come l’emblematica Cose da maschi.
La loro particolarità è che uniscono contenuti pseudo-pornografici a toni goliardici, e forse per questo motivo aggregano fan di estrazione molto varia—studenti universitari, quarantenni grillini con la moto, adolescenti, padri di famiglia.
Alcune tra le pagine in questione vanno dai 100.000 ai 160.000 fan e in qualche caso ci vengono in soccorso nel tentativo di dare una definizione del termine:
“Quante volte avete visto una bella ragazza e vi siete soffermati ad osservarla allupati lasciandovi scappare commenti tipo: che figa! che topa! beh noi diciamo…che CAGNA!! cagna non è un insulto, tutto fuorchè un’offesa, è un modo scherzoso di dire ad una donna quanto è: sexy, eccitante, provocante, vogliosa. a quella donna che non si nasconde, che ama farsi vedere che sia bella o meno, quella donna che sa usare bene le proprie armi ed ottiene sempre ciò che vuole. è un modo giocoso per dire tutto questo ed altro, ed io son convinto che TUTTE, chi più chi meno, sono CAGNE!”
“Cagna” sarebbe dunque “tutto fuorché un’offesa”, tant’è vero che tutte le donne, seppur in diversa misura, sono “cagne”. Alcune pagine dicono di avere “fan che inviano foto”, e postano decine di ragazze seminude invitando a commentare.
Spoiler: gli occhi grandi della didascalia non sono davvero occhi
Le “cagne” sono pur sempre animali domestici, sulle quali il padrone può avanzare dei diritti, anche con la grazia di un aforisma.
Talvolta si manifesta l’esigenza di confrontarsi con le istanze femministe, e per farlo viene chiamata in causa l’immagine di un ignaro Steve Buscemi.
Interessante è poi il caso di un’altra pagina, ormai non più attiva, dove a un certo punto si è pensato bene di lanciare il gioco Sei talmente cagna che… lasciando alla fantasia dell’internet l’idea vincente per concludere la frase.
Il 25 novembre 2013, nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l’admin della stessa pagina si sente in dovere di dire qualcosa:
È tutto molto più chiaro. La pagina si prende gioco di “tutte quelle donne che usano il proprio corpo per vari scopi,” gli ignoranti-violenti invece devono vergognarsi. Anche perché il loro non è un comportamento da bomber.
Il tema della violenza spinge anche alcune donne a commentare (nella foto con i nomi coperti in verdino). Una addirittura ringrazia:
In questo clima di generale riflessione, un utente ci spiega finalmente il senso ultimo della pagina:
Se vi sfugge la parte in cui una pagina dove si dice che una donna è talmente cagna che può fare pompini anche con la museruola diventa una pagina in difesa delle donne, allora forse non siete dei veri bomber.
Altro
da VICE
-

Robin Williams (Photo by Sonia Moskowitz/Images/Getty Images) -

(Photo by Jim WATSON / AFP via Getty Images) -

Seinfeld (Photo by FILES/AFP via Getty Images)
